SIENA. Di seguito i comunicati relativi all’attività odierna del Consiglio comunale
Aliquote Imu 2026, rettificato l’allegato alla delibera consiliare
Durante la seduta di oggi, giovedì 21 maggio, il Consiglio comunale ha approvato la rettifica per mero errore materiale della delibera numero 223 del 2025, discussa nella seduta consiliare dello scorso 18 dicembre, relativa all’approvazione delle aliquote Imu 2026. L’atto, illustrato dall’assessore al bilancio e ai tributi, Riccardo Pagni, ha ricevuto ventuno voti favorevoli e tre astensioni da parte dei ventiquattro consiglieri presenti.
In fase di predisposizione della documentazione allegata, per un mero errore materiale era stato inserito il prospetto ministeriale riferito al Comune di Monticiano, anziché quello corretto relativo al Comune di Siena. L’errore è riconducibile al Servizio unico associato di gestione dei servizi finanziari costituito tra i due enti a partire dal 1 luglio 2024.
La proposta all’esame del Consiglio comunale prevede, quindi, esclusivamente la sostituzione dell’allegato errato con il corretto “Prospetto aliquote Imu – Comune di Siena”, che diventa parte integrante e sostanziale della deliberazione, sostituendo integralmente il documento precedentemente allegato, senza alcuna modifica ai contenuti sostanziali già approvati dal Consiglio. Restano pertanto confermate le aliquote Imu 2026 già deliberate dal Comune di Siena, tra cui lo 0,6% per le abitazioni principali di categoria catastale A/1, A/8 e A/9, lo 0,1% per i fabbricati rurali ad uso strumentale, l’1,12% per aree fabbricabili e altri fabbricati, e l’1,06% per immobili locati a canone concordato o in specifiche fattispecie previste dal prospetto ministeriale.
La rettifica si configura come atto dovuto di correzione formale, finalizzato a garantire piena corrispondenza tra deliberazione approvata e documentazione allegata, nel rispetto della normativa vigente e della corretta trasparenza amministrativa.
Il Consiglio approva la legittimità di alcuni debiti fuori bilancio
Il Consiglio comunale ha approvato la delibera relativa al riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio. L’atto, illustrato dall’assessore al bilancio, Riccardo Pagni, ha ricevuto diciannove voti favorevoli, tre contrari e un’astensione da parte dei ventitré consiglieri presenti.
Il provvedimento si è reso necessario a seguito di due sentenze esecutive emesse dal Giudice di Pace di Siena, relative a contenziosi derivanti da verbali della Polizia Locale. Nello specifico, gli importi riconosciuti ammontano a un totale complessivo di 471,11 euro.
La copertura finanziaria è già prevista nel bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, senza necessità di ulteriori variazioni di bilancio.
Comunità Energetica Rinnovabile di Siena: approvati atto costitutivo e statuto
È stata formalmente costituita la “Fondazione di Partecipazione per la Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) di Siena”. Lo ha deciso il Consiglio comunale, approvando la delibera relativa all’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto della comunità energetica. L’atto, che ha ricevuto venti voti favorevoli dei ventitré consiglieri presenti, con tre consiglieri astenuti, è stato illustrato dall’assessore all’ambiente del Comune di Siena, Barbara Magi.
“Oggi non approviamo solo un documento burocratico – ha spiegato Magi – ma firmiamo un patto per il futuro: mettiamo a disposizione del territorio un vero e proprio motore di sviluppo sociale che trasforma la transizione ecologica in un risparmio immediato per le tasche dei senesi. Abbiamo costruito una struttura pubblico-privata stabile e no-profit, capace di garantire una governance trasparente e di lungo periodo. Siena non subisce il cambiamento, lo guida: grazie ai trentasei siti idonei individuati sul patrimonio comunale, produrremo 4.800.000 kWh di energia pulita ogni anno. Una ricchezza che non fuggirà altrove, ma resterà qui, condivisa con i cittadini e le imprese che sceglieranno di essere parte attiva di questa rivoluzione”.
“Le comunità energetiche – ha spiegato ancora Magi – sono uno strumento fondamentale per promuovere lo sviluppo sostenibile a livello locale: hanno grande importanza, sia per il loro contributo alla sostenibilità ambientale sia per la capacità di favorire processi collaborativi tra ente pubblico e cittadini. La nostra sfida è ambiziosa: vogliamo eradicare la povertà energetica e restituire competitività al nostro tessuto economico con costi dell’energia abbattuti fino al 25 per cento. Il Comune di Siena agisce come facilitatore, semplificando gli ostacoli normativi e mettendo a disposizione impianti pubblici per sostenere i soggetti più deboli. Siamo di fronte a un cambio di paradigma culturale: con la nascita di questa Fondazione e il consolidamento del brand ‘Siena Carbon Neutral’, la nostra città si posiziona come avanguardia europea, capace di attrarre talenti e investimenti in un distretto energetico verde, inclusivo e resiliente”.
Statuto e atto costitutivo. Il documento approvato dal Consiglio comunale di Siena prevede un totale di trentuno articoli. Come si legge nello Statuto, la Fondazione di partecipazione denominata “Comunità Energetica Rinnovabile (Cer) di Siena” è un soggetto giuridico autonomo nato per promuovere la produzione, la condivisione e il consumo di energia da fonti rinnovabili a livello locale, in coerenza con la normativa nazionale ed europea. L’obiettivo principale è favorire la sostenibilità ambientale, ridurre i costi energetici per cittadini e imprese e generare benefici economici e sociali per il territorio, contribuendo anche al contrasto della povertà energetica e alla diffusione di modelli collaborativi tra pubblico e privato. Alla Cer possono aderire cittadini, imprese, enti pubblici e altri soggetti del territorio, partecipando come consumatori, produttori o entrambe le cose. La partecipazione per i soci ordinari è totalmente gratuita e l’uscita dalla configurazione è libera e senza costi, garantendo sempre i diritti del cliente finale. Il funzionamento si basa sulla condivisione dell’energia prodotta da impianti rinnovabili, con vantaggi che derivano sia dal risparmio in bolletta sia dagli incentivi previsti, oltre che da meccanismi di compensazione tra energia prodotta e consumata. Il Comune svolge il ruolo di socio fondatore costituente e promotore, mettendo a disposizione superfici pubbliche e facilitando lo sviluppo del sistema. La gestione avviene secondo principi democratici, con la partecipazione dei membri alle decisioni e con una finalità che non è orientata al profitto, ma al beneficio collettivo. La comunità opera a livello locale e può prevedere la realizzazione di impianti anche al di fuori del centro urbano, purché funzionali al fabbisogno della comunità stessa. In una prospettiva più ampia, la Cer rappresenta uno strumento strategico per costruire un modello energetico sostenibile e condiviso, rafforzare l’autonomia del territorio e favorire la nascita di ulteriori progettualità a beneficio della collettività.
Il Consiglio comunale ha approvato anche l’atto costitutivo, che sancisce la nascita formale della “Comunità Energetica Rinnovabile” attraverso l’accordo tra i soggetti fondatori, che ne condividono finalità, principi e modalità di funzionamento. Con questo atto viene definita la volontà di costituire un soggetto giuridico autonomo, senza scopo di lucro, orientato alla produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili a beneficio della comunità locale. L’atto individua i soci fondatori, stabilisce la sede, la durata e il riferimento allo statuto che disciplina nel dettaglio l’organizzazione e la gestione della Cer. L’atto sancisce inoltre la nascita di un ente con autonomia patrimoniale perfetta, tutelando i bilanci degli enti pubblici partecipanti e orientando ogni avanzo di gestione esclusivamente a finalità sociali e alla riqualificazione del patrimonio locale. Vengono inoltre definiti i primi organi di governance e conferiti i poteri necessari per l’avvio operativo, inclusi gli adempimenti amministrativi e le eventuali iscrizioni richieste dalla normativa. Attraverso l’atto costitutivo, i membri si impegnano a collaborare per il raggiungimento degli obiettivi comuni, promuovendo un modello energetico sostenibile, partecipato e orientato al beneficio ambientale, economico e sociale del territorio.
