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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Palazzo Piccolomini apre le sue stanze segrete per raccontare la storia di Nicolò Piccolomini

Sabato 23 maggio alle ore 16 a Pienza un evento tra teatro, memoria e impegno culturale

PIENZA. Sabato 23 maggio alle ore 16, nelle sale di Palazzo Piccolomini, si terrà il nuovo appuntamento della rassegna “Pienza città di luce”, curata da Opera Laboratori. L’evento, dal titolo “Un atto d’amore: Nicolò Piccolomini e la Fondazione per l’Accademia d’Arte”, sarà dedicato alla figura di Nicolò Piccolomini (1913-1942), figlio di Silvio Piccolomini della Triana e Anna Menotti, ultimi membri della famiglia ad aver vissuto all’interno dello storico palazzo pientino.

Nicolò trascorse l’infanzia a Pienza in un ambiente sereno, distinguendosi fin da piccolo per il carattere vivace, sensibile e gentile. Dopo la separazione dei genitori nel 1920, visse dividendosi tra madre e padre e ricevette, grazie alle istitutrici e ai numerosi viaggi all’estero, un’educazione internazionale che lo portò a conoscere diverse lingue. Alla morte della madre, Anna Menotti, nel 1932, ereditò importanti proprietà, tra cui Villa Floridi a Roma. Dopo il diploma e un primo percorso universitario ad Agraria a Pisa, seguì la sua vera passione: il teatro. Entrò così alla Regia Accademia d’Arte Drammatica, nonostante la disapprovazione del padre, sostenuto invece da amici di famiglia.

Diplomatosi, fondò insieme ad Alessandro Brissoni la compagnia teatrale “Il Carro dell’Orsa Minore”, ottenendo apprezzamenti da pubblico e critica. Lavorò come produttore e regista, coltivando parallelamente anche la formazione da pilota civile. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale la sua attività artistica si interruppe. Richiamato alle armi, chiese di partecipare ad azioni operative e nel gennaio del 1942 morì a soli 28 anni in un’esplosione aerea poco dopo il decollo da Napoli.

Nel suo testamento lasciò parte dei beni all’Accademia d’Arte Drammatica con l’intento di creare una casa di riposo destinata ad attori anziani e indigenti. Dopo anni di controversie ereditarie, nel 1964 la Fondazione Nicolò Piccolomini entrò finalmente in possesso dei beni, realizzando la volontà del giovane conte. Di lui resta il ricordo di una figura profondamente legata al mondo del teatro, capace di unire nobiltà d’animo, modestia e generosità. Emblematiche le parole dell’amico e co-impresario Alessandro Brissoni: “Soltanto dopo la tua morte, conte Nicolò Piccolomini della Triana, ho conosciuto interamente il tuo nome. Da noi ti facevi semplicemente chiamare Nicolò, anzi Nico, nascondendo con questa tua costante modestia, per non metterci in soggezione, ed evitare così qualsiasi lontananza da noi, l’origine millenaria della tua stirpe, l’entità dei tuoi possessi, principescamente donati agli artisti vecchi e poveri del teatro”.

Ospite del pomeriggio sarà la direttrice della Fondazione Nicolò Piccolomini per l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma, la dottoressa Valeria Carovana, curatrice anche del volume Il Dono Giovane. Roma, Villa Piccolomini, Casa del Sole di Francesco Scoppola e Francesco Siravo, che verrà presentato durante l’incontro. Al termine dell’evento, gli ospiti saranno accompagnati in una visita eccezionale agli appartamenti di Palazzo Piccolomini dove Nicolò visse con Anna Menotti e il conte Silvio. La giornata si concluderà con un brindisi nel giardino pensile del palazzo.

Per informazioni e prenotazioni:
palazzopiccolominipienza@operalaboratori.com
+39 0578 748392

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