Wall Street prosegue la fase di deciso rimbalzo avviata già da lunedì e si riavvicina ai massimi storici, malgrado il continuo rafforzamento del biglietto verde che ieri è salito fino a 1,2010 nei confronti dell’euro.
Dow Jones e Nasdaq avanzano del 1,6%, S&P500 del 1,4% e Russell 2000 del 1,2%. Sprofonda il VIX che cede quindici punti percentuali scendendo a 25,5.
Il mercato azionario domestico sembra avere già dimenticato i timori dello “short seller” che avevano messo in difficoltà alcuni hedge fund la scorsa settimana. Ieri, GameStop, l’icona di questa ideale battaglia tra piccoli risparmiatori e mani forti, ha ceduto il 60% tornando sotto i $100.
In after hours, brillano sia Amazon che Google che riportano ancora trimestrali stellari. Il leader mondiale delle vendite ecommerce registra il suo miglior fatturato di sempre, salendo per la prima volta oltre i 100 miliardi di vendite in un trimestre. A sorpresa, però, il fondatore Jeff Besos ha lasciato il suo incarico diventando presidente esecutivo.
Anche Google stupisce ed il titolo guadagna nella seduta serale oltre il sei per percento superando i 2.000 dollari, nuovo massimo storico.
Seduta da dimenticare, invece, per l’argento (-9%) che cancella tutto il progresso di inizio settimana. Il metallo prezioso meno nobile non trascina con sé anche l’oro che cede solamente poco più di un punto percentuale.
Non si ferma, invece, l’ascesa del petrolio ormai in denaro da diversi mesi. L’oro nero (+2%) chiude sotto la soglia dei 55 dollari al barile, superata comunque intraday.
Sul mercato obbligazionario il rendimento del Tbond si affaccia oltre la soglia psicologica del 1,10%, ancora inviolata da mesi, terminando in rialzo di tre punti base al 1,11%.
Fonte MarketInsight





