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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Il governo è l’unico che può impedire l’operazione su Montepaschi”

Intervento di Stumpo di Proposte Nuove per la Città di Siena

SIENA. “Con il cosiddetto “risiko” bancario che vede Monte dei Paschi di Siena protagonista, sia con l’operazione promossa da Intesa, che con quella di BPM, viene oltrepassa una linea rossa che crea danni gravissimi per la nostra economia. In ballo c’è il baricentro operativo di una grande banca con oltre mille dipendenti e il relativo indotto di quella che è la prima impresa della Toscana. È opportuno che questa operazione venga impedita con ogni mezzo. Il governo italiano è l’unico attore che può impedire questa operazione esercitando le prerogative legate alla golden share o ciò che può. La città, che giustamente si sta riunendo, deve chiedere”. Così interviene  Massimiliano Stumpo che è parte di un gruppo di lavoro per proposte nuove per la città di Siena, semplicemente un gruppo di persone di varia estrazione politica che guarda a ciò che accade per andare avanti.

“Sul marchio è previsto che sparisca il nome “Siena”, a cui si aggiungono le conseguenze che questo comporta in termini di chiusura di sportelli e relativi esuberi. Il lavoro è l’elemento centrale. E lo sviluppo di questa città. Se vanno avanti tutti i piani presentati in un futuro non lontano avremo una città più povera. Una città meno attrattiva per i giovani e per tante figure professionali. Una città con meno popolazione e per questo sempre più a rischio di marginalizzazione”.

“In tanti diranno: verranno tutelati i lavoratori. Ne siamo ben felici se sarà davvero così. Però in un’ottica strategica, di lungo respiro, una volta pensionati o prepensionati gli attuali lavoratori, convinti una parte a trasferirsi in altre sedi, lasciate alcune funzioni temporaneamente sul territorio, fatto tutto questo, a lungo termine, che ne sarà dei “posti di lavoro”? Abbiamo l’ardire di pensare che questi verranno persi irrimediabilmente a vantaggio delle economie di scala”.

“La nostra comunità è davvero rassegnata a tutto quello che gli può capitare? Crediamo sia il momento di chiedere con forza un moto di orgoglio da parte della comunità, un moto di orgoglio di cui si facciano interpreti le istituzioni locali”.

“L’offerta pubblica di scambio da oltre 30 miliardi lanciata da Banca Intesa nei confronti di Monte dei Paschi di Siena risponde alle logiche più strette e deteriori della finanziarizzazione dell’economia i cui danni sono sotto gli occhi di tutti (almeno di coloro che vogliono vedere). E’ ormai accertato che lo sviluppo verso grandi colossi bancari, non porti miglioramenti nella concessione del credito, che poi sarebbe la funzione principale che dovrebbe avere il sistema bancario per consentire un equilibrato sviluppo dell’economia “reale”.

“Si legge che le operazioni di aggregazione di cui è oggetto MPS siano “ben viste” dal governo nazionale. Anche se il colore politico dell’amministrazione comunale è lo stesso di quello del governo nazionale è necessario che siano esperiti tutti i tentativi per ostacolare operazioni lesive dell’interesse collettivo di Siena. Il governo di destra si arrogava il merito, fino a qualche tempo fa, di aver salvato il Monte dei Paschi di Siena (cosa per altro abbastanza ardita da sostenere). Oggi, la destra in tutte le sue forme di rappresentanza, si sta assumendo la responsabilità reale di chiudere la storia secolare di MPS avallando presunte scelte di mercato e di impoverire così Siena e la Toscana”.

“Sarebbe anche auspicabile che la nostra Comunità faccia finalmente i conti con quello che è accaduto in passato su BMPS e che continua ad accadere oggi, per delineare certo le debolezze e le responsabilità locali, ma anche quelle ancora più pregnanti e ormai sempre più evidenti dell’intero sistema politico, economico e bancario nazionale. Un sistema che, si vede anche nell’attualità, sta operando a danno della nostra realtà locale”.

“In ultimo, ed anche solo per questo è necessario quel moto di orgoglio di cui parlavamo prima, non vorremmo che la più alta onorificenza che Siena riconosce a personalità che hanno dato lustro alla comunità senese in Italia e nel mondo (ci riferiamo al Mangia d’Oro che verrà assegnato a Lovaglio), si trasformi in un’orazione funebre per un Monte dei Paschi che “fu” di Siena”.

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