Partenza debole a Wall Street, in un mercato appesantito dai timori che il rialzo dei prezzi delle commodity possa alimentare l’inflazione e frenare la crescita economica. Dopo pochi minuti di scambi, il Dow Jones avanza dello 0,2%, lo S&P 500 cede lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,5%.
Secondo alcune indiscrezioni l’amministrazione Biden potrebbe annunciare un embargo sulle importazioni di energia dalla Russia già oggi, senza la partecipazione degli alleati europei che dipendono maggiormente dalle forniture di Mosca.
Le preoccupazioni sulle interruzioni dal lato dell’offerta a causa della guerra in Ucraina e delle conseguenti sanzioni alla Russia stanno causando un’impennata dei prezzi delle commodity, tra cui grano, metalli, gas e petrolio.
In particolare, prosegue la corsa delle quotazioni del greggio con il Brent (+4,6%) a 128,8 dollari e il Wti (+4,3%) a 124,7 dollari, mentre i futures sul gas europeo si sono impennati fino al 32% dopo che Mosca ha minacciato di tagliare le forniture di gas naturale.
Uno scenario che ha aumentato l’incertezza sull’outlook globale, complicando il compito delle banche centrali, chiamate a contrastare le pressioni inflazionistiche senza compromettere la crescita e innervosire ulteriormente i mercati.
A risollevare il sentiment in Europa ha però contribuito la notizia riportata da Bloomberg secondo cui l’UE starebbe valutando la vendita congiunta di obbligazioni per contrastare le ricadute della guerra in Ucraina, tra cui il problema degli approvvigionamenti energetici.
Intanto sul Forex il cambio euro/dollaro risale dai minimi da 22 mesi riportandosi sopra quota 1,09, mentre il dollaro/yen avanza a 115,6.
Nel comparto obbligazionario, infine, il rendimento del decennale americano risale di circa otto punti base all’1,85% e quello del biennale di circa tre punti base all’1,58%.
Fonte MarketInsight