Consulta Giovanile: il Consiglio approva il Regolamento
Il Consiglio comunale ha approvato la delibera relativa al Regolamento della Consulta Giovanile del Comune di Siena. L’atto, approvato all’unanimità dai diciotto consiglieri presenti, è stato illustrato dall’assessore alle politiche giovanili del Comune di Siena, Micaela Papi.
“La Consulta Giovanile – ha commentato l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Siena, Micaela Papi – rappresenta uno strumento concreto di partecipazione e cittadinanza attiva attraverso cui i giovani possono contribuire in maniera diretta alla vita pubblica della città. Con l’approvazione del Regolamento si completa un percorso importante iniziato con lo Statuto e si fornisce alla Consulta una struttura organizzativa chiara, condivisa e funzionale. Desidero sottolineare in modo particolare il grande lavoro svolto dai ragazzi e dalle ragazze della Consulta nella redazione del regolamento. Hanno affrontato questo percorso con serietà, senso delle istituzioni, spirito di collaborazione e forte senso di responsabilità, dimostrando quanto le nuove generazioni siano capaci di partecipare attivamente quando vengono realmente coinvolte nei processi decisionali”.
“Il Regolamento – ha aggiunto – disciplina il funzionamento dell’assemblea, le modalità di partecipazione, le votazioni, la trasparenza delle attività e il lavoro delle commissioni tematiche, che rappresentano il vero motore operativo della Consulta. Saranno infatti le commissioni dedicate a cultura, eventi, sport, ambiente, politiche sociali, comunicazione, innovazione, lavoro e formazione a trasformare le idee in proposte e progetti concreti per la città. La Consulta vuole essere un luogo stabile di confronto, dialogo e progettualità tra giovani e amministrazione comunale, capace di raccogliere bisogni, stimolare partecipazione e costruire proposte utili per Siena e per le nuove generazioni. Come amministrazione continueremo a sostenere questo percorso, convinti che investire nella partecipazione giovanile significhi investire nel futuro della nostra comunità”.
Nel complesso, il Regolamento definisce un’organizzazione strutturata, orientata al confronto, alla responsabilità e alla collaborazione tra i membri della Consulta in coerenza con quanto previsto dallo Statuto già approvato dal Consiglio comunale.
“Ottanta anni di voto: il ritorno alle urne e la rinascita della democrazia”. L’evento annunciato dal presidente Davide Ciacci
“1946-2026 80 anni di voto, il ritorno alle urne e la rinascita della democrazia”: è il titolo dell’evento previsto nella sala del Capitano del Popolo di Palazzo Pubblico a Siena per martedì 9 giugno e annunciato dal Presidente del Consiglio comunale, Davide Ciacci, durante i lavori della seduta odierna, giovedì 21 maggio. “All’evento – ha detto Ciacci durante le comunicazioni previste all’ordine del giorno – interverranno, oltre ai rappresentanti istituzionali, Gerardo Nicolosi, professore ordinario di storia contemporanea dell’Università degli Studi di Siena e Riccardo Nocentini, responsabile ufficio di gabinetto del presidente della Regione Toscana”.
INTERROGAZIONI
Criticità al day hospital oncologico dell’Aous, Giordano: “Attenzione al mantenimento dell’efficacia e dell’efficienza delle cure”
“L’amministrazione comunale ha e continuerà ad avere una particolare attenzione nei confronti dei servizi prestati dal Dipartimento e sulle risorse e gli investimenti che l’Aous metterà a disposizione della struttura per mantenerne alti il prestigio e, quello che più ci interessa, l’efficacia e l’efficienza delle cure”. Con queste parole l’assessore alla sanità e al diritto alla salute, Giuseppe Giordano, ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Marco Ballini del gruppo Fratelli d’Italia in merito ai gravi disagi e alle criticità strutturali presso il day hospital oncologico del policlinico Santa Maria alle Scotte.
“Il day hospital dell’Unità operativa complessa Oncologia medica è una struttura ad alti volumi di attività – ha spiegato Giordano – che segue quasi mille pazienti all’anno con numeri in aumento, come registrato nei primi mesi del 2026. Il day hospital oncologico è ubicato al piano zero del terzo lotto ed è organizzato su più ambienti dotati di poltrone per la somministrazione delle chemioterapie, di ambienti per la somministrazione di chemioterapie al letto del paziente, oltre a tutti gli ambienti a supporto sia del personale che dei degenti. Proprio per meglio gestire l’elevato numero di pazienti in carico all’oncologia medica, l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese ha inserito nella propria programmazione un intervento di manutenzione straordinaria del day hospital oncologico, per il quale, però, devono essere ancora reperite le risorse per la relativa copertura economica. L’intervento sarà finalizzato sia all’allargamento degli ambienti che a una ristrutturazione di minima, volta al miglioramento degli stessi in attesa della ristrutturazione a lungo termine prevista dal masterplan aziendale”.
“Anche se la ristrutturazione non è stata ancora avviata – ha proseguito l’assessore – l’Oncologia medica ha già acquisito da qualche anno i locali aggiuntivi che hanno consentito di ridistribuire le attività assistenziali, aumentare il numero di ambulatori e rimodulare le postazioni di lavoro del personale. Questo ha reso inoltre possibile, come riferito dal direttore dell’Unità operativa complessa, l’attivazione di una nuova sala di attesa interna al day hospital e di poter ottimizzare i flussi di accettazione per meglio accogliere e gestire l’elevato flusso giornaliero di pazienti con tempi di attesa valutati normali dalla direzione aziendale. In riferimento all’articolo pubblicato sugli organi di stampa a cui si fa riferimento nell’interrogazione, il direttore dell’Oncologia medica ha riferito che la situazione rappresentata si è verificata nella giornata del Venerdì Santo, quando per evitare ai pazienti di saltare la somministrazione della terapia per la festività del Lunedì dell’Angelo, sono stati accorpati gli appuntamenti di più giorni. Certamente in quell’occasione si sono verificati dei fisiologici momenti di iperafflusso dovuti ai tempi di accettazione, ma per la direzione aziendale l’attesa si è svolta senza problemi e, inoltre, ridistribuendo i pazienti sulle due sale di attesa che sono in grado di accoglierli tutti. Un temporaneo disagio che si fosse eventualmente venuto a creare in quella circostanza particolare, e che ha potuto comportare qualche ritardo nelle visite e nelle dimissioni, non è, a giudizio della direzione aziendale, rappresentativo di quello che è il funzionamento ordinario dell’attività. I pazienti non hanno segnalato ai medici particolari disagi e nell’ultimo anno non risultano segnalazioni all’Urp relative a problematiche di questo tipo, né altre tipologie di reclami”.
“L’Unità operativa complessa di Oncologia medica – ha concluso l’assessore Giuseppe Giordano – è parte del Dipartimento oncologico di alto livello diretto da Michele Maio, rinomato per trattamenti innovativi sui tumori, con partecipazione a gruppi oncologici multidisciplinari e ricerca su protocolli nazionali ed internazionali; ciò ha consentito al Dipartimento di ricevere riconoscimenti importanti come il ‘Clinical Needs e Transnation Research in Oncology’ nel 2024. E’ evidente, anche per questi motivi, che l’amministrazione comunale ha e continuerà ad avere una particolare attenzione nei confronti dei servizi prestati dal Dipartimento e sulle risorse e gli investimenti che l’Aous metterà a disposizione della struttura per mantenerne alti il prestigio e, quello che più ci interessa, l’efficacia e l’efficienza delle cure”.
