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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Vaccinazioni: Ascheri scrive al difensore civico

Mario Ascheri

SIENA. Di seguito la lettera inviata al difensore civico da Mario Ascheri.

“Caro Difensore Civico,
mi consenta di segnalarLe la grave disfunzione attualmente a carico della Regione Toscana, che non ha rispettato elementari doveri di priorità nel garantire il diritto alla salute dei suoi cittadini.
Purtroppo sono state vaccinate ‘categorie’, anziché ‘privilegiare’ nelle priorità in carenza di vaccini gli ultraottantenni e i soggetti fragili.
Entrambe le categorie, come è accertato dalle statistiche ufficiali, portano una pesante percentuale dei deceduti e indubbiamente tardare la loro vaccinazione – come ha colpevolmente fatto la Regione Toscana, peraltro gettando grave discredito su una terra che vanta grande civiltà (non evochiamo il centeneairo dantesco per misericordia…) – equivale a ‘favorire’ purtroppo la loro mortalità.
In particolare ci sono sembrate gravi 1) le informazioni parziali del sito ma anche 2) le ripetute assicurazioni del presidente e dell’assessore risultate poi del tutto infondate, 3) la mancanza di un telefono cui le persone non esperte di computer potessero rivolgersi, 4) l’incapacità di selezionare i fragili, risultanti da documenti ufficiali acquisiti dall’Amministrazione sanitaria.
Ne è risultato uno spiacevole e incredibile malgoverno. Capisco che Lei non potrà surrogare tanta inefficienza, ma sarebbe assai utile per il prestigio del suo ufficio che si levasse una voce indipendente non condizionata dalla volontà politica della Regione.
Sia l’Europa che il nostro Paese attraversano un brutto periodo, ma la Toscana sta conseguendo un successo in negativo davvero incredibile.
Speriamo che l’accesso che Lei ha agli atti e la capacità di persuasione possano portare qualche sollievo alla grave violazione del diritto alla salute dei più deboli in Toscana. Ad esempio, chiarendo quali sono le classi di età coinvolte dalle morti fin qui sopravvenute, dato sempre tenuto ‘discretamente’ in ombra. Non è questione di privacy, perché non si vogliono nomi, ma solo nudi numeri per età.
Si vorrebbe poi che presidente e assessore facessero solo dichiarazioni conformi ai dati reali e non a mere speranze.
Grato per l’attenzione,
Mario Ascheri, Siena”

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