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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Semestrale: la giornata delle conferme

Profumo traghetterà la banca MPS dalla Fondazione allo Stato

di Red

SIENA. La giornata della semestrale di MPS era cominciata bene. La borsa accusava positivamente il successo delle aste dei titoli di Stato spagnoli e italiani, e anche le televisioni sprigionavano ottimismo nel primo pomeriggio. Nelle stanze della Rocca c’era una certa soddisfazione: Profumo aveva retto con buon piglio il confronto della sera precedente alla kermesse piddina di Fortezza, e non era stato costretto a fare anticipazioni. E grazie al cielo, nessuno aveva chiesto lumi sulle sue frequentazioni romane con chi dà gli ordini a Mancini (che lo ha ammesso) e Ceccuzzi (che tace).

Nel pomeriggio la tensione sulla Spagna è andata aumentando, complice il default politico-separatista della Catalogna. Fitch, l’agenzia di rating, preannuncia la possibile perdita della tripla A per gli USA (se vince Obama e alza le tasse agli azionisti di Fitch, ovvio) e fa downgrade per sette banche italiane, tra cui non c’è MPS. Il cui CdA in serata snocciola la sua semestrale ai mercati. Si capisce subito che poco ha a che fare con il Piano Industriale, questo rendiconto che dice di cose nuove. Poiché la banca è di fatto nazionalizzata, può tranquillamente dichiarare perdite supplementari pari a 1,617 miliardi di euro per completare l’ammortamento dell’avviamento Antonveneta senza provocare scossoni alla borsa. Tanto pagherà Pantalone, il conto; e di rispetto per gli investitori, specialmente quelli piccoli e i dipendenti a cui è stato chiesto di utilizzare il Tfr per comprare azioni del Monte, non se ne parla nemmeno. Ci fosse in Italia un organo di vigilanza di Borsa, gli si potrebbe chiedere una opinione, sulla cosa. Forse altrove agirebbero pure contro questa improntitudine degli amministratori di Rocca Salimbeni. I primi commenti non hanno ancora sottolineato che la gestione è passiva: il risultato netto è calato a 182,5 milioni potendo contare sull’operazione straordinaria sui bond appena effettuata con l’aiuto dei fondi Bce che ha avuto un guadagno di 227 milioni.

Campanello d’allarme che Viola ha immediatamente recepito confermando “l’impossibilità di differire il piano” industriale 2013-2015, “anzi probabilmente anche di accelerare determinate azioni che sono ricomprese nel piano”, che include la chiusura di 400 filiali. Profumo, davanti a una bella folla puttosto arrabbiata, non sapeva dire quanti soldi di consulenze esterne uscissero dalle casse del Monte … e qualcuno ha cominciato a sciorinargli i numeri, inutilmente. Intanto dal CdA si è saputo che l’iter di vendita del pacchetto di maggioranza di Biverbanca è sulla strada della conclusione, che porterà forse un po’ di sereno per la prossima trimestrale, e se in questo mese di settembre si riuscisse pure a esodare i 100 dirigenti che non servono più qualcosa sui saldi si comincerebbe a vedere.

E poi attenzione con questi crediti deteriorati: a furia di sommarne sempre più a ogni trimestrale, siamo a un totale di 16 miliardi. Che corrisponde all’11,09% degli impieghi complessivi verso la clientela. Nel corso del secondo trimestre i volumi dell’aggregato sono aumentati di 979 milioni, in particolare sofferenze (+373 milioni) ed esposizioni scadute (+307 milioni). Non vorremmo che, a un prossimo incontro, ci sia qualcuno che possa chiedere al Tandem di far partire azione di responsabilità contro chi concedeva affidamenti consistenti senza alcuna garanzia, agli amici degli amici. Già lasciarci sognare qualcosa del genere sull’operazione Antonveneta è stato un balsamo collettivo: Profumo capisca che la sua credibilità come banchiere e come residente a Siena dipendono molto da quello che farà. O, da quello che non farà.

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