Partenza negativa a Wall Street, in un contesto in cui il focus degli investitori torna a concentrarsi sull’inflazione e sulla prospettiva di una stretta monetaria da parte delle banche centrali.
Dopo pochi minuti di scambi, Il Nasdaq lascia sul terreno l’1,4%, lo S&P 500 lo 0,7% e il Dow Jones lo 0,3%.
A guidare i ribassi, dunque, è ancora il listino tecnologico dopo aver perso complessivamente nella scorsa settimana il 3,9%, mentre prosegue la risalita dei rendimenti obbligazionari con il tasso sul Tbond salito sui massimi da marzo 2019.
Nel dettaglio, il rendimento del decennale americano avanza di cinque punti base al 2,75% e quello del biennale di circa tre punti base al 2,54%.
Il sentiment dei mercati continua ad essere condizionato dall’atteggiamento più hawkish della Federal Reserve, dalla volatilità dei prezzi delle commodity causata dalla guerra in Ucraina e dai timori per un rallentamento dell’economia.
L’attenzione nei prossimi giorni sarà rivolta soprattutto sui dati sull’inflazione Usa a marzo, dopo che le minute del Fomc diffuse la scorsa settimana hanno evidenziato l’intenzione dell’istituto di Washington di alzare rapidamente i tassi di interesse e iniziare a ridurre il proprio bilancio.
Gli investitori attendono, inoltre, l’inizio della nuova stagione delle trimestrali, che come di consueto prenderà il via con i risultati delle grandi banche statunitensi, in cerca di indicazioni che possano ridare fiducia nell’outlook dell’equity.
Intanto sul Forex il biglietto verde continua a rafforzarsi nei confronti delle altre valute sostenuto dalla risalita dei rendimenti dei Treasury in scia alla prospettiva di una Fed meno accomodante, con il cambio dollaro/yen balzato a 125,5.
L’euro/dollaro, invece, risale in area 1,09 sulle crescenti aspettative che la Bce ponga fine all’era di tassi negativi entro dicembre, dopo che la moneta unica aveva scontato i timori riguardanti l’esito delle elezioni presidenziali in Francia.
Tra le materie prime, infine, ancora in calo le quotazioni del greggio sui timori per l’impatto dei nuovi lockdown in Cina sulla domanda di petrolio, con il Brent (-3,7%) a 98,9 dollari e il Wti (-4%) a 94,3 dollari.
Fonte MarketInsight




