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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Il Pci provinciale interviene sulla galleria Le chiavi

SAN QUIRICO D’ORCIA. Dal PCI Federazione Provinciale Siena riceviamo e pubblichiamo. 
 
“Oggi ci troviamo ancora a parlare, purtroppo  della galleria Le Chiavi che insiste sulla SS Cassia, nel tratto che collega la provincia di Siena a quella di Viterbo, chiusa da alcuni anni ormai l’apertura, tanto sbandierata, sia da parte della politica di stampo PD, sia della Destra governativa, sia da Anas, NON CI SARÀ NEI TEMPI PREVISTI di cui, ci scuseranno i più, abbiamo perso l’effettività… Perché se è vero che viene tanto sbandierata una parziale riapertura verso i primi di Marzo, non si riesce a capire come sia possibile o perlomeno in che modi, visto che nessuno li ha illustrati. Dalle foto in nostro possesso, vi potrete fare un’idea di ciò che diciamo, tra il prima e l’oggi..
 
Viviamo l’idea di una politica confinata nella gestione delle compatibilità esistenti, gretta, senza alcuna ambizione e tensione progettuale socialmente attuale e dirompente, non in grado di recepire le istanze d’intervento che provengono dalla società , prima molto tenue e labili, quasi impercettibili, ora che la  situazione peggiora, decisamente più presenti ed insistenti. 
 
Come gruppo Consiliare PCI di San Quirico d’Orcia, abbiamo interpellato i dirigenti  Anas responsabili dei lavori, i quali, dopo più di un mese, ci hanno risposto, rivendicando inizio e fine dei lavori ma come possono ben vedere i lavoratori e le aziende del territorio, la verità è tutt’ altra e ne abbiamo di ben donde nel racchiuderla in antico detto locale.   ( conscio delle contraddizioni del capitale ): IL GIORNO DEL POI E L’ANNO DEL MAI.
 
 Siamo stati nelle vicinanze del cantiere e vedendo lo stato dei lavori, “presumibilmente immaginiamo” che l’apertura “forse” ci sarà ma nel mese di Giugno 2026? È una domanda che rimarrà senza risposta ma i cittadini e le cittadine, loro sì che avranno già una risposta in merito, mentre affrontano, OBBLIGATORIAMENTE le tanto decantate strade alternative, già malmesse prima, completamente in stato di decomposizione oggi. 
 
Abbiamo osservato quanti siano i lavoratori impiegati nei lavori, ne servirebbero altri e soprattutto servirebbe un piano manutentivo REALE E NON PARZIALE, servirebbe PROGRAMMAZIONE E NON EMERGENZA. 
 
Soprattutto cari cittadine e cittadini, servirebbe onestà, dignità e responsabilità verso di voi che onorando gli impegni, vi vedete ogni giorno defraudati di quella fiducia che avevate riposto nelle istituzioni. 
Noi ci siamo e ci saremo sempre per ridare fiato, dignità a chi vive del proprio lavoro, inclusa quella parte di ceti produttivi (quei pochi rimasti in zona) colpiti dalla noncuranza del problema, conosciuto ma ignorato.
 
Lanciare un progetto di arterie stradali al passo con i tempi, tenendo conto del territorio, delle esigenze dei cittadini montani, dei lavoratori, dei siti produttivi e del trasporto pubblico e sanitario che ha bisogno, appunto di collegamenti degni”. 
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