Una meditazione antropologico-spirituale sulla Via Francigena. Presentazione del libro di Jean de Dieu Elondabare sabato 13 giugno
RADICOFANI. Jean de Dieu Elondabare presenta il libro “Sulla via dell’uomo e di Dio”, che ha fatto pubblicare di recente, nella “sua” Contignano, sabato 13 giugno, alla biblioteca comunale (ore 18). Come sempre, in questi appuntamenti mensili, aperti al pubblico, al termine verrà offerto un piccolo rinfresco. L’autore è filosofo e teologo, ma anche prete in servizio pastorale alle parrocchie di Radicofani e Contignano. Originario di Saint-Benoît Boundji, Repubblica del Congo-Brazzaville, è l’autore di un libro, dato alle stampe di recente (editore If Press), dedicato alla Via Francigena. Sulla via dell’uomo e di Dio, questo il titolo, si propone una meditazione antropologica e spirituale della storica strada, interpretato come luogo fisico, simbolico e interiore. Il pellegrinaggio, ricorda l’autore, non si misura in chilometri ma in silenzi, domande, intuizioni. Ogni passo diventa preghiera, ogni incontro rivelazione, ogni difficoltà un’occasione di crescita. La Via Francigena offre un laboratorio in cui emergono le grandi dinamiche dell’esistenza: distacco, sospensione, trasformazione. È una scuola di autenticità che invita a ritrovare l’essenziale, ad abitare il proprio corpo e il mondo con maggiore consapevolezza, a riconoscere il dialogo costante tra umano e divino. In sintesi, Sulla via dell’uomo e di Dio è un invito a camminare con lo sguardo e con l’anima, ad accogliere la via come maestra interiore, a lasciarsi attraversare dall’invisibile. Un libro da leggere lentamente, così come lentamente si percorre la Via Francigena: passo dopo passo, nella direzione della verità più profonda della vita.
Il volume nasce come riflessione scaturita dal contatto diretto, dell’autore, con i pellegrini, per raccontare non un tanto un itinerario geografico, quanto il cammino come metafora dell’esistenza, per dimostrare come l’esperienza del pellegrinaggio trasformi il modo di percepire sé stessi, gli altri e Dio. L’autore evidenzia che la spiritualità non è un’aggiunta esterna al cammino, ma nasce spontaneamente dalla lentezza, dalla fatica, dalla solitudine e dal contatto con la natura. Nel ritmo regolare dei passi, il pellegrino riscopre vulnerabilità e forza, sperimenta un Dio meno concettuale e più vissuto, che si rivela nei paesaggi, negli incontri e nel silenzio che parla. Da un punto di vista antropologico, il pellegrinaggio è interpretato come rito di passaggio: il viandante lascia le proprie sicurezze, affronta l’incertezza e ritorna rinnovato. Domande fondamentali ̶ Chi sono? Dove vado? Quale senso sostiene la mia vita? ̶ emergono naturalmente durante il cammino. Il corpo diventa spazio teologico: è nella fatica, nel sudore, nel peso dello zaino e nel sollievo che segue lo sforzo che la persona comprende che la spiritualità attraversa la materia e la illumina. L’invisibile appare come presenza discreta che accompagna, intuizione che guida, voce interiore che orienta. Il cammino è anche luogo d’incontro: l’altro, che sia compagno di viaggio o abitante dei borghi attraversati, diventa specchio e sostegno. Le relazioni semplici e spontanee rivelano una fraternità che appartiene alla tradizione cristiana del pellegrinaggio e che continua oggi con nuove forme. L’autore intreccia riflessione teorica e dimensione esperienziale, parlando tanto ai cercatori di senso quanto ai camminatori attratti da una spiritualità incarnata e concreta.
Jean de Dieu Elondabare ricorda che la Via Francigena, già nel Medioevo, era vissuta come percorso di affidamento e disciplina interiore: la fatica purificava, la natura educava, ogni tappa diventava occasione di preghiera e meditazione. Oggi, nonostante strumenti moderni e maggiore sicurezza, il pellegrino riscopre il valore della lentezza e della semplicità, antidoti al ritmo frenetico della vita contemporanea. Roma, meta finale, simbolizza il compimento spirituale: ciò che conta non è l’arrivo, ma la trasformazione maturata lungo il cammino.
Nel libro si descrive la Francigena come via di fraternità, rivelazione del creato e itinerario umano fatto di partenze, ritorni, solitudini e comunioni. Ogni capitolo è pensato come una tappa, con meditazioni finali che invitano alla sosta e all’ascolto. L’appendice propone un piccolo breviario per vivere il cammino come esercizio quotidiano: preghiere, simboli, versetti biblici.




