Le borse europee dovrebbero iniziare la seduta poco mosse, in un contesto in cui gli operatori continuano a valutare i rischi economici di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve e della guerra in Ucraina.
Chiusura in rialzo ieri a Wall Street, sostenuta anche dai dati positivi sulle richieste di sussidi di disoccupazione, sui livelli più bassi dal 1969, e sugli indici Pmi di marzo. Il Nasdaq ha guadagnato l’1,9%, lo S&P 500 l’1,4% e il Dow Jones l’1%.
Tra i mercati asiatici, stamane, Tokyo ha resistito poco sopra la parità, mentre Shanghai cede l’1,2% e Hong Kong il 2,6% appesantite dal settore tecnologico dopo i commenti Usa sul fatto che sia prematuro parlare di un accordo che impedirebbe a centinaia di società cinesi di essere cacciate dalla borsa americana.
I mercati continuano a fare i conti con le ramificazioni del conflitto in Ucraina e del conseguente isolamento della Russia, inclusi gli elevati costi delle materie prime che hanno alimentato le aspettative di inflazione e di un’azione più aggressiva della Fed.
L’azionario globale è comunque sulla strada per il secondo rialzo settimanale consecutivo, suggerendo come alcuni investitori prevedano che la crescita economica riuscirà a compensare i rischi legati alla guerra e a un contesto di politica monetaria meno accomodante.
Parti della curva dei Treasury continuano però ad appiattirsi o sono invertite, accendendo il dibattito sulla possibilità che il mercato obbligazionario stia anticipando una recessione, con i bond Usa sulla strada per archiviare uno dei peggiori trimestri da inizio anni ’70.
Sul fronte geopolitico, la giornata di ieri è stata segnata da una serie di incontri diplomatici, con la Nato che dopo il summit valuta l’invio di missili a sostegno di Kiev e ha messo in guardia Mosca contro l’uso di armi biologiche, chimiche o nucleari.
Nel frattempo, gli Usa hanno bloccato l’utilizzo delle riserve d’oro della Banca centrale russa, decidendo un giro di vite sulle sanzioni, mentre i leader europei si sono astenuti dal procedere al taglio delle importazioni russe di petrolio.
Per quanto riguarda l’azionario, focus su Saipem dopo la presentazione questa mattina prima dell’apertura dei mercati dei risultati definitivi 2021, dell’aggiornamento del piano 2022-2025 e della manovra di rafforzamento finanziario e patrimoniale.
Fonte MarketInsight




