Mattinata prudente per le borse europee alla vigilia della riunione della Bce. Il Ftse Mib di Milano è in flessione dello 0,1% in area 24.350 punti, debole come il Ftse 100 di Londra (-0,3%), il Dax di Francoforte (-0,4%) e il Cac 40 di Parigi (-0,6%), mentre l’Ibex35 di Madrid è pressoché invariato. In flessione tra lo 0,2% e lo 0,4% i futures sugli indici statunitensi Dow Jones, S&P500 e Nasdaq.
I mercati continuano a scontare i timori legati alla possibilità di una stretta monetaria aggressiva da parte delle banche centrali per contrastare l’elevata inflazione. Dinamica che rischia di pesare sugli utili societari e frenare la ripresa dell’economia.
A tal proposito, la Banca Mondiale ha tagliato nuovamente le previsioni sul Pil globale per il 2022 (+2,9% contro il +4,1% precedentemente atteso), paventando anni di inflazione sopra la media e crescita modesta.
Gli operatori guardano al meeting di domani della Bce, che dovrebbe annunciare la fine del quantitative easing e preparare il terreno per un primo intervento sui tassi a luglio. Alcuni analisti scommettono persino su un rialzo a sorpresa di 50 punti base il mese prossimo, in scia alla mossa simile presa ieri dalla banca centrale australiana.
L’Eurotower starebbe inoltre valutando la possibilità di uno “scudo” anti spread per salvaguardare il debito sovrano degli Stati europei più vulnerabili attraverso nuovi acquisti di asset.
Venerdì, invece, l’attenzione si sposterà sui prezzi al consumo americani, per avere indicazioni sul sentiero dell’inflazione e sull’entità dei prossimi ritocchi al costo del denaro da parte della Federal Reserve.
Dall’agenda macroeconomica, intanto, sono giunti i dati finali sul Pil dell’eurozona (+0,6% congiunturale e +5,1% annuo nel primo trimestre 2022), le vendite al dettaglio in Italia (invariate su base mensile ad aprile, +8,4% tendenziale) e la produzione industriale tedesca (+0,7% m/m e -2,4% a/a ad aprile).
Sul Forex l’euro/dollaro si stabilizza in area 1,07, mentre il cambio tra biglietto verde e yen si apprezza ancora a 133,7, complice la divergenza di politiche monetarie tra Fed e Bank of Japan.
Tra le materie prime, avanzano le quotazioni del greggio, con il Brent (+1,3%) a 122,1 dollari e il Wti (+1,4%) a 121,1 dollari, in attesa dei dati settimanali dell’Energy Information Administration sulle scorte americane.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund oscilla intorno a 200 punti base, con il rendimento del decennale italiano in risalita al 3,32%.
Tornado a Piazza Affari, svettano sul Ftse Mib Bper (+3,3%), Prysmian (+1,9%) e Stellantis (+1,4%) mentre arretrano Fineco (-1,8%), Banca Generali (-1,7%) e Moncler (-1,4%).
Fonte MarketInsight




