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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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PC Chianciano: “Le Terme non sono un parco di divertimento”

Intervento della sezione Gagarin sulla dismissione delle terme da parte della Regione

CHIANCIANO TERME. Le ragioni per le quali oggi inducono la Corte dei Conti a sollecitare la dismissione della Regione dalla partecipazione alla proprietà delle Terme, risiedono nella politica sbagliata degli ultimi 30 anni. Il governo prima, le regioni, le provincie ed i comuni poi, hanno perseguito una politica di svuotamento del contesto medico-scientifico che caratterizzava il termalismo e le città termali italiane.

Le maggioranze di centro-destra e di centro-sinistra che si sono succedute alla guida delle istituzioni hanno sempre avallato le politiche neoliberiste delle privatizzazioni e del mercato farmaceutico, mettendo città di provata storia termale come Montecatini, Chianciano, Salsomaggiore, Fiuggi, etc… allo stesso livello di alberghi termali o centri benessere, dimenticando che si trattava di stazioni di cura con migliaia di occupati e territori interi che fungevano di indotto socio-economico. Fra questi c’era chi lo faceva con un preciso obiettivo strategico e chi ingenuamente si adagiava al plagio di venditori di fumo. Entrambi responsabili di avere avallato il disegno maldestro della ricerca scientifica e della sanità italiana; basta guardare l’entità dei finanziamenti. Alberghi termali con indotto massimo di 2000 presenze annui hanno ricevuto finanziamenti pubblici pari a città termali con indotto minimo di 700.000 presenze.

A Chianciano, il paventato centro di ricerca sulle malattie del fegato, conseguenza della Legge 323 del 2000 sul riordino del sistema termale è diventato miraggio e speranza senza fine. La crisi economica e la presunzione della Classe politica dominante, sia essa di centro-destra che di centro-sinistra, hanno accelerato la trasformazione delle Terme in Parco divertimenti. Il centro di ricerca è diventato uno studio medico diagnostico simile a quello dismesso anni fa dalla Direzione Sanitaria ed una città termale svuotata di significato e di migliaia di posti di lavoro. Nel contempo la regione e gli Enti locali, sotto l’ombrello delle Direttive europee, hanno continuato a far spargere fanghi e fertilizzanti chimici sul terreno delle falde, hanno tollerato e prodotto piani strutturali, urbanistici e di sviluppo del territorio volti invece che alla tutela del bacino, alla crescita delle tasche dei proprietari.

Le Terme si sono trovate sole a fronteggiare le leggi del mercato e si sono trasformate in parco divertimento o poco più. Il termalismo ha perso la sua specificità ed è finito nel calderone del turismo regionale, rafforzando solo segmenti di mercato volti sopratutto al mantenimento in vita delle aziende più che al rilancio strategico del settore. I Centri benessere ed il divertimento invece di essere un valore aggiunto hanno sostituito il potenziale curativo e l’interesse scientifico-sanitario. Le aziende con la complicità della Regione e della politica locale hanno spacchettato il prodotto fino al punto che l’uscita del pubblico avvenisse automaticamente ed oggi la Regione può dire con estrema facilità “siamo costretti a lasciare”. Troppo comodo! Siamo alle solite, quando le istituzioni pubbliche si vendono alla finanza ed ai padroni e poi vengono schiacciate dal mercato, si ritirano sperando che arrivino i salvatori da chissà dove.

Sappiamo bene, che non sarà così e che alla fine pagheranno sempre gli stessi, per questo diciamo basta e sollecitiamo la mobilitazione di tutti i lavoratori ed i cittadini per impedire la definitiva scomparsa della risorsa termale.

Partito Comunista Chianciano Terme – Sezione Jurij Gagarin

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