Il carbon farming torna al territorio
SIENA. Grande partecipazione, con una presenza significativa di giovani e studenti, all’incontro “LIFE VitiCaSe – Coltivare il futuro del vigneto”, promosso dall’Unione Provinciale Agricoltori di Siena presso il Santa Chiara Lab di Siena.
Un appuntamento che ha confermato un dato ormai evidente: la gestione del carbonio non è più teoria, ma pratica quotidiana nelle aziende che scelgono la strada della viticoltura rigenerativa.
Un progetto che nasce dal territorio e al territorio ritorna
Come ha sottolineato Cristiano Spadoni, giornalista di AgroNotizie e Accademico corrispondente dei Georgofili, il progetto LIFE VitiCaSe nasce dal territorio senese grazie all’Unione Provinciale Agricoltori di Siena, per poi svilupparsi in un partenariato europeo guidato da Image Line.
Un modello di open innovation che non trattiene la conoscenza all’interno del gruppo di lavoro, ma la restituisce al territorio – prima senese, poi toscano, fino all’intero comparto vitivinicolo e agricolo italiano ed europeo.
Il cofinanziamento del Programma LIFE dell’Unione Europea ha permesso di sperimentare un nuovo modello di lavoro improntato alla viticoltura rigenerativa, con l’obiettivo di metterlo a disposizione di tutto il settore.
Obiettivi concreti: ridurre emissioni, aumentare carbonio, certificare crediti
Nel corso della mattinata, Gabriele Mongardi, Technical Project Manager di LIFE VitiCaSe (Image Line), ha illustrato gli obiettivi operativi del progetto:
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riduzione delle emissioni di gas serra
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aumento del carbonio organico nei suoli vitati
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misurazione attraverso strumenti digitali e raccolta dati in azienda
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percorso verso la certificazione dei crediti di carbonio
Un passaggio decisivo per consentire alle imprese agricole di ottenere una integrazione al reddito attraverso il riconoscimento economico dei servizi ecosistemici prodotti.
Il prossimo appuntamento sarà il 3° European Carbon Farming Summit di Padova, occasione di confronto tra agricoltori europei per condividere esperienze, criticità e opportunità legate a queste nuove tecniche.
“Il futuro è già presente”
Per il presidente dell’Unione Provinciale Agricoltori di Siena Simone Lorenzo Signorini, l’evento rappresenta un passaggio chiave: “Non è più soltanto un’idea o una prospettiva futura. È una strada di grande efficacia, resa possibile dal coraggio dei nostri agricoltori e dalla capacità di mettere in connessione tutti gli attori della filiera.”
Una visione condivisa anche dal Direttore Gianluca Cavicchioli, che ha parlato di “politica del fare”, capace di esportare esperienze positive e innovative, con una forte presenza giovanile e un rinnovato entusiasmo verso le opportunità offerte dalla transizione ecologica.
Il ruolo della Regione Toscana e il quadro normativo
La Regione Toscana, rappresentata da Antonio Ventre, ha espresso pieno sostegno al progetto, riconoscendone il valore per l’intero sistema agricolo regionale.
Il carbon farming, infatti, valorizza pratiche di agricoltura rigenerativa che producono benefici non solo per le imprese, ma per l’intera collettività. Le sfide restano importanti, ma il supporto potrà arrivare anche attraverso le misure del PSP e il sistema integrato di Agricultural Knowledge and Innovation Systems (AKIS).
Sul piano normativo, Irene Criscuoli (CREA-PB) ha evidenziato come a livello europeo il quadro per la quantificazione e certificazione dei crediti di carbonio sia sempre più definito, mentre in Italia si è in attesa dei decreti ministeriali che chiariranno definitivamente le modalità operative per il settore agricolo.
L’obiettivo è chiaro: applicare pratiche sostenibili di gestione del suolo e della biomassa, stoccare carbonio e, in un quadro normativo stabile, maturare crediti certificati in grado di remunerare le aziende per le loro azioni ambientali.
Innovazione e sperimentazione fanno la differenza
L’incontro ha confermato che la sostenibilità, quando supportata da dati, misurazioni e certificazioni, può trasformarsi in un fattore competitivo strutturale per il settore vitivinicolo.
La partecipazione attiva di giovani e studenti dimostra inoltre come il tema del carbon farming non sia solo tecnico, ma culturale: riguarda il modo di concepire l’agricoltura del futuro.
Un’agricoltura capace di coniugare ambiente, redditività e responsabilità sociale.