Il consigliere Marco Ballini del gruppo Fratelli d’Italia ha replicato che “permangono alcuni dubbi sulla realizzazione degli interventi da parte dell’azienda. Sono stati spesi 4,35 milioni di euro per l’ingresso dell’ospedale, ma nel frattempo per riavviare il ripristino del day hospital ci sono da reperire risorse economiche. Questo mi lascia alcuni dubbi: evidentemente l’ingresso dell’ospedale non era una priorità”.
Sanità territoriale, Giordano: “Rifuggire il rischio che l’attività medica scada in una mera attività imprenditoriale”
Le iniziative vaccinali dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, in collaborazione con l’Asl Toscana sud-est, l’integrazione con la medicina generale, le liste di attesa e il rispetto degli obblighi normativi in materia di certificazione di malattia sono stati l’oggetto dell’interrogazione presentata dai consiglieri Enzo De Risi, Marco Ballini, Sarah Campani e Monica Crociani del gruppo Fratelli d’Italia. A rispondere è stato l’assessore alla sanità e al diritto alla salute, Giuseppe Giordano.
“Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) 2023/2025 – ha spiegato Giordano – considera strategico favorire e promuovere le vaccinazioni raccomandate per le condizioni di rischio per patologia/stato immunitario e indica come l’offerta vaccinale per queste persone deve sempre più considerare il percorso clinico assistenziale nelle diverse fasi di presa in carico del soggetto fragile da parte dei numerosi operatori sanitari coinvolti. Il Pnpv, in considerazione della necessità di garantire un servizio equo e di facile accesso per la popolazione, parallelamente all’implementazione dell’erogazione dei servizi vaccinali territoriali, indica come la rete specialistica che segue i soggetti a rischio possa promuovere attivamente le vaccinazioni tanto a livello ospedaliero che territoriale. I soggetti in follow-up ambulatoriale per patologia o che accedono all’ospedale in regime di ricovero dovrebbero, secondo il citato Piano, essere invitati alla vaccinazione direttamente in tali occasioni. Questo tipo di attività si dice garantisca di ottimizzare i tempi di erogazione dei servizi, consentendo al cittadino di effettuare più prestazioni in un unico momento e di aumentare la compliance alla vaccinazione. Secondo il Pnpv sarebbero notevoli anche i benefici per il cittadino, che ridurrebbe il numero di spostamenti per necessità sanitarie, le assenze dal luogo di lavoro, nonché la necessità di riorganizzare le attività di vita quotidiana.
I percorsi di vaccinazione in ospedale, sempre secondo il Piano, prevedono il coinvolgimento degli specialisti clinici attribuendogli un ruolo fondamentale nel counseling specifico nelle condizioni diagnostico-terapeutiche complesse”.
“Lo stesso Piano – ha proseguito l’assessore – indica che, laddove non fosse realizzabile l’erogazione delle vaccinazioni necessarie direttamente presso il servizio che ha in carico il paziente per la patologia specialistica, è fondamentale facilitare le attività di prenotazione e indirizzo del paziente stesso presso i centri vaccinali territoriali che se ne faranno carico per l’offerta del calendario specifico. Le indicazioni ministeriali, pur riconoscendo il ruolo del dipartimento di prevenzione, dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, nonché delle farmacie, in considerazione delle strutture coinvolte nel percorso clinico assistenziale del soggetto fragile, ritengono opportuno il coinvolgimento nell’attività di vaccinazione della rete specialistica sia a livello ospedaliero che territoriale. Per facilitare l’adesione alle vaccinazioni e venire incontro alle esigenze dell’utenza più fragile, l’Azienda Usl Tse e l’Aous stanno predisponendo una procedura interaziendale per la presa in carico dei pazienti a rischio per patologia afferenti all’ospedale Santa Maria delle Scotte di Siena direttamente all’interno del policlinico. La procedura vede gli specialisti ospedalieri impegnati nel reclutamento dei pazienti da sottoporre a vaccinazione sulla base delle specifiche condizioni cliniche e nel loro indirizzo verso l’ambulatorio vaccinale dove il personale dell’Asl Tse prenderà in carico il paziente, provvederà a stilare un piano di vaccinazione individuale e somministrerà le vaccinazioni specificamente raccomandate per il soggetto. Questo percorso è già in essere negli ospedali di Arezzo, Grosseto e Campostaggia, dove è stato attivato dal 2024. In conclusione, la creazione di percorsi di vaccinazione intraospedalieri in affiancamento e a complemento di quelli territoriali, è una scelta fortemente raccomandata dal Ministero al fine di favorire la protezione vaccinale dei pazienti fragili per patologia nell’interesse esclusivo del cittadino e della sua salute. Stando, poi, ad un concetto più esteso, generale, di integrazione tra livello ospedaliero e assistenza territoriale, già da diversi anni è operativa una programmazione di area vasta. Nella programmazione relativa al triennio 2026-28 sono contenute tutte le progettualità in corso”.
“I tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali – ha poi evidenziato Giordano – rappresentano uno dei problemi più critici del nostro sistema sanitario. A fronte di una domanda che è esplosa dopo il Covid, con un aumento del 47 per cento di sole prescrizioni di prime visite specialistiche ambito di garanzia rispetto al 2019, l’Aous evidenzia come siano state messe in campo diverse azioni che hanno inciso sull’abbattimento dei tempi di attesa delle prime visite e delle prestazioni diagnostiche ambulatoriali sotto ambito di garanzia. Gli strumenti a disposizione sono stati l’aumento dell’offerta, sia in regime istituzionale sia attraverso le prestazioni aggiuntive, anche grazie all’efficientamento delle agende di prenotazione e del monitoraggio della gestione operativa, oltre alla possibilità di estendere ai cittadini della zona senese, nostro ambito di garanzia, la prenotazione di alcune prestazioni diagnostiche offerte dal privato accreditato e prima inaccessibili. La domanda, però, ha continuato a crescere in maniera molto più elevata rispetto all’adeguamento dell’offerta e questo viene considerato dai vertici aziendali riconducibile, in una considerevole percentuale di casi, all’inappropriatezza prescrittiva. Le due direzioni aziendali hanno condotto uno studio su un campione significativo di prime visite e di prestazioni diagnostiche, con un focus sulla prima visita cardiologica e sull’ecografia addome, valutando la rispondenza ai criteri Rao di Agenas di aderenza a criteri di priorità clinica oltre che alla presenza di un chiaro quesito diagnostico; lo studio ha evidenziato un’aderenza ai criteri solo nel 30 per cento di prestazioni. Lo studio è continuato su altre prime visite e prestazioni diagnostiche, ma i risultati che stanno emergendo sono sovrapponibili. Il fenomeno dell’aumento della domanda e dell’inappropriatezza prescrittiva sono ancora più importati nella gestione delle prestazioni diagnostiche, come ad esempio la colonscopia che è una delle prestazioni a più alto livello di inappropriatezza prescrittiva e di conseguenza con maggiori tempi di attesa. Mentre nel caso delle visite specialistiche c’è la possibilità di aumentare gli slot con maggiore facilità, nel caso di questo esame, come nella maggior parte degli esami diagnostici, c’è il vincolo della strumentazione, della sala, dell’expertise dell’operatore che non consente di estendere ulteriormente l’offerta per esterni. Al fine di governare una domanda in costante crescita, la Regione Toscana ha recentemente approvato una delibera di Giunta sui criteri clinici per l’attribuzione delle classi di priorità per le prestazioni di primo accesso, cosi da condividere quesiti clinici e tempistica di erogazione per garantire un corretto e migliore accesso alle prestazioni sanitarie. In sintesi, per la direzione Aous è molto difficile poter agire un ulteriore aumento dell’offerta, mentre lo strumento sicuramente in grado di incidere sull’abbattimento dei tempi di attesa è quello di regolamentare la domanda agendo sulla appropriatezza prescrittiva, tema su cui ci si sta indirizzando anche a livello nazionale”.
