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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Chiusdino, conferenza sugli scavi nel castello di Miranduolo

CHIUSDINO. Otto anni di scavi archeologici nel Castello di Miranduolo nel cuore del Comune di Chiusdino. E’ questo il tema al centro della conferenza, organizzata dall’amministrazione comunale, dalla Pro Loco e dalla biblioteca comunale, che si terrà sabato (5 settembre), alle ore 17 presso l’auditorium del polo culturale di Chiusdino. Marco Valenti e Alessandra Nardini del dipartimento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Siena racconteranno i passaggi più importanti del progetto di scavo archeologico di Miranduolo, iniziati nel 2001. Interverranno all’iniziativa il sindaco di Chiusdino, Ivano Minocci; i responsabili degli enti organizzatori e gli studenti che hanno partecipato agli scavi.

“Il lavoro – ha detto il sindaco di Chiusdino, Ivano Minocci – che ha portato alla luce il Castello è stato molto accurato e minuzioso e questo grazie alla professionalità e all’impegno della nostra Università. Grazie al professor Valenti, alla dottoressa Nardini, ai collaboratori, agli studenti e all’amministrazione uscente è venuto alla luce un ulteriore gioiello storico del nostro territorio che conferma l’importanza economica della nostra Valle e che vogliamo rendere fruibile ai nostri visitatori. Come amministratori – ha concluso Minocci – ci impegniamo a sostenere il completamento dei lavori a Miranduolo e l’inizio di quelli che riporteranno alla luce l’Abbazia di Serena”.

Il progetto Miranduolo è nato alla fine degli anni ‘90 quando, con la redazione della Carta Archeologica della Provincia di Siena, fu sottoposto a ricognizione il territorio comunale di Chiusdino. Il censimento della risorsa archeologica aveva infatti portato all’individuazione di alcuni contesti medievali molto importanti come i castelli di Serena e di Miranduolo. Nel 2001 hanno preso avvio gli scavi su Miranduolo che interessano oltre il 50% della collina e che dimostrano come l’insediamento abbia avuto inizio almeno quattro secoli prima dell’attestazione archivistica originaria dell'anno 1004, rientrando a pieno titolo nella modellizzazione elaborata per la Toscana che vede i castelli rappresentare siti di successo, impiantati su nuclei di popolamento già ampiamente consolidati dall’alto Medioevo e in particolare diventare aziende curtensi nell’età carolingia.

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