Massimo Bisconti TOSCANA. Avevo sperato, francamente, che gli appartenenti alla Sinistra Toscana, comprendessero lo spirito di quella che per semplicità di trattazione indicherò come Legge sulla montagna. Tale normativa, indica in maniera precisa quelle che devono essere le caratteristiche di un paese per definirsi montano. Tra queste, compaiono non a caso delle indicazioni geografiche inconfutabili e potremmo quindi fare riferimento a concetti semplici, come altitudine rispetto al livello del mare.
I 36 comuni “usciti” dal computo dei montani in effetti di montano hanno ben poco per non dire nulla. Abbiamo visto citati, ad esempio, Capraia e la splendida isola d’Elba con l’altitudine del Monte Capanne di poco superiore ai 1000 m. s.l.m. il cui comune più elevato si trova a circa 370 m.s.l.m. “Spettacolare”, poi l’appello dell’ANCI: “sbagliato considerare tali (ovvero i comuni montani) solo quelli sulle Alpi.” Si deduce quindi che 113 paesi della Toscana si trovino sulle Alpi: il che torna con il fatto che confiniamo secondo alcuni con la Lombardia… Ricordo a tutti che all’interno della Legge è specificato in chiaro che non variano le agevolazioni per il settore agricolo. Nessun Comune escluso perderà facilitazioni per espressa volontà della Legge. La Regione Toscana ha, infatti, la facoltà di fornire contributi ai Comuni che sono presenti nella precedente normativa qualora li ritenga ancora “montani”. Finiamola, dunque, con polemiche strumentali che servono solo a buttarla in “caciara” e ci si occupi magari di trovare risorse per le aree interne, povere o svantaggiate, o a rischio spopolamento, ma giù le mani dai territori realmente montani.
Così, Massimo Bisconti: referente della Lega Toscana Dipartimento Politiche della Montagna.




