I conti non sono mai quelli giusti. Qualcuno si ripassi l'aritmetica
di Red
SIENA. L’altroieri (12 gennaio) era arrivato il colpo a salve del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: “Oggi, con il beneficio della retrospettiva storica, i costi economici e sociali di fenomeni di instabilità finanziaria sistemica sono divenuti a tutti evidenti e portano a considerare sotto una luce diversa l’opportunità di interventi pubblici non solo per le banche illiquide ma solvibili, ma anche nei casi potenzialmente in grado di pregiudicare il funzionamento del sistema finanziario nel suo complesso”. Un modo per scansare le critiche al proprio operato, in tutti questi anni, di non-vigilanza sulle banche che ha provocato non i “casi isolati”, come amano definirli i nostri potenti governanti, ma una epidemia di sistema nel mondo bancario italiano: Banca Marche, Banca Etruria, Cassa di Ferrara, Carichieti, Monte dei Paschi, Veneto Banca, Popolare di Vicenza, Carige.
Excusatio non petita dopo la quale ci attendevamo poi arrivare il colpo, che puntualmente è stato esploso dalla BCE, mandando in giro una bozza degli Sprep 2019 relativa all’istituto senese che mette in apprensione anche gli altri titoli del comparto bancario. Quello che ci vogliono far sapere è che sono in arrivo tempi duri per il sistema bancario, che il risanamento di MPS è lungi dall’essere raggiunto, e che i conti che avevano fatto in passato erano sbagliati ma per difetto di prudenza, ovvero sottostimati.
Qualcuno potrebbe coltivare l’opinione che lo siano stati per meri fini politici e per allontanare le responsabilità morali e materiali di attori che – a cominciare da Mario Draghi che scade a fine 2019 da presidente BCE – sono ancora attivi e a piede libero. Qualcuno potrebbe coltivare, per l’inverso, l’opinione su mariuoli che abbiano saputo fare fessi gli organi di vigilanza, ma non si capisce perché i loro processi si stiano decisamente incardinando verso la prescrizione senza, qui per davvero, che l’opinione pubblica ne venga informata.
Alle 13:28 di oggi 14 gennaio alla Borsa Italiana di Milano cade del 9% il titolo Monte dei Paschi – a suo tempo avevamo fatto notare che non era una grande idea riammettere il titolo nelle trattative di borsa, non è stato altro che un bagno di sangue per fare un piacere alla speculazione -. Serviva solo a far credere che l’iniezione dei (pochi) miliardi investiti fosse sufficiente a rimettere in piedi Rocca Salimbeni. Invece il documento BCE ci dice che non era vero nulla e che la stessa Banca Centrale Europea non aveva saputo far di conto con le passività dell’istituto di credito. Sempre che una nuova stirpe di mariuoli non sia arrivata a Siena per creare nuovi NPL che prima non c’erano – cosa che sarebbe gravissima perché siamo certi di chi ce l’ha mandata. State in campana, ne vedremo delle belle.