“Con la presidente della Commissione servizi sanitari e sociali, Francesca Cesareo – ha specificato l’assessore –, siamo già d’accordo nel chiedere a breve ai due direttori generali la disponibilità a un nuovo incontro di aggiornamento su liste e tempi di attesa, dando seguito a quanto già fatto dall’inizio di questo mandato. Sarà, questa, un’occasione per dare l’opportunità di conoscere lo stato delle cose a tutti i membri della Commissione e ai cittadini che vorranno essere presenti. Le soluzioni per la riduzione di liste e tempi di attesa non sono certo semplici e immediate, ma ritengo si possa sicuramente intervenire più efficacemente sotto il profilo organizzativo e sulla destinazione delle risorse, perché quando si parla di umanizzazione delle cure, termine di cui si sente parlare ricorrentemente di questi tempi, il significato da attribuire a questo sostantivo non dovrebbe essere legato tanto a motivi estetici o di ‘belletto’, quanto quello di intervenire per rendere più umane le cure valorizzando il loro aspetto pubblico fondamentale: mettere tutti in condizione di accedervi evitando disparità, corsie preferenziali, rinunce alle cure e rifuggendo il rischio che l’attività medica scada in una mera attività imprenditoriale”.
“Per quanto riguarda la trasmissione telematica delle certificazioni di malattia da parte degli specialisti ospedalieri – ha sottolineato l’assessore Giuseppe Giordano –, la direzione dell’Asl Tse precisa che al momento non sono state riscontrate criticità e che comunque un intervento puntuale è garantito in caso di segnalazioni, in un quadro di collaborazione tra specialisti e medici di medicina generale. La medesima direzione aziendale sottolinea che periodicamente vengono svolti incontri con personale della direzione della sede Inps di riferimento, per l’analisi di dettagli operativi e/o delle criticità che possono manifestarsi in fase di trasmissione (software, linea, ecc). La direzione dell’Aaous, invece, ha precisato che oltre all’invio periodico a tutti i dirigenti medici dell’azienda di remind sulla modalità di compilazione del certificato di malattia, sono state attivate delle integrazioni tra alcuni applicativi, come ad esempio il gestionale di pronto soccorso e il portale Inps, in modo da facilitare tempi e modalità di compilazione del certificato. Esiste, inoltre, un’area dedicata sulla intranet aziendale dove oltre al collegamento diretto con il portale Inps ci sono anche dei documenti illustrativi dedicati. La direzione Aous riconosce che sicuramente è da migliorare il tasso di compilazione, tanto è vero che verrà inserita la compilazione del certificato di malattia come obiettivo aggiuntivo per il 2026”.
Il consigliere Enzo De Risi (Fratelli d’Italia), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Ringrazio l’assessore per questa risposta, che contiene numerosi riferimenti normativi e programmatici, ma lascia ancora aperte alcune questioni concrete che riguardano i cittadini. Sul tema delle vaccinazioni per i pazienti fragili, prendiamo atto dell’importanza del percorso integrato tra ospedale e territorio e delle indicazioni del Piano nazionale. Tuttavia, emerge chiaramente un elemento: a Siena questo modello è ancora in fase di predisposizione, mentre in altri territori della stessa area vasta, come Arezzo, Grosseto e Campostaggia, sarebbe già operativo dal 2024. E allora la domanda è semplice: perché Siena arriva dopo? Perché proprio il policlinico universitario del capoluogo non è stato il primo luogo dove sperimentare e consolidare questo modello? Inoltre, alla domanda sui servizi domiciliari per i pazienti non trasportabili, la risposta è stata prevalentemente di carattere normativo. Ma i cittadini non chiedono solo richiami al decreto ministeriale 77 o ai principi di prossimità: chiedono di sapere quanti servizi domiciliari esistano realmente, con quali tempi, con quale copertura e con quali risorse. Anche sul tema dell’integrazione tra ospedale e territorio, la risposta richiama genericamente la programmazione di area vasta, ma senza indicare obiettivi misurabili, tempistiche precise o strumenti di verifica concreti. La parte più delicata resta, però, quella relativa alle liste di attesa. Comprendiamo perfettamente che il problema abbia dimensione nazionale e che ci sia stato un forte incremento della domanda dopo il Covid. Tuttavia, colpisce che nella risposta venga individuata come principale criticità l’inappropriatezza prescrittiva, con dati che attribuirebbero solo al 30 per cento delle prescrizioni la piena aderenza ai criteri Rao. Attenzione però: non si può dare l’impressione che il problema delle liste di attesa dipenda soprattutto dai medici prescrittori. Perché nella risposta manca invece una riflessione altrettanto chiara sulle carenze strutturali del sistema: personale insufficiente, difficoltà organizzative, saturazione delle agende, carenza di specialisti e crescente ricorso al privato accreditato. Infine, sui certificati di malattia emerge una contraddizione evidente: da una parte ci viene detto che non risultano particolari criticità; dall’altra, la stessa Azienda ammette che il tasso di compilazione deve essere migliorato al punto da diventare un obiettivo specifico per il 2026. Questo significa che un problema evidentemente esiste. In conclusione, prendiamo atto delle intenzioni illustrate, ma continuiamo a ritenere che i cittadini abbiano bisogno soprattutto di risultati verificabili: meno attese, più integrazione reale, servizi domiciliari effettivi e procedure semplici. Perché la qualità della sanità non si misura dal numero dei documenti programmatici, ma dalla capacità di dare risposte tempestive ed efficienti alle persone”.
Vigilanza e controllo attività edili, Capitani: “Attività svolta con puntualità e rigore”
Gli indirizzi dell’amministrazione comunale in materia di vigilanza e controllo delle attività edili al centro dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 21 maggio, dalla consigliera Giulia Mazzarelli del gruppo Partito Democratico. A rispondere è stato il Vicesindaco e assessore all’urbanistica, Michele Capitani.
“Come noto il cantiere Esselunga non è fermo per volontà dell’amministrazione – ha spiegato Capitani – e meno che mai perché non siano stati eseguiti controlli in cantiere, ma per via di un sequestro giudiziario le cui sorti non dipendono dalla Giunta a cui, sia chiaro, il tema dei posti di lavoro che rischiano di sfumare è caro forse più di quanto non sia caro a chi riporta il caso a pochi giorni dall’importante udienza in Tribunale. Proprio non si comprende quindi che nesso possa esserci, se non quello di creare polemica, fra la questione del cantiere Esselunga e l’attività di controllo sull’abusivismo edilizio. Preciso che l’attività di accertamento e repressione degli abusi è strettamente vincolata per legge; pertanto l’unico indirizzo che quest’amministrazione ha dato, può dare e darà agli uffici è che la legge venga fatta rispettare da tutti con imparzialità e rigore. Le attività di controllo nei cantieri privati non sono obbligatorie per legge, ma vengono svolte con puntualità sia d’ufficio che in caso di segnalazioni. La vigilanza edilizia, con il supporto dei tecnici, controlla dunque la legittimità della attività edilizia non solo in caso di delazione ma anche ogniqualvolta emergano abusi dalle pratiche gestite a regime. A fronte delle risultanze vengono adottati i provvedimenti di conseguenza. Le ordinanze di demolizione sono molto spesso evitate dal ripristino spontaneo dell’abuso a fronte dell’avvio del procedimento; ripristino che viene verificato sempre e puntualmente dagli uffici e dalla vigilanza”.
“Ho fatto fare – ha aggiunto – una ricognizione dell’attività svolta e risulta che dal 2023 (data di insediamento di questa amministrazione) ad oggi, al netto dei procedimenti ancora in corso di istruttoria, sono state adottate nove ordinanze di demolizione, quattro ordinanze di fiscalizzazione, e sette accertamenti di ripristini spontanei; molti procedimenti sono sfociati in richieste di sanatoria, anche a seguito delle più ampie possibilità sananti previste dal Governo con il così detto. decreto ‘Salva Casa’. L’importo totale delle fiscalizzazioni ha portato nelle casse comunali oltre 77 mila euro. A cui si aggiungono gli importi percepiti dalle sanatorie, che molto più spesso di quanto non si creda scaturiscono dai controlli, che ammontano, sempre dal 2023 a oggi a oltre 1 milione e 400mila per sanzioni edilizie e quasi 400 mila per sanzioni paesaggistiche”.
