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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Cna chiede di difendere la libera concorrenza

Codice di proprietà industriale, decine di imprese della Val d

SIENA. In questa settimana le Commissioni parlamentari discutono il testo del Decreto Sviluppo da convertire in legge. Fra i tanti articoli, uno mette al riparo le aziende del mobile della Val d’Elsa dal rischio di vedersi sottrarre la possibilità di vendere prodotti che escono da queste imprese da decenni. Sono le annunciate ritorsioni da parte della maggioranza di Governo, che allarmano la Cna e le imprese del settore, decine solo in Toscana, che martedì all’avvio di Pitti si sono ritrovate a Firenze per manifestare tutte le loro preoccupazioni. “In questi casi non è certo colpa della crisi – sostiene il presidente di Cna Siena Paolo Parodi – se alcune imprese subiranno forti danni economici, dovranno ridurre gli organici o addirittura chiudere. Qui si tratta di voler difendere multinazionali che dicono di voler proteggere la proprietà industriale, ma in realtà proteggono solo disegni industriali sui quali da decenni le imprese italiane producono i cosiddetti “classici” e che non sono certo il frutto della loro capacità di innovazione. E’ quindi un modo per far valere soltanto la propria forza finanziaria a danno del mercato e della concorrenza”.

La battaglia sembrava vinta con la modifica dell’art. 239 del Codice di proprietà industriale, inserita nel Decreto Sviluppo; in questi giorni di terremoti politici, l’articolo rischia di venire nuovamente modificato per le forti pressioni di alcune forze politiche del governo e delle grandi multinazionali dell’arredamento e del design.

Se il Governo scegliesse di cedere all’attacco, solo in Val d’Elsa sarebbero a rischio chiusura decine di imprese con la conseguente e drammatica perdita di posti di lavoro. Stiamo parlando di un comparto produttivo rilevante per l’economia provinciale e per il Paese, che crea ricchezza e porta la bandiera del “Made in Italy” nel mondo. Non si tratta di contraffattori, ma di imprenditori e artigiani che producono nella legalità, come confermato da una sentenza della Corte di Giustizia. La posizione della maggioranza va contro gli interessi delle imprese che producono e danno occupazione. Per questo la Cna chiede al Governo di mantenere gli accordi presi in questi mesi e di sottrarsi a una logica di ricatto che non tutela l’economia e i posti di lavoro.

Alla manifestazione di martedì erano presenti anche gli enti locali senesi, con il vice sindaco di Poggibonsi Angelo Minutella, che ha stigmatizzato l’intento bieco di voler difendere solo interessi di singole aziende e non certo la proprietà industriale e l’assessore provinciale Tiziano Scarpelli,che ha inviato il suo saluto.

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