Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Siena: nella Sanita c’è occupazione e okkupazione

di Enzo Martinelli

SIENA. Nelle dichiarazioni programmatiche dei politici e dei sindacalisti i verbi più usati sono tre: investire, crescere e innovare. Osservi poi la realtà e scopri invece che le anime belle nei fatti si battono per conservare l’esistente e difendere le posizioni delle singole categorie o corporazioni. Il riferimento è allo scontro tra ospedalieri e universitari a seguito dell’accordo tra Azienda e Ateneo per il finanziamento di alcuni posti di insegnamento presso le Scotte. I due Enti istituzionali vivono quasi esclusivamente con soldi pubblici che in parte arrivano da Firenze (sanità) e in parte vengono accreditati da Roma (università). Secondo la teoria dei rinnovatori senesi ogni istituzione deve impiegare le risorse nel rispettivo orto e soddisfare ciascuna le esigenze dei propri dipendenti. Dunque l’Azienda sanitaria spenda per gli ospedalieri, l’Ateneo per gli universitari.

Al riguardo sarà bene ricordare che i finanziamenti pubblici sono prioritariamente stanziati per “curare i cittadini” e solo di conseguenza per remunerare il personale dei due Enti impegnato, in tutto o in parte, nei servizi sanitari. Dunque l’obbligo dei gestori delle due istituzioni deve essere quello di investire risorse economiche in prima istanza a migliorare e qualificare i servizi sanitari. A tal fine non c’è una occupazione buona (personale ospedaliero) e una okkupazione cattiva (personale universitario) perché la loro funzione è complementare.

C’è da fare la scelta giusta, quella cioè che accanto al rafforzamento dell’attività sanitaria garantisce l’ assistenza, la didattica, la ricerca e l’innovazione, cioè i traguardi che nella quotidiana politica parlata vengono auspicati.

L’accordo tra Aous e Università tende infatti a inserire alle Scotte professionalità mediche che contribuiranno ad arricchire la qualità assistenziale, a sostenere il mantenimento e la crescita delle scuole di specializzazione, a garantire la presenza di 800 specializzandi, ad attrarre nelle strutture locali futuri giovani medici, a favorire la ricerca e la sperimentazione, a far crescere il livello delle cure proprie dell’ospedale, a sviluppare un auspicato costruttivo rapporto con il Biotecnopolo.

E’ utile tuttavia ricordare che in Toscana l’Azienda ospedaliera universitaria di Siena è la cenerentola con circa 600 posti letto, a fronte dei 2.735 letti di Firenze e dei 1.108 di Pisa. Che il presidente della Giunta Regionale Giani (bocciato in geografia per i confini con la Lombardia e in matematica per i debiti di bilancio) non ha fatto mistero, nella passata campagna elettorale, a sostenere che le aziende di Firenze e Pisa costituiscono l’asse portante della sanità toscana. Che un ulteriore ridimensionamento della presenza universitaria nell’ospedale di Siena affievolirebbe ulteriormente il ruolo che Le Scotte svolgono nel territorio meridionale della Regione.

Sarà bene allora che, senza inseguire inutili liti categoriali, tutte le energie che partiti e sindacati di Siena sono in grado di esprimere, vengano unitariamente utilizzate per tutelare il nosocomio cittadino, da secoli presidio della salute della popolazione del territorio provinciale. E non solo.

[banner_mobile]