La consigliera Giulia Mazzarelli (Pd) ha replicato: “Si ignorano e non si vuole rispondere alle premesse, mi corre dunque l’obbligo di non rispondere premesse dell’assessore. Quella dell’amministrazione è una visione diametralmente opposta a quella che è l’interpretazione dell’articolo 27 del Testo unico sull’edilizia che dà alla stessa amministrazione e all’ufficio Tecnico il compito di vigilare sulla legalità e la regolarità dei cantieri edilizi: va in automatico, pertanto, che l’amministrazione comunale debba dare indirizzi in merito. Dalla risposta emergono i dati economici, ma emerge soprattutto una risposta negativa rispetto agli indirizzi che avrebbe adottato il Comune su questa materia: ovvero nessun indirizzo. L’interrogazione nasce su un dubbio legittimo, che collego all’evento di Esselunga: l’obiettivo non è quello di creare un clima da ‘stato di polizia’, ma che Comune svolga il ruolo, affidato dalla norma citata, di vigilanza sull’attività urbanistica. La regolarità e la legalità sono presupposti essenziali per il rispetto della normativa e anche un importante presupposto per la sicurezza dei lavoratori. Ci sono problemi di sicurezza nei cantieri regolari, figuriamoci in quelli che non lo sono. La direzione che auspicavo attraverso l’interrogazione è dunque quella di controlli regolari e trasparenti: la Polizia Locale non dovrebbe soltanto controllare i cartelli che attestano il permesso a costruire o non si dovrebbe limitare a esaminare le segnalazioni, ma avere un ruolo attivo, su indirizzo dell’amministrazione. Quello che è successo con il sequestro del cantiere Esselunga, oltre a rappresentare una macchia per la città e un danno per i lavoratori, dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme per l’amministrazione”.
Trasporto pubblico locale, Capitani: “Continuo monitoraggio da parte del Comune di Siena”
“Ruolo attivo e costante del Comune nel monitoraggio del servizio di trasporto pubblico locale”. Così il Vicesindaco e assessore a mobilità e trasporti del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto all’interrogazione presentata oggi, giovedì 21 maggio, durante la seduta del Consiglio comunale, dalla consigliera Anna Ferretti (Partito Democratico), sulla regolarità del servizio di trasporto pubblico urbano gestito da Autolinee Toscane.
“Il servizio di trasporto pubblico locale – ha detto Capitani – è esercitato da Autolinee Toscane in virtù del contratto di concessione stipulato con la Regione Toscana per il lotto unico regionale. In tale assetto, le funzioni di programmazione, affidamento, vigilanza contrattuale e applicazione del sistema sanzionatorio previsto dal contratto di servizio competono primariamente alla Regione Toscana, quale ente concedente. Il Comune di Siena, pur non essendo il soggetto titolare del contratto di concessione, mantiene comunque un ruolo attivo e costante di collaborazione con Regione Toscana, Provincia di Siena e gestore del servizio, così come previsto dalla convenzione per la gestione associata delle funzioni, al fine di garantire ai cittadini e ai visitatori il più elevato livello possibile di qualità, efficienza e continuità del trasporto pubblico urbano”.
“Con riferimento al monitoraggio della qualità del servizio – ha aggiunto – , il controllo viene effettuato attraverso il nucleo ispettivo previsto dalla normativa regionale, composto da ispettori regionali, provinciali e comunali, che svolgono verifiche periodiche sul rispetto degli obblighi posti a carico del gestore ai sensi del Regolamento della Regione Toscana numero 9R del 3 gennaio 2005, attuativo dell’articolo 23 della legge regionale numero 42 del 31 luglio 1998. Relativamente ai seguenti aspetti di ‘qualità del servizio’ ritenuti significativi ai fini del contratto, ovvero annunci fermata, qualità arredo, diario di bordo, informazioni a bordo, logo regionale trasporti, ausili per non vedenti (scritte braille, annunci sonori) nel corso dell’anno 2025, sul servizio urbano del Comune di Siena, sono state effettuate complessivamente 548 ispezioni, con una percentuale di esiti positivi pari al 98 per cento. Per quanto concerne invece la regolarità dell’esercizio e gli eventuali salti di corsa, la disciplina è contenuta nell’articolo 16 del contratto di servizio regionale, che regola le variazioni del programma di esercizio, sia per cause esterne (quali forza maggiore, ordine pubblico, circolazione perturbata) sia per cause imputabili al gestore (quali salto turno personale, guasto del mezzo, sciopero). Anche sotto questo profilo il controllo contrattuale e l’eventuale applicazione di penali rientrano nelle competenze della Regione Toscana. Il contratto di servizio regionale prevede, in particolare, che una corsa soppressa per cause imputabili al gestore assuma rilevanza ai fini dell’applicazione delle penali soltanto nel caso in cui non sia disponibile per l’utenza una corsa alternativa effettivamente fruibile entro trenta minuti. La previsione contrattuale è finalizzata a distinguere le situazioni che determinano una reale compromissione della continuità del servizio pubblico da quelle che, pur costituendo un disservizio meritevole di attenzione e monitoraggio, risultano attenuate dalla presenza di collegamenti successivi in tempi ravvicinati, tali da consentire comunque agli utenti di raggiungere la propria destinazione con un disagio contenuto”.
“Con specifico riferimento alle linee Pollicino S51 e S54 – ha spiegato ancora Capitani – , Autolinee Toscane ha comunicato che nel mese di aprile si è verificata una concentrazione anomala di guasti tecnici, in particolare relativi a componenti del motore dei mezzi impiegati sulle linee Pollicino, circostanza che ha determinato un elevato numero di mezzi temporaneamente indisponibili. A tale situazione si è aggiunta una contingente carenza di personale da parte del subaffidatario del servizio. La concomitanza delle due situazioni ha generato disagi particolari e il gestore ha assicurato, dopo nostra interlocuzione, di aver già avviato le necessarie attività per il superamento delle criticità segnalate, soprattutto nei riguardi del sub affidatario. Pur rilevando che, nella maggior parte dei casi, la frequenza del servizio consente agli utenti di usufruire di una corsa alternativa nel giro di pochi minuti e comunque entro gli standard previsti dal contratto regionale, l’amministrazione comunale considera le segnalazioni ricevute meritevoli della massima attenzione, soprattutto in relazione a linee particolarmente utilizzate da residenti, studenti e lavoratori. Proprio per questo motivo, avendo riscontrato attraverso i dati disponibili sul sistema gestionale regionale una concentrazione dei salti di corsa sulle linee interessate superiore rispetto all’andamento complessivo del servizio urbano, il Comune di Siena ha già avviato un’interlocuzione con Autolinee Toscane e con la Regione Toscana affinché vengano adottate le opportune misure correttive per garantire la massima affidabilità del servizio”.
La consigliera Anna Ferretti (Pd) si è dichiarata “soddisfatta della risposta. Credo che questa interlocuzione debba essere necessariamente forte, perché i cittadini sono veramente arrabbiati non tanto con il Comune, ma per i mancati passaggi del pollicino. A questo problema non si può rispondere solo denunciando guasti tecnici o mancanza di personale, perché il gestore ha vinto una gara regionale, ha stipulato un contratto e quel contatto va rispettato. Se il servizio è previsto ogni quarto d’ora, non può essere fornito ogni mezz’ora; se il mio arrivo sul posto di lavoro avviene con svariati minuti di ritardo, magari per più giorni di seguito, questo può irritare notevolmente il mio datore di lavoro, indipendentemente dalle cause che l’abbiano generato. Vorrei ricordare anche che, a quanto aveva a suo tempo promesso l’assessore Tucci, sono ancora in sospeso la revisione della linea S3 e quella della linea S54, che non arriva più a piazza Postierla ma si ferma prima, causando alcuni problemi alle persone anziane o con difficoltà motorie. Quindi chiedo che l’attenzione non sia solo sul salto delle corse, che comunque è veramente disperante. Infine, mi risulta che ci siano cospicui investimenti sul parco dei pullman più grandi, mentre per quelli più piccoli come i pollicini si sia fermi al palo. E’ un servizio che il Comune e i cittadini pagano, abbiamo bisogno di una presenza forte dell’amministrazione su questo versante”.
