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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Scuola e politiche giovanili al centro del Consiglio provinciale

SIENA. Il diritto alla sicurezza e alla salute nelle scuole è una cosa seria. Lo ha ribadito il Consiglio provinciale nella seduta di oggi (20 maggio) approvando all’unanimità una mozione sull’edilizia scolastica di propria competenza (ben 24 plessi scolastici distribuiti nel territorio senese) e su ciò che occorre fare per prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di rischio connesse alle caratteristiche di tali edifici. La redazione del documento – ha ricordato Roberto Renai – aveva visto in precedenza un approfondito lavoro della commissione assetto del territorio e un’analisi di certe criticità dei nostri edifici scolastici per le quali sono stimabili interventi pari a oltre un milione e mezzo di euro. Un quadro puntuale della situazione è stato fornito dall’assessore ai lavori pubblici Alessandro Pinciani che non ha mancato di evidenziare come dal 2004 ad oggi la Provincia abbia speso oltre 37 milioni in questo settore utilizzando anche risorse provenienti dalla Fondazione Mps. Certo è – come sottolinea la mozione del Consiglio – che l’impegno degli enti locali non può essere considerato sostitutivo dei necessari investimento dello Stato per la complessità e onerosità degli interventi necessari. Pertanto si chiede che il Governo possa definire rapidamente i criteri valutativi secondo cui procedere alla attribuzione delle risorse restanti sul fondo che prevede il finanziamento per la messa in sicurezza delle scuole. Così come garantisca l’esclusione delle spese di investimento sull’edilizia scolastica dai limiti imposti dal patto di stabilità per poter, quindi, utilizzare le risorse già disponibili in bilancio o acquisibili con variazioni dello stesso. Si chiede inoltre una revisione della normativa sugli appalti pubblici prevedendo procedure più celeri ed efficaci.

Negli interventi dei diversi consiglieri si è ribadito più volte come in ragione di una coscienza morale, civile e politica, la sicurezza nelle scuole costituisca priorità assoluta che va ben oltre gli stessi schieramenti politici.

Un’analoga sensibilità il Consiglio l’ha espressa votando pressoché all’unanimità anche una mozione presentata dal consigliere Francesco Michelotti (Pdl) relativa al bando 2010 di “Azione Province Giovani”, promosso dall’Unione Province italiane e dal ministero della Gioventù che prevede sostegni all’imprenditoria giovanile, in modo che anche la Provincia di Siena partecipi al bando con un proprio progetto. L’assessore Simonetta Pellegrini ha richiamato nell’occasione le molteplici azioni rivolte ai giovani, come, ad esempio, il nuovo bando per ricercatori, nonché tutte quelle iniziative che mirano proprio a formarli ad una cultura del lavoro e dell’impresa. Nel caso specifico del bando “Azione Province Giovani” è già previsto che la Provincia di Siena parteciperà unitamente ad altre province toscane. La mozione è stata dunque votata con il voto favorevole di Pd, Pdl, Idv, La Sinistra, Udc, Lega Nord e con il solo voto contrario di Antonio Falcone (Rci) la cui analisi in materia di politiche giovanili – ha detto – non può prescindere dalla critica verso un sistema che penalizza i giovani attraverso veri e propri sbarramenti sociali.

Infine il Consiglio ha affrontato il tema della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia che era stato posto con un ordine del giorno da parte di Marco Nasorri e Alberto Taccioli (Pd), Antonio Giudilli (Idv) e Roberto Renai (La Sinistra). Nel documento si invita il governo a definire un programma che sia veramente all’altezza della ricorrenza, coinvolgendo il mondo studentesco e giovanile. Un impegno che anche la Provincia di Siena si assumerà per ricordare, appunto, la nascita dell’Italia unita, il ruolo svolto dalla Toscana e dalla nostra comunità nella costruzione di una identità italiana e dello Stato unitario. Assenti Udc e Rci, hanno espresso voto favorevole Pd, Idv, La Sinistra, Pdl. Voto contrario della Lega Nord che nella persona del nuovo consigliere Giovanni Di Stasio, subentrato a Gabor Rossi dopo le dimissioni di quest’ultimo, aveva proposto sull’argomento un proprio ordine del giorno respinto, però, da tutte le forze politiche presenti.

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