Seduta all’insegna delle vendite per i principali listini asiatici dopo l’intensificarsi delle tensioni tra Occidente e Russia sul fronte ucraino. Situazione che ha portato a un generale ribasso sulle maggiori piazze economiche, spingendo inoltre gli investitori verso “safe assets” come l’oro.
Il Presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto ieri le due repubbliche separatiste dell’Ucraina orientale e successivamente dato l’ordine al Ministero della Difesa di inviare truppe sul suolo per difendere le regioni separatiste. Decisione immediatamente condannata dalle potenze europee e dagli USA, con quest’ultima pronta a introdurre nuove sanzioni.
Hong Kong ha accusato le maggiori vendite, appesantita dalla performance negativa delle aziende tecnologiche. In ribasso Alibaba dopo che le autorità cinesi hanno comunicato alle maggiori aziende e banche statali della nazione di procedere a un nuovo giro di controlli sull’esposizione finanziaria e altri collegamenti con Ant Group.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro scende in area 1,1297 e il dollaro yen a 114,64. Tra le materie prime, corrono le quotazioni del petrolio con il Brent (+2,1%) a 94,91 dollari al barile e il Wti (+3,7%) a 93,52 dollari al barile. Oro in rialzo a 1.914,50 dollari l’oncia (+0,7%).
Tornando ai listini asiatici, vendite in Cina con Shanghai e Shenzhen rispettivamente a -1,1% e -1,3%. Hong Kong più arretrata a -2,8%
In Giappone, Nikkei e Topix in calo rispettivamente dell’1,7% e dell’1,5%.
Ricordiamo infine che ieri Wall Street è stata chiusa per il President’s Day.
Fonte MarketInsight





