Mattinata fiacca per le borse europee, con il Ftse Mib in calo dello 0,5% in area 25.600 punti. Sottotono anche il Dax di Francoforte (-0,3%), il Ftse 100 di Londra (-0,5%) e l’Ibex 35 di Madrid (-0,7%) mentre resiste il Cac 40 di Parigi (+0,1%).
Poco mossi anche i futures su Dow Jones, S&P500 e Nasdaq, in una giornata che potrebbe essere caratterizzata da un aumento della volatilità per via della contemporanea scadenza di future e opzioni su azioni e indici (cosiddette “quattro streghe”).
Gli operatori restano intenti a valutare i messaggi più restrittivi delle attese emersi dal meeting della Federal Reserve. L’attuale guidance prevede due aumenti dei tassi di interesse entro la fine del 2023, ma il Fomc potrebbe intervenire anche prima, laddove le condizioni economiche lo richiedessero.
Inoltre, il presidente Jerome Powell ha confermato la propensione ad avviare le discussioni sul tapering, alimentando il dibattito su quando l’istituto comincerà ad allentare il proprio programma di acquisti mensili di bond.
Sempre in tema banche centrali, la Bank of Japan ha mantenuto inalterata la propria politica monetaria e dichiarato che estenderà di sei mesi la scadenza, precedentemente prevista per settembre, del programma di sostegno per contrastare gli effetti del Covid.
In una giornata scarna di appuntamenti macroeconomici rilevanti, l’euro/dollaro si mantiene in area 1,191 e il cambio fra biglietto verde e yen rimane a 110,2.
Il rafforzamento della valuta americana, innescato dai messaggi della Fed, continua a penalizzare le materie prime, con le quotazioni del greggio in calo per il terzo giorno consecutivo dopo aver toccato i massimi da ottobre 2018. Il Brent cede lo 0,7% a 72,6 dollari e il Wti lo 0,5% a 70,7 dollari.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund resta in area 103 punti base, con il rendimento del decennale italiano allo 0,83%.
Tornando a Piazza Affari, fra le big cap avanzano soprattutto Moncler (+1,3%) e Prysmian (+1,2%), quest’ultima dopo una nuova commessa del valore di 140 milioni assegnata dalla utility turca Teias. In rialzo anche le utilities, tra cui A2A (+1,2%), mentre arretrano Telecom Italia (-1,9%) e i petroliferi Saipem (-1,9%) e Tenaris (-1,8%).
Fonte MarketInsight