Asp “Città di Siena”, Giordano: “Ridotto l’indebitamento complessivo Azioni concrete per ridurre costi, rette invariate”
“Il tema centrale è la corretta lettura del risultato 2025 di Asp: la perdita richiede attenzione, ma deve essere valutata alla luce della sua composizione, dell’incidenza dei costi strutturali dei servizi alla persona, degli accantonamenti prudenziali e della contestuale riduzione dell’indebitamento complessivo dell’ente. In questo senso, una lettura limitata al solo risultato finale, senza considerare la natura delle principali componenti che lo determinano, restituisce un quadro parziale e non consente di valutare correttamente l’effettiva situazione economico-patrimoniale. Il cda ha inoltre intrapreso azioni per il contenimento dei costi e ricordo come le rette siano rimaste invariate”. Così l’assessore alla sanità del Comune di Siena, Giuseppe Giordano, ha risposto all’interrogazione presentata dalla consigliera Anna Ferretti (Pd) durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 21 maggio, sulle perdite di bilancio dell’Asp Città di Siena.
“Il bilancio 2025 – ha detto Giordano – evidenzia un risultato economico negativo pari a 899.018,80 euro. Il primo elemento da evidenziare è che la perdita d’esercizio non coincide con un incremento dell’indebitamento. Il bilancio patrimoniale mostra infatti che i debiti complessivi al 31 dicembre 2025 ammontano a 6.074.210,53 euro, mentre al 31 dicembre 2024 erano pari a 6.359.347,07 euro. Si registra quindi una riduzione complessiva dei debiti pari a 285.136,54 euro. Questo dato è rilevante perché consente di affermare che il risultato negativo dell’esercizio non si è tradotto, nell’anno considerato, in un aumento dell’esposizione debitoria complessiva dell’Asp. Anche la componente più rilevante dei debiti di funzionamento, cioè i debiti verso fornitori, risulta in diminuzione passando da 2.669.301,88 euro del 2024 a 2.409.505,29 euro del 2025, con una riduzione di circa 259.796,59 euro; le fatture da ricevere restano sostanzialmente stabili, passando da 1.333.123,82 euro a 1.324.420,57 euro e i debiti tributari diminuiscono, passando da 586.556,77 euro a 575.120,80 euro. Questo significa che il bilancio non evidenzia, sul lato patrimoniale, un peggioramento della posizione debitoria. La criticità non è quindi riconducibile a una crescita incontrollata dei debiti, ma piuttosto ad uno squilibrio economico della gestione corrente, cioè al fatto che i costi dell’esercizio hanno superato i ricavi e i proventi di competenza. È pertanto opportuno qualificare correttamente anche l’affermazione secondo cui l’Asp chiuderebbe da quattro anni in perdita. Tale dato, pur meritevole di attenzione, non può essere utilizzato in modo indistinto, come se i risultati negativi dei diversi esercizi avessero tutti la medesima natura e derivassero automaticamente da una gestione ordinaria fuori controllo. Ogni esercizio deve essere letto nella propria composizione economico – finanziaria distinguendo le componenti strutturali da quelle prudenziali, non ricorrenti o legate a specifiche valutazioni di bilancio”.
“L’Asp – ha aggiunto – ha fino ad oggi evitato di fare quello che tante altre aziende hanno fatto, ovvero non ha aumentato le rette da nove anni a questa parte per evitare di incidere ulteriormente sui bilanci familiari per un servizio che comporta più di altri scelte eticamente ponderate. Un altro dato importante è quello relativo alla media della quota sociale dell’anno 2026 Dal 1 febbraio questo importo ammonta per la Rsa Asp Campansi a 55,27 euro in presenza di una media della provincia di Siena di 56,41 euro ed è inferiore ancora in modo più considerevole rispetto ad altre realtà del territorio. Pertanto, il cda dell’Asp sta facendo le opportune valutazioni. E’ opportuno anche far presente che in passato il pareggio di bilancio era una operazione più facilmente raggiungibile per via di contributi della Fondazione Monte dei Paschi venuti meno che si aggiravano tra gli 800mila euro ed oltre 1 milione e 100mila euro. In assenza di questi contributi il disavanzo di gestione sarebbe stato strutturale già molti anni addietro. L’auspicio mio personale è che la nuova Governance della Fondazione, coerentemente con i suoi fini statutari, possa deliberare azioni di sostegno economico a servizi come quelli erogati dall’Asp che riguardano un bene essenziale come la salute e che vanno a tutelare le fragilità”.
“L’aumento del costo del personale amministrativo e dirigenziale – ha spiegato ancora Giordano – non deriva da un’espansione impropria della struttura, ma dalla necessità di ricostruire un assetto organizzativo stabile e adeguato alla complessità dell’Asp. Negli anni precedenti l’azienda si era trovata priva di una piena struttura dirigenziale, anche a seguito di mobilità, pensionamenti e cessazioni di alcune figure verticistiche. Tale situazione aveva indebolito il presidio direzionale e amministrativo proprio in una fase nella quale l’Asp era chiamata a gestire servizi complessi, appalti socio-assistenziali rilevanti, tre farmacie comunali, due centri cottura, un patrimonio immobiliare significativo, rapporti con altre aziende pubbliche per l’erogazione dei servizi, interventi strutturali obbligatori, adempimenti fiscali e obblighi normativi crescenti. L’incremento è quindi riconducibile a queste ragioni ed anche alla volontà di stabilizzare alcune unità amministrative. Si tratta dunque di una scelta organizzativa finalizzata a garantire continuità gestionale, maggiore capacità di controllo dei procedimenti e superamento di forme di lavoro precario”.
Sulle verifiche da parte di Agenzia delle Entrate, Giordano ha detto che “l’accantonamento di 399mila euro è collegato a una verifica relativa agli anni 2019 e 2021, non ancora definitivamente conclusa. La contestazione rilevabile dagli interlocutori allo stato attuale prodotti e notificati all’ente, riguarda unicamente l’applicazione dell’aliquota Ires agevolata del 12 per cento prevista dall’articolo 6 del Dpr 601/1973”. “La posizione difensiva dell’azienda – ha affermato Giuseppe Giordano – è che i proventi derivanti da farmacie, mense e patrimonio immobiliare non abbiano finalità speculative, ma siano strumentali al finanziamento dei servizi assistenziali e socio-sanitari istituzionali, strutturalmente in perdita e vadano pertanto a costituire, come previsto dalla legge che ne prevede lo svolgimento, una irrinunciabile fonte di sostegno interna. La vicenda si trova in una fase interlocutoria, in attesa che la pretesa trovi effettiva manifestazione in atti impositivi sui quali l’azienda opererà le proprie ulteriori valutazioni per eventuali attività difensive. Pur ritenendo fondate le tesi riferibili e a sostegno delle proprie controdeduzioni, il consiglio di amministrazione ha scelto prudenzialmente di accantonare l’importo contestato, in considerazione dei possibili sviluppi della vicenda accertativa e dei rischi che nel bilancio devono trovare idonea e corretta rappresentazione”.
