SIENA. Allo stadio Jannella di Grosseto, nella sfida tra le due squadre imbattute del girone, è il Phoenix Grosseto a imporsi con autorità sull’Estra Siena BSC per 16-0, al termine di una gara a senso unico, in cui i padroni di casa prevalgono nettamente grazie alla solidità sul monte di lancio e a una maggiore continuità offensiva.
Il punteggio finale, uno shutout che lascia Siena a secco, fotografa una partita indirizzata fin dalle prime riprese. I grossetani costruiscono il vantaggio con pazienza, sfruttando le difficoltà iniziali del partente senese Dario Osti, sostituito già alla seconda ripresa dopo aver concesso 8 basi ball su 11 battitori affrontati (una sola valida concessa e un solo strike out, inflitto all’ex capitano del BBC Grosseto in Serie A Biscontri), colpendo poi nei momenti chiave senza mai concedere a Siena la possibilità di rientrare in partita.
Sul monte, la differenza è evidente. Il partente dei Phoenix, il mancino Tommaso Capizzi, firma una prestazione di alto livello con 60 lanci in 4.1 riprese, zero valide concesse, una no-hit effort parziale. Reduce da un grave incidente stradale che lo ha tenuto fermo ai box per lungo tempo, Capizzi è in costante crescita e offre una prova convincente per controllo, gestione dei tempi e capacità di limitare al minimo il contatto efficace dei battitori senesi. L’attacco bianconero, infatti, non riesce mai a trovare ritmo, producendo appena due valide (una di Querci al 5’ all’esterno centro e uno “stoppaccino” di Castillejos al 7’ all’esterno sinistro, entrambe sul rilievo Lisci) senza mai costruire una vera sequenza offensiva.
A provare a mettere la palla in gioco con continuità sono soltanto il lead-off Alejandro Fernandez Matos, in tutte e tre le apparizioni nel box, insieme a Pichardo e al giovanissimo Tommaso Monari: contatti però sempre tradotti in facili eliminazioni in prima base. Le occasioni restano dunque sporadiche e mai concretizzate.
Di contro, la partita del Siena parte in salita già dal primo inning. Osti fatica a trovare continuità e viene rilevato presto, costringendo il bullpen a un lavoro lungo e complesso. Guzman Lopez prova a contenere nella seconda ripresa, ma già dal terzo accusa un calo evidente, concedendo cinque basi ball che producono due punti (7-0), seguite da altre tre basi nel quarto inning prima della sostituzione.
Cacciatore subentra senza riuscire a invertire l’inerzia, subendo altri quattro punti, tra cui l’unica extra-base dei Phoenix: il doppio di Ferri all’esterno centro che spinge a casa Carraresi e Zanobi. L’ultimo rilievo senese, German, è quello che offre le indicazioni migliori, attaccando maggiormente la zona di strike, facendo lavorare la difesa e limitando i danni senza concedere basi gratuite.
In difesa, Siena non commette errori evidenti, ma manca la giocata capace di spezzare l’inerzia nei momenti cruciali. Grosseto, invece, si dimostra solida e ordinata, supportando perfettamente il proprio lanciatore.
Dal punto di vista offensivo, giornata complicata per tutto il lineup senese. I primi due uomini dell’ordine non riescono mai a raggiungere la base, mentre nel cuore del lineup Castillejos, Pichardo, German de Jesus e Dube Alvarez restano ben contenuti. Mancini (base ball al 3’ nell’unica apparizione) e Monari (0/3, con due eliminazioni in prima e uno strike out) faticano a dare continuità, così come Michael Guzman Lopez nel ruolo di DH (0/2).
I Phoenix, al contrario, costruiscono il successo sfruttando al massimo le difficoltà del monte senese: poche valide, ma grande disciplina nel box, ben 19 basi ball ottenute in sette riprese, buona aggressività sulle basi (3 basi rubate) e capacità di capitalizzare le opportunità, soprattutto negli inning centrali, dove la partita prende definitivamente la direzione dei padroni di casa.
Per l’Estra Siena BSC si tratta di una battuta d’arresto significativa nella corsa al vertice, contro una diretta concorrente. La gara evidenzia con chiarezza gli aspetti su cui intervenire: maggiore solidità del partente per evitare di inseguire fin dall’inizio e una produzione offensiva più continua, soprattutto nella parte alta del lineup.
A fine gara, il manager dell’Estra Siena BSC, Francesco Giusti, analizza con lucidità la prestazione: «Partita compromessa subito. Quando concedi così tante basi gratuite diventa impossibile restare dentro la gara, soprattutto contro una squadra solida come Grosseto. Sul monte abbiamo faticato a trovare la zona e questo ha indirizzato l’inerzia fin dalle prime riprese».
Giusti si sofferma anche sulla prova offensiva: «In attacco siamo stati troppo poco incisivi. Non siamo riusciti a mettere pressione, a costruire inning, a creare situazioni. Così diventa difficile anche solo provare a rientrare».
Non manca però uno sguardo in prospettiva: «È una sconfitta pesante, ma anche utile se la sappiamo leggere. Dobbiamo lavorare sulla qualità dei nostri lanciatori e sulla capacità di stare dentro le partite fin dall’inizio. Il campionato è lungo, ma queste sono le gare che fanno la differenza e dobbiamo farci trovare pronti».
La stagione è lunga, ma il segnale lanciato dal campo è netto: per competere fino in fondo servirà alzare il livello proprio nelle partite che contano.




