La danza contemporanea internazionale protagonista al Teatro Alfieri
CASTELNUOVO BERARDENGA. Dal 12 Aprile al 24 Maggio riparte, al Teatro Comunale Vittorio Alfieri di Castelnuovo Berardenga, la Rassegna Internazionale di Danza Contemporanea Move Off, diretta dalla Compagnia MOTUS e organizzata in collaborazione con il Comune di Castelnuovo Berardenga.
Giunto alla sua diciottesima edizione, il progetto rappresenta uno degli incontri più significativi per la diffusione della danza contemporanea, favorendo il dialogo tra compagnie affermate e nuovi artisti – tra cui i vincitori del bando Move Off per Giovani Coreografi 2026 – del panorama nazionale e internazionale. La rassegna propone quest’anno quattro appuntamenti che vedranno sul palcoscenico spettacoli ispirati a nuove forme di contaminazioni performative. Uno dei tratti distintivi di Move Off è, infatti, la capacità di creare un dialogo tra realtà artistiche e modi espressivi diversi, con lo scopo preciso di rafforzare e promuovere il territorio come luogo di contaminazione artistica contemporanea.
Tutti gli appuntamenti della Rassegna si svolgeranno di domenica alle ore 18:00, per favorire la partecipazione del pubblico.
Il programma si apre il 12 aprile alle ore 18:00, con L’ultimo uomo, spettacolo della Compagnia Atacama, con coreografie di Patrizia Cavola e Ivan Truol, interpretate da Isabella Campiglia, Matteo Di Ciommo, Marianna Dimora, Francesco Vitale Farris, Iris Morello e Nunzia Prisco, prodotto con il contributo del Ministero della Cultura. Ispirato a La società della stanchezza del filosofo Bygung-Chul Han, lo spettacolo ne porta in scena la riflessione: in un sistema in cui i confini tra tempo personale e tempo professionale si dissolvono, l’individuo si adopera tra ansia da prestazione, competizione e iperattività, perseguendo l’autorealizzazione senza limiti fino all’autodistruzione. Come dice Friedrich Nietzsche in Così Parlò Zarathustra “È il tempo dell’ultimo uomo che lavora soltanto, colui che tutto rimpiccolisce”. Eppure Kafka nella sua interpretazione del mito di Prometeo scrive “Gli dei si stancarono, le aquile si stancarono, la ferita si richiuse stancamente.” Kafka intende una stanchezza che cura. Quella stanchezza che non deriva da un riarmo sfrenato bensí da un cordiale disarmo dell’io. La stanchezza profonda come forma di salvazione. Partendo da queste affermazioni, lo spettacolo L’ultimo uomo, si interroga appunto sulla natura della vita contemporanea e sulla percezione umana del tempo-spazio che abita, chiedendosi se non sia sempre più necessaria quella elaborazione che lascia spazio alla riflessione, al pensiero, al vuoto di azione indispensabile per accedere all’espressione più alta del nostro essere umani.
Nella stessa giornata si inserisce, lo spettacolo Come potevamo noi danzare, realizzato da MOTUS, con coreografie di Simona Cieri, interpretate da Martina Agricoli, Ilaria Fratantuono, Roberta Morello, Eleonora Pucci e Mattia Solano. Se L’ultimo uomo indaga la condizione dell’individuo spinto a consumare sé stesso a livello profondo, Come potevamo noi danzare si confronta con un presente segnato dalla corsa alle armi e dalla relativa crisi dei principi di pace affermati dopo il 1945 con la nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. A ottant’anni da quel celebre mai più, le immagini delle guerre provenienti da diversi scenari internazionali tornano ad occupare quotidianamente lo spazio mediatico, sullo sfondo di altri conflitti meno visibili, che continuano ad affliggere intere popolazioni. In questo contesto, il diritto internazionale appare sempre più fragile, messo in discussione e sostituito dalle logiche dei poteri forti. Attraverso il linguaggio del corpo, la coreografia porta in scena la disumanità della guerra e le sue conseguenze, trasformando il movimento in uno spazio di riflessione collettiva. I corpi dei danzatori diventano materia viva di un racconto fisico che attraversa e abita tensione, resistenza e caduta. La danza, in questo modo, si trasforma in uno spazio sensibile di fragilità condivisa, dalla quale emerge la vulnerabilità dell’essere umano, che è comunque il luogo a cui tornare per interrogarsi su cosa significhi, oggi, poter ancora danzare.
La serata si concluderà con una brevissima performance realizzata dagli studenti dell’Istituto Comprensivo G. Papini di Castelnuovo Berardenga, che hanno partecipato al ciclo di laboratori condotti da Simona Cieri nell’ambito di Connessioni d’Arte, progetto del Comune di Castelnuovo Berardenga realizzato con il contributo del Consiglio regionale della Toscana ai sensi della L.R. n. 10/2025.
I prossimi appuntamenti di “Move Off” saranno il 19 Aprile (con Aut-Aut di Margot Theatre Company), il 10 Maggio (con Vite binarie della Compagnia Dis Equilibre – vincitrice del bando Move Off per Giovani Coreografi) e il 24 Maggio (con K(-A-)O di Kenji Shinohe coreografo giapponese anch’egli selezionato dal bando Move Off per Giovani Coreografi). La serata del 24 Maggio si concluderà con l’evento internazionale che vede protagonisti i danzatori dell’Albanian Dance Theater, prima Compagnia di danza contemporanea albanese, con lo spettacolo Insufficient coreografato da Gjergj Prevazi.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 0577 286980 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 15:00 alle ore 19:00) oppure inviare una mail a info@motusdanza.it.