“All’interno della voce del bilancio dell’Asp – ha continuato l’assessore alla sanità del Comune di Siena – relativa agli acquisti di servizi assume particolare rilievo l’incremento dei servizi socio-assistenziali in appalto, pari a 487.545,61 euro. Tale incremento costituisce uno degli elementi più significativi per la comprensione del risultato economico negativo dell’esercizio, in quanto riguarda una componente strutturale della gestione dell’Asp e direttamente connessa all’erogazione dei servizi socio-sanitari e assistenziali. Non si tratta, infatti, di costi generici o liberamente comprimibili, ma di oneri riferiti a prestazioni essenziali per lo svolgimento dell’attività istituzionale dell’ente. In un’organizzazione che gestisce servizi alla persona, la voce ‘servizi’ presenta un elevato grado di rigidità, poiché è strettamente collegata al rispetto degli standard assistenziali, ai contratti di appalto in essere, ai livelli di personale necessari, alla continuità delle prestazioni, agli obblighi previsti dalla normativa regionale e ai requisiti autorizzativi e di accreditamento. Tale rigidità deve essere valutata anche alla luce dell’evoluzione dei bisogni assistenziali, connessi in particolare al progressivo invecchiamento della popolazione e alla crescente complessità delle condizioni degli utenti. Ne consegue che il margine di manovra sui costi non è assimilabile a quello di un’impresa commerciale ordinaria. Eventuali interventi di contenimento della spesa devono pertanto essere selettivi, programmati e compatibili con la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza, della sicurezza degli ospiti, della qualità dei servizi e della continuità delle prestazioni”.
Sulle farmacie comunali, Giordano ha sottolineato come queste “continuano a rappresentare una componente positiva del bilancio dell’Asp e contribuiscono a sostenere gli squilibri della gestione socio-assistenziale. Il contributo delle farmacie resta quindi essenziale per l’equilibrio complessivo dell’azienda. Va tuttavia considerato che anche il settore farmaceutico è sottoposto a una progressiva riduzione della marginalità tradizionale, soprattutto sui prodotti da banco, sul parafarmaco e sui comparti più esposti alla concorrenza delle catene, della grande distribuzione e dell’e-commerce. Gli acquisti di farmaci e parafarmaci sono aumentati di 789.401,56 euro tra il 2021 ed il 2025, pari a +18,24% a fronte chiaramente maggiori vendite. Per questo il rafforzamento del settore farmaceutico non può limitarsi alla vendita ordinaria, ma deve puntare su servizi, galenica, prevenzione, presa in carico del paziente cronico e strumenti di acquisto più competitivi. Seppur una approfondita comparazione del fatturato e redditività delle farmacie comunali con il sistema è confortante sulla loro operatività, in quanto sono sempre sopra la media”.
“Il consiglio di amministrazione – ha concluso Giordano – ha individuato un insieme di misure finalizzate al contenimento dei costi, alla valorizzazione delle entrate e al rafforzamento dei settori in grado di contribuire all’equilibrio economico dell’azienda: valorizzazione del patrimonio immobiliare, revisione dei servizi delegati, gare uniche e razionalizzazione degli acquisti, farmacia dei servizi, sistema dinamico di acquisto per farmaci e parafarmaci. Nel complesso, le misure programmate mirano a intervenire sia sui costi che sui ricavi e rappresentano la leva strategica per la tenuta economica dell’azienda”.
La consigliera Anna Ferretti (Pd) ha replicato: “Ringrazio l’assessore e Asp per i dati forniti. Ci siamo incontrati con Asp in Commissione Garanzia e Controllo e già sapevamo che esistessero problemi di bilancio; per questo mi sembrava opportuno fare una riflessione complessiva. Da quanto emerso, il problema non riguarda il patrimonio, ma la gestione economica, che oggi non regge. Se non ci fossero gli utili delle farmacie, le perdite supererebbero il milione di euro. È quindi necessario affrontare il tema restando pienamente dentro il quadro normativo regionale dei servizi alla persona: nessuno pensa di derogare alle regole, ma questo trend non può continuare. Ritengo corretto l’accantonamento effettuato: mettere da parte risorse è una scelta prudente. Mi chiedo però come mai nel bilancio di previsione 2026 non sono già presenti valutazioni più attente su questioni rilevanti, come il tema dell’Agenzia delle Entrate e la possibile riduzione degli utili provenienti dalle farmacie. Un elemento così rilevante, a mio avviso, avrebbe dovuto essere almeno richiamato nel bilancio di previsione. È stato detto che, negli anni in cui erano presenti le risorse della Fondazione, non venivano fatti investimenti. Quelle risorse sono servite a mantenere ferme le rette e quindi ad aiutare molte famiglie e molti cittadini che usufruiscono dei servizi Asp. Questo apre anche un’altra riflessione: chi non accede ad Asp spesso si trova a sostenere rette sociali molto più alte, senza avere la possibilità di scegliere alternative diverse. Se da un lato è giusto sostenere le famiglie, tenendo basse le rette, dall’altro bisogna considerare che mantenere rette troppo basse può impedire di realizzare lavori, manutenzioni e attività indispensabili. Credo quindi che l’amministrazione comunale e Asp debbano affrontare insieme un ragionamento complessivo sul sistema. Gli anziani aumentano continuamente e i cittadini che si rivolgono ad altre strutture sono tanti e sono cittadini senesi che devono sostenere costi maggiori. Serve quindi una valutazione complessiva sulla sostenibilità futura delle rette e del servizio. Per quanto riguarda il personale amministrativo, non ho alcuna contrarietà a una stabilizzazione della struttura: una struttura stabile favorisce organizzazione e sviluppo. Mi domando però se non sia necessario rivedere l’organizzazione generale dei servizi. Se una realtà grande come il Campansi fatica a ottimizzare le risorse, dobbiamo chiederci come possano fare strutture più piccole ad avere bilanci in pareggio. Esistono servizi che non rientrano strettamente tra quelli obbligatori e che forse meritano riflessione e attenzione. Vorrei poi richiamare l’attenzione sui bilanci di previsione. Guardando il bilancio 2025, si prevedevano 23 milioni e 223 mila euro di ricavi, ma se poi le entrate effettive sono inferiori, intorno ai 22 milioni e 600mila euro e contemporaneamente aumentano le spese per i servizi, è evidente che qualcosa nelle stime non funziona. Per questo chiedo che ci sia maggiore confronto e sinergia tra Asp e Comune, affinché questi squilibri economici vengano affrontati in modo serio e condiviso. Asp rappresenta una realtà importante e aperta alla città, con collaborazioni positive con enti e associazioni, ma tutto questo deve poggiare anche su una reale sostenibilità economica. Altrimenti rischiano di diventare difficili anche i progetti di sviluppo futuri, come i centri diurni e Villa Rubini. Non si può pensare di costruire prospettive di crescita su un conto economico che non sta in piedi”.
Aree pubbliche Isola d’Arbia, Magi: “Già effettuati alcuni interventi. Pronta la pianificazione di ulteriori lavori”
“E’ già stata effettuata una prima tranche di interventi, già pianificati e programmati altri lavori”. Cosi l’assessore al decoro urbano e manutenzione aree verdi Barbara Magi ha risposto, durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 21 maggio, all’interrogazione presentata dal consigliere di Fratelli d’Italia, Alessia Pannone, a cui si sono aggiunte anche le firme dei consiglieri Sarah Campani e Bernardo Maggiorelli (Fratelli d’Italia) in merito allo stato di manutenzione e sicurezza delle aree pubbliche in località Isola d’Arbia (campo polivalente, giardini e area adiacente).
“Le criticità evidenziate e segnalate – ha detto Magi – sono all’attenzione dei competenti uffici che nel tempo e compatibilmente con altre attività hanno programmato e pianificato alcuni interventi di ripristino e miglioramento. Nel dettaglio, le siepi adiacenti alle aree ferroviarie, sono state oggetto di un intervento straordinario in aggiunta rispetto a quelli programmati consistito nella potatura profonda e di modellazione utile ad evitare il formarsi di aree nascoste. Le stesse aree sono state oggetto di un intervento di pulizia ed allontanamento dei materiali rinvenuti”.
