Andamento incerto per le principali borse europee e per Wall Street, dove Dow Jones e S&P500 hanno aperto poco distanti dalla parità e il Nasdaq guadagna lo 0,4%.
A Milano il Ftse Mib è in lieve flessione (-0,2%) in area 25.770 punti, debole come il Dax di Francoforte (-0,5%) e il Ftse 100 di Londra (-0,3%), mentre resistono il Cac 40 di Parigi (+0,15%) e l’Ibex 35 di Madrid (+0,2%).
L’azionario globale si mantiene comunque in prossimità dei massimi storici, in cerca di nuove indicazioni operative. Focus in particolare sui dati di domani relativi all’inflazione statunitense, in vista della riunione della Fed di settimana prossima. Una lettura superiore alle attese alimenterebbe le ipotesi di crescenti pressioni inflazionistiche, che potrebbero spingere la banca centrale ad anticipare le discussioni su un’eventuale riduzione degli stimoli.
Il tutto, nonostante le continue rassicurazioni sulla natura transitoria dell’aumento dei prezzi, che hanno agevolato una discesa dei rendimenti obbligazionari, con il tasso sul T-Bond sotto l’1,5%.
In calendario domani anche la riunione della Banca centrale europea, che dovrebbe confermare l’attuale politica monetaria e alzare le previsioni di crescita del Pil della zona euro (a marzo indicata al 4% nel 2021 e al 4,1% nel 2022).
Sul Forex, l’euro/dollaro risale a 1,221 mentre il cambio tra biglietto verde e yen si indebolisce a 109,3.
Tra le materie prime, avanzano leggermente le quotazioni del greggio con il Brent (+0,5%) a 72,6 dollari e il Wti (+0,4%) a 70,3 dollari, in attesa dei dati dell’Energy Information Administration sulle scorte statunitensi.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund riparte in area 107 punti base con il rendimento del decennale italiano allo 0,81%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate gli acquisti premiano soprattutto Nexi (+2,7%) e A2A (+1,6%) mentre scivolano in coda al Ftse Mib Ferrari (-1,4%), Moncler (-1,5%) e Buzzi (-1,9%).
Fonte MarketInsight




