Partenza positiva a Wall Street, dopo i dati sulle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione e con l’attenzione degli operatori sempre rivolta ai progressi nelle campagne di vaccinazioni.
Dopo pochi minuti di scambi, il Nasdaq guadagna lo 0,5%, lo S&P 500 lo 0,3% e il Dow Jones lo 0,2%.
Negli Stati Uniti, gli investitori monitorano i passi avanti del presidente americano Joe Biden per ottenere l’approvazione del Congresso Usa al suo piano di aiuti da 1.900 miliardi di dollari.
Un pacchetto di stimoli che alimenta le speranze di una ripresa dell’economia, come dimostrato anche dal progressivo irripidimento della curva dei Treasury, indicatore delle aspettative di crescita.
Il tasso sul decennale americano sale di circa 1 punto base all’1,15% e quello sul biennale si mantiene allo 0,11%, mentre il gap tra il rendimento del titolo a cinque anni e quello a trent’anni è salito ieri sui massimi dal 2016.
Sul fronte macro, le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 779 mila unità, inferiori rispetto alle 830 mila stimate dal consensus e alle 812 mila della settimana precedente (riviste da 847 mila).
I dati Adp diffusi ieri, invece, hanno mostrato che il settore privato Usa ha creato più impieghi del previsto a gennaio mentre il dato di dicembre è stato rivisto al rialzo, in attesa dell’uscita domani del primo Job Report ufficiale del 2021.
Intanto sul Forex il biglietto verde si rafforza nei confronti delle altre valute, con il cambio euro/dollaro scivolato sotto quota 1,20 per la prima volta da inizio dicembre e il dollaro/yen in rialzo a 105,3.
Recupera terreno anche la sterlina a 1,367 sul dollaro, con un picco intraday in area 1,37 dopo che la BoE ha lasciato invariati i tassi di interesse ma dichiarato di attendersi un significativo aumento dell’inflazione.
Tra le materie prime, infine, prosegue il rialzo delle quotazioni del greggio con il Brent (+0,1%) a 58,7 dollari e il Wti (+0,6%) a 56 dollari, con i produttori dell’Opec+ che restano fedeli alla politica di riduzione dell’output e in scia al calo delle scorte Usa evidenziato ieri dai dati Eia.
Fonte MarketInsight




