Le borse europee si confermano in rialzo, sostenute dall’ipotesi di un eurobond per contrastare le ricadute della guerra in Ucraina e dall’apertura del leader ucraino Zelensky ad un compromesso sui territori del Donbass e della Crimea.
A Piazza Affari il Ftse Mib avanza del 2,1% in area 22.630 punti. Positivi anche l’Ibex 35 di Madrid (+2,4%), il Cac 40 di Parigi (+0,6%), il Dax di Francoforte (+0,6%) e il Ftse 100 di Londra (+0,4%). A Wall Street avvio poco mosso per Dow Jones (+0,3%), S&P500 (flat) e Nasdaq (-0,2%) dopo la chiusura in forte ribasso di ieri.
L’Unione Europea starebbe valutando la vendita congiunta di obbligazioni per finanziare le spese per la difesa e gli approvvigionamenti energetici e far fronte alle conseguenze dell’invasione russa e delle sanzioni verso Mosca. L’operazione potrebbe essere presentata la prossima settimana, dopo il summit di Versailles in programma per il 10-11 marzo.
Intanto, l’amministrazione Biden si appresta a vietare, forse già oggi, le importazioni di petrolio, gas naturale liquefatto e carbone dalla Russia, anche senza la partecipazione degli alleati europei. L’UE pubblica l’Energy Compact, che contiene una serie di provvedimenti per ridurre il più possibile la dipendenza da Mosca, mentre il Cremlino minaccia di tagliare l’offerta di gas naturale all’Europa attraverso il gasdotto Nord Stream 1.
I timori per le interruzioni nelle forniture continuano a spingere verso l’alto i prezzi delle materie prime, come grano, metalli, gas e petrolio. Per quanta riguarda il greggio, proseguono in rialzo il Brent (+3,1% a 127,1 dollari) e il Wti (+3% a 123 dollari), seppur al di sotto dei massimi dal 2008 toccati ieri.
L’incertezza sull’outlook globale aumenta la pressione sulle banche centrali, chiamate a contrastare le l’inflazione senza compromettere la crescita. Giovedì il focus si concentrerà sulla riunione della Bce, a cui seguirà la consueta conferenza stampa di Christine Lagarde.
La prospettiva di un bond europeo sostiene l’euro e ha fatto ridurre nettamente il differenziale tra rendimenti dei titoli di Stato di Italia e Germania.
In particolare, la moneta unica risale a 1,09 dollari mentre il cambio fra biglietto verde e yen si apprezza a 115,7. Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si restringe di 12 punti base a 148 bp, con il rendimento del decennale italiano all’1,6%.
In giornata, il Pil dell’Eurozona ha confermato la crescita dello 0,3% congiunturale e del 4,6% annuo nel quarto trimestre, mentre le vendite al dettaglio in Italia sono diminuite dello 0,5% mensile a gennaio (+4,6% su base annua).
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate rimontano Unicredit (+8,1%), Saipem (+7,7%), Unipol (+7,3%) e Telecom Italia (+7,1%), quest’ultima in attesa di sviluppi sull’offerta di KKR. In rosso invece Diasorin (-3,4%), Nexi (-2,3%) e Stm (-2,3%).
Fonte MarketInsight