“Per quanto attiene la pista – ha proseguito Magi – sono stati affidati interventi urgenti sulle recinzioni che sono in corso, al netto delle difficoltà di approvvigionamento dei pannelli di recinzione idonei per impianti sportivi; allo stato attuale sono stati fatti interventi sui montanti della recinzione. Per quanto attiene la pavimentazione del parcheggio adiacente all’area verde si provvederà prima con interventi di messa in sicurezza, rimandando a successivi lavori di completamento il complessivo rifacimento delle pavimentazioni bituminose. Non si rileva invece allo stato attuale la necessità di implementare la rete di illuminazione pubblica, che per quanto risulta è in perfetta efficienza non essendo oggetto di segnalazioni di guasto. Si ritiene che questa prima tranche di interventi possa essere utile al miglioramento delle condizioni generali delle aree, restituendo le stesse alla piena fruibilità dei cittadini”.
Il consigliere Alessia Pannone (Fratelli d’Italia), che ha illustrato l’interrogazione, ha replicato: “Ringrazio per l’attenzione dimostrata rispetto alle criticità. Le questioni nascono da segnalazioni raccolte sul territorio e riguardano un’area particolarmente significativa per la comunità, frequentata da famiglie, bambini e associazioni. Per questo considero positivo che nei giorni scorsi siano stati avviati interventi concreti di manutenzione straordinaria, con una bonifica dell’area, visto il materiale ritrovato nelle siepi. Interventi importanti che restituiscono decoro, sicurezza e piena fruibilità e valuto positivamente quanto illustrato per le ulteriori criticità. Per quanto riguarda l’illuminazione la richiesta era infatti quella di poter valutare le aree interne che risultano meno illuminate. Ritengo sia importante continuare a monitorare la situazione e effettuare interventi nelle modalità che si ritengono necessarie. La capacità di un’amministrazione di ascoltare le esigenze delle aree comunali che non sono il centro della città e intervenire sulle criticità che vengono segnalate. Il compito dei consiglieri è anche quello di mantenere il legame con il territorio, collaborando con l’amministrazione e con gli uffici, che ringrazio per come si sono adoperati per dare risposte efficaci e tempestive”.
Largo Isola d’Arbia, approvata una mozione per l’intitolazione
Il Consiglio comunale di Siena nella seduta di oggi, giovedì 21 maggio, ha approvato una mozione del consigliere del gruppo Fratelli d’Italia, Alessia Pannone, sottoscritta poi anche dai consiglieri Enzo De Risi, Marco Ballini, Sarah Campani e Bernardo Maggiorelli (Fratelli d’Italia), in merito all’intitolazione del largo adiacente ai giardini pubblici e al campo polivalente di Isola d’Arbia. L’atto ha ricevuto l’unanimità dei diciotto consiglieri presenti.
L’atto impegna il Sindaco e la Giunta ad “avviare l’iter necessario per l’intitolazione del largo in oggetto come ‘Largo dell’Abbondanza’, a valorizzazione lo spazio anche attraverso iniziative che ne rafforzino il ruolo sociale e aggregativo e a coinvolgere, ove ritenuto opportuno, la cittadinanza e le associazioni locali”.
Nel testo della mozione si legge che “il largo situato in prossimità dei giardini pubblici e del campo polivalente della frazione di Isola d’Arbia è attualmente privo di denominazione ufficiale; tale spazio rappresenta un punto di aggregazione fondamentale per la comunità locale, ospitando eventi, iniziative e in particolare la tradizionale festa di Isola d’Arbia, organizzata dalle associazioni del territorio”. “La toponomastica – si legge ancora – riveste un ruolo importante nella valorizzazione dell’identità storica e culturale dei luoghi; nelle aree limitrofe sono presenti denominazioni (quali via della Biccherna, via della Mercanzia, via della Gabella) che richiamano istituzioni e funzioni del periodo medievale senese; il concetto di ‘abbondanza’, nella tradizione civica senese, è storicamente legato al buon governo, alla prosperità e al benessere collettivo della comunità, come rappresentato anche nell’Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo”. L’atto ritiene che “l’intitolazione del suddetto spazio a ‘Largo dell’Abbondanza’ sia coerente con il contesto storico-toponomastico della zona”, che “tale denominazione possa essere interpretata non solo in senso storico, ma anche come richiamo all’abbondanza di relazioni sociali, partecipazione e vita comunitaria che caratterizzano il luogo” e che, infine, “il largo, in occasione della tradizionale festa di Isola d’Arbia, diventi espressione concreta di convivialità, collaborazione tra associazioni e senso di appartenenza, incarnando pienamente il significato simbolico di abbondanza”.
Risalita Antiporto, Bianchini: “Lavori di impermiabilizzazione al via entro breve”
La condizione dell’area circostante la risalita meccanizzata stazione – Antiporto di Camollia e l’aggiornamento sulla sua impermeabilizzazione sono state l’oggetto dell’interrogazione presentata oggi, giovedì 21 maggio, durante la seduta del Consiglio comunale, dal consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico. Ha risposto l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Siena, Massimo Bianchini.
“Per quanto attiene gli interventi di impermeabilizzazione – ha detto Bianchini – con delibera della Giunta comunale del 3 marzo 2026 è stato approvato il progetto esecutivo dei lavori in oggetto, consistenti nel rifacimento dell’impermeabilizzazione del secondo tratto della risalita che congiunge il centro commerciale con l’Antiporto, non prevedendo interventi sulla prima parte, in quanto sulla copertura è presente uno strato di terreno che andrebbe rimosso per poter risanare l’involucro della struttura. Nel secondo tratto citato prima, per facilitare la manutenzione e l’ispezione della copertura verranno installate delle linee vita; inoltre, nel piano seminterrato nel tratto tra il centro commerciale e il sottopasso della stazione verranno sanate alcune infiltrazioni che pregiudicano l’utilizzo dei tapis-roulant. Con la determina a contrarre del 27 aprile 2026 l’amministrazione si è impegnata nell’assunzione del mutuo, successivamente la Cassa Depositi e Prestiti con una comunicazione al Comune del 6 maggio 2026 ci ha informato della stipula del prestito e ha disposto le operazioni conclusive per l’erogazione dello stesso. Successivamente è stata redatta la determina a contrarre e di affidamento dei lavori che attualmente si trova al visto contabile. E’ quindi ragionevole attendersi che in stagione favorevole sia possibile procedere agli interventi”.
“Per quanto concerne le aree circostanti lo sviluppo del percorso meccanizzato di risalita – ha aggiunto Bianchini – per una fascia di rispetto esiste una periodica manutenzione consistente nel taglio di erbe e arbusti (si tratta di una periodicità di basso livello che prevede tre interventi annui), analogamente nella parte della piazza Rosselli sono previsti interventi periodici sulle siepi. Potrebbe essere valutato un eventuale richiamo ai proprietari delle aree circostanti in modo da segnalare la necessità di una periodica manutenzione, si ricorda a tal fine che la risalita è per diversi tratti a confine con proprietà diverse e in questa ottica venne a suo tempo individuata una fascia di rispetto tale da consentire anche eventuali accessi di piccoli mezzi d’opera”.
Il consigliere Alessandro Masi (Pd) ha replicato: “Sono soddisfatto per l’attenzione che l’assessore ha assicurato verrà messa nel dare esecuzione al progetto di impermeabilizzazione della risalita e nella manutenzione dei tapis-roulant che collegano la stazione al primo piano dell’edificio lineare, perché credo siano fermi da almeno due anni. Non sono soddisfatto, invece, per le risposte che mi ha fornito in merito all’area circostante, in particolare sulla fascia di rispetto: se questa è di competenza Sigerico, di cui il Comune è socio unico, magari si può chiedere di avere più attenzione alla salvaguardia dell’apertura delle porte e a curare non solo lo sfalcio, ma anche la pulizia e la sicurezza dell’area. Si tratta di un’opera comunale, nostra come istituzione e come cittadini, e quindi bisogna cercare di mantenerla nel migliore dei modi”.




