Siena in prima linea ancora una volta per venire incontro ai cittadini e alle cittadine: una prossimità destinata a fare strada che unisce sul territorio le varie anime destinate spesso a non avere spazi e tempi adatti
di Letizia Pini
SIENA. Nel pomeriggio del 4 maggio 2026, la cornice storica della Sala delle Lupe a Palazzo Pubblico ha ospitato il battesimo della Camera Arbitrale dell’Ordine degli Avvocati di Siena. L’evento si è svolto alla presenza del Vicesindaco di Siena, Michele Capitani, del Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Antonio Giovanni Ciacci, del Presidente della Camera Arbitrale, Paolo Panzieri, e dell’Onorevole Francesco Michelotti, componente della Commissione Affari Costituzionali, che ha seguito con attenzione lo sviluppo della proposta.
La numerosa partecipazione dei rappresentanti dei comuni della provincia – tra cui Poggibonsi, Colle Val d’Elsa, Montalcino, Pienza, San Gimignano, Casole d’Elsa, Pienza, Gaiole, San Casciano dei Bagni, Cetona e Chiusi – ha testimoniato la capillarità di un progetto che punta a superare i confini del capoluogo.
L’idea innovativa: l’Arbitrato Minimo di Prossimità
L’istituto presentato non è un semplice strumento arbitrale convenzionale. Il cuore pulsante dell’iniziativa, sostenuta anche da esponenti accademici come la Prof.ssa Arianna Alpini, il Prof. Gianluca Navone e la Prof.ssa Silvia Brandani, è l’Arbitrato Minimo di Prossimità.
Si tratta di un servizio al cittadino che prevede l’intervento di un arbitro unico il quale, al costo di un comune procedimento di mediazione, decide la vertenza qualora le parti non raggiungano un accordo. L’obiettivo è rimettere al centro quelle controversie minime, cosiddette “bagatellari” (di basso valore economico) che toccano da vicino la quotidianità delle persone, ma che spesso vengono trascurate dalla Giustizia ordinaria a causa del progressivo accentramento degli Uffici Giudiziari.
- AVV. A.G. CIACCI
- AVV. P. PANZIERI
Giustizia “sotto casa”: il ruolo dei Comuni
In controtendenza rispetto alla chiusura delle piccole preture e degli uffici dei giudici conciliatori avvenuta negli anni ’90, la Camera Arbitrale sceglie la strada della vicinanza. L’appello lanciato ai Sindaci del territorio è chiaro: celebrare le udienze direttamente nei comuni di residenza delle parti.
Ai Comuni non è richiesto alcun investimento economico, ma solo la disponibilità di una sala, una biblioteca o uno sportello dotato di connessione Wi-Fi. Questa flessibilità logistica permette di abbattere costi e trasferte, portando la giustizia letteralmente “sotto casa”.
Competenza, Trasparenza ed Efficacia
L’avvocatura senese mette a disposizione della comunità professionisti di alto profilo per offrire:
- Speditezza: tempi rapidi tipici del rito arbitrale.
- Alta Competenza: arbitri selezionati tra avvocati con almeno 12 anni di esperienza e abilitati alle Giurisdizioni Superiori.
- Efficacia: a differenza del mediatore, l’arbitro emette un lodo (una decisione vincolante) che stabilisce chi ha ragione e chi ha torto.
- Trasparenza: i costi sono predeterminati da tabelle consultabili sin dall’inizio, eliminando l’imprevedibilità tipica dell’arbitrato “libero”.
Un presidio di legalità e un modello per l’Italia
L’iniziativa potrebbe anche attirare l’attenzione del Ministero della Giustizia, potendo diventare un punto di riferimento nazionale per decongestionare i tribunali e rispondere agli obiettivi del PNRR, garantendo il diritto alla difesa sancito dall’Articolo 24 della Costituzione.
Il Vicesindaco Michele Capitani ha ribadito il pieno sostegno del Comune: “È una battaglia identitaria e funzionale. Dobbiamo fare fronte comune davanti alla spoliazione dei servizi essenziali e al rischio di desertificazione giudiziaria”. Un allarme confermato dai numeri: nel tratto tra Siena e Terni sono rimaste solo due Procure (Siena e Terni appunto) rispetto alle quattro del passato (c’erano anche Montepulciano ed Orvieto), con gravi ripercussioni sul controllo del territorio.
Un organismo adattivo e “Plug and Play”
La Camera Arbitrale non nasce come una struttura rigida. È un “cantiere aperto” pronto a integrare nuove materie, come il settore bancario, in base alle esigenze del mercato. Il Presidente Panzieri ha sottolineato il valore dei colleghi “senior” arruolati: professionisti “plug and play”, pronti a mettere a disposizione un bagaglio di saggezza e tecnica ineguagliabile, ispirandosi ai modelli di Common Law anglosassoni.
“Mi posso fidare?”
Alla domanda più frequente dei cittadini, Paolo Panzieri ha risposto con fermezza: “Fidatevi, perché l’arbitro non viene scelto dalle parti, ma individuato secondo criteri oggettivi e rigorosi. È una garanzia di imparzialità assoluta”.
Con la pubblicazione dell’Albo degli Arbitri prevista entro questa settimana, la Camera diventerà pienamente operativa nel mese di maggio, consolidando Siena come laboratorio nazionale di innovazione giuridica e sussidiarietà orizzontale.
Insomma, Comuni, cittadini, professionisti: cambia il vento, cogliamo l’opportunità!







