L’avvio negativo di Wall Street frena anche le borse europee, in peggioramento rispetto alla mattinata. Il Ftse Mib di Milano scambia in ribasso dello 0,7% in area 24.200 punti, sottotono come il Dax di Francoforte (-0,8%) e il Cac 40 di Parigi (-0,9%), mentre il Ftse 100 di Londra (-0,3%) e l’Ibex35 di Madrid (-0,2%) limitano le perdite. Oltreoceano, andamento contrastato per Dow Jones (-0,2%), S&P500 (-0,2%) e Nasdaq (+0,2%), in un clima costantemente condizionato dall’incertezza relativa all’outlook economico e alla politica monetaria.
L’elevata inflazione, esacerbata dal conflitto in Ucraina, sta costringendo le banche centrali a ritirare rapidamente gli stimoli per riportare i prezzi sotto controllo. Tuttavia, si teme che una stretta eccessiva possa danneggiare la crescita, o addirittura portare l’economia in recessione.
La Banca Mondiale ha tagliato le previsioni sul Pil globale per il 2022 (+2,9% contro il +4,1% precedentemente atteso), mentre i dati finali sul Pil dell’eurozona del primo trimestre hanno evidenziato un +0,6% congiunturale e un +5,1% annuo.
Gli operatori attendono il meeting di domani della Bce, che dovrebbe annunciare la fine del quantitative easing e preparare il terreno per un primo intervento sui tassi a luglio. Venerdì, invece, l’attenzione si sposterà sui prezzi al consumo americani, per avere indicazioni sul sentiero dell’inflazione e sull’entità dei prossimi ritocchi al costo del denaro da parte della Federal Reserve.
Dall’agenda macroeconomica, sono giunti anche i numeri sulle vendite al dettaglio in Italia (invariate su base mensile ad aprile, +8,4% tendenziale) e la produzione industriale tedesca (+0,7% m/m e -2,4% a/a ad aprile).
Sul Forex l’euro/dollaro risale a 1,074, mentre il cambio tra biglietto verde e yen si apprezza ancora a 134,1, complice la divergenza di politiche monetarie tra Fed e Bank of Japan.
Tra le materie prime, avanzano le quotazioni del greggio, con il Brent (+0,8%) a 121,5 dollari e il Wti (+0,5%) a 119,9 dollari, in attesa dei dati settimanali dell’Energy Information Administration sulle scorte americane. Intanto, gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che i prezzi potrebbero aumentare ulteriormente con la ripresa della domanda cinese nei prossimi mesi.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si amplia a 203 punti base, con il rendimento del decennale italiano in risalita di oltre 10 bp al 3,38%.
Tornado a Piazza Affari, svetta sul Ftse Mib Bper (+2,8%) in scia al Buy di Jefferies (con target price in rialzo da 2,9 a 3,30 euro) e in vista del nuovo piano industriale che sarà presentato venerdì. Bene anche Ferrari (+1,4%) e Stellantis (+1,1%) mentre arretrano Finecobank (-2,6%), Banca Generali (-2,5%), Enel (-2,2%) e Moncler (-2,1%).
Fonte MarketInsight




