Un coro di richieste per la lista dei beneficiari di crediti rimasti insoluti
di Red
SIENA. La settimana scorsa l’economista Luigi Zingales ha chiesto, sulle pagine del Fatto Quotidiano, le dimissioni di Marco Morelli (“per stile, come minimo dovrebbe farlo”) e “un’indagine interna” da parte dello Stato azionista di MPS “da rendere pubblica”. Parole forti, che non hanno aperto alcuna discussione in città, sulla stampa locale, nemmeno su quella nazionale. Abbiamo cercato un presidente di quartiere o il consigliere regionale di una associazione politica, un fine giornalista in simil-Report ma niente, come se l’aver perso 14 miliardi di depositi in pochi mesi ed aver costretto Rocca Salimbeni a subìre l’assalto dei correntisti e dei risparmiatori – nonostante l’impegno dei propri dipendenti – per portare via i soldi dai conti correnti non sia una colpa sufficientemente grave per togliere il disturbo. Altro che responsabilità! A queste condizioni qualunque incapace può fare l’amministratore della banca ed infatti è quello che è ripetutamente successo.
Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, in un’intervista a il Mattino, ha dichiarato, a titolo personale ma riservandosi di riparlarne dopo la riunione dell’Abi, che “Se le banche vengono salvate con i soldi pubblici è eticamente giusto che si conoscano i nomi dei principali debitori”. Patuelli si è iscritto di fatto al nostro movimento di opinione e chissà se la cosa monterà oltre la giornalata su cui si sono gettati tutti. Belli i tempi di un Fortebraccio o di un Enzo Biagi che sapevano costringere i corifei dei grandi giornali a cavalcare l’indignazione popolare! Patuelli vuole il nome dei primi 100 debitori che, come è risaputo, costituiscono la stragrande maggioranza dei soldi incagliati e/o perduti. Sarebbe nobile, l’intento del presidente Abi, se non fosse tardivo, buono più per fare bella figura personale con poco. Uno degli ultimi presidenti di banca a finire sotto inchiesta, Gianni Zonin della Popolare di Vicenza, ha ceduto, sembra via donazione, tutto ai figli nel corso del 2016 e quindi non si vedrà aggredito il patrimonio da nessuna azione legale. Se c’è riuscito lui (l’ultimo a essere finito nel calderone dei fallimenti bancari), figuriamoci cosa potranno fare a chi si preparava fin dal 2008 a essere investito dall’eventuale azione risarcitoria sul Monte dei Paschi. Sono Renzi e Letta e altri prima di loro ad aver fatto trascorrere il tempo inutilmente, e poi sarà come dice la massima napoletana “Chi ha avuto, ha avuto…”
Il fatto è che, al di sopra di un certo livello, sono tutti responsabili. E così rimpallandosi la colpa, lasciano passare il tempo senza fare nulla – come il fondo sovrano del Qatar insegna – sperando che la banca tra correntisti che scappano, tagli del personale, prescrizioni della BCE, diventi una scatola vuota in cui nessuno troverà un guadagno a guardarci dentro. Così saranno tutti impuniti. Per questo non volevano la nazionalizzazione, che avrebbe implicato l’arrivo rapido di qualcuno che avrebbe avuto interesse ad aprire i sepolcri imbiancati. A cui chiedere soldi… invece hanno usato tanti peones sprovveduti per raccontare alla gente un sacco di bugie ed arrivare a oggi nella stessa situazione del 2011, ma con il tempo di nascondere le carte e volare verso la prescrizione.