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Silvano: il Cardinale e i Luoghi della Fede

Un ricordo speciale di un uomo speciale in un momento speciale

di Silvana Biasutti

MONTALCINO. Posso usarlo, senza timore, l’aggettivo speciale. L’occasione, i personaggi, il progetto, la città e la regione me lo permettono. “I Luoghi della Fede in Toscana”, progetto regionale ineguagliato, offerto a un pubblico colto, talvolta frugale (in quegli anni, per scelta), assetato di bellezza e conoscenza; la Toscana e, in Toscana, Firenze (città che si rischia di non riconoscere, sopraffatti da arte e, ahimè!, turisti); poi il mio editore – Leonardo Mondadori – che accompagnavo per due appuntamenti che mi tornano in mente uno nell’altro – quello con Timothy Verdon che poi, a sua volta, ci portava, attraversando la piazza, da Lui, Silvano Piovanelli – penombra e silenzio prevalgono sulle parole – e io ricordo bene il senso di attesa di Leonardo che si manifestava in un accavallarsi di parole impazienti.

E nel ricordo si affacciava il pensiero di un mio primo incontro con un altro Cardinale, uno delle mie parti – l’Arcivescovo Montini – quando (ero appena dodicenne) venne in visita al convento delle suore Orsoline (via Lanzone 53, “ai nostri piani il sole c’è”, proprio di fronte a Sant’Ambrogio) e gli avevo baciato l’anello vestendo la divisa da liceale.

Ma padre Verdon, con il suo tratto dinamico, sottrae all’occasione tutto ciò che può appesantirla di retorica, anche nel ricordo di stamane.

Resta nella mia mente la commozione autentica dell’Editore, nonostante la mia reticenza di non credente riluttante.

Ma il progetto di cui si parlerà è bellissimo e felicissimo: infatti nel 1997 verrà realizzato; le insegne (con spiega bilingue) saranno posizionate accanto ai luoghi della fede – in tutta la Toscana – la collana di libri – 24 volumi scritti con ineguagliabile competenza da un comitato di altissimo livello – verrà edita, stampata e presentata al Four Seasons, a Milano.

Il progetto era bellissimo e all’Editore non pareva vero di poter raccontare al Cardinale Arcivescovo che la più grande casa editrice italiana sarebbe diventata un’alleata potente della Regione simbolo del Grand Tour e che avrebbe varato quello che a tutti in casa editrice – con l’eccezione di un AD scettico e bastian contrario – pareva uno strumento per coniugare arte, fede, paesaggio e … turismo di contenuti, turismo di conoscenza.

Il progetto era bellissimo e quando, stamattina, ho appreso, con sincera tristezza, la dipartita di Silvano Piovanelli, sono corsa a strofinare i volumi, custoditi insieme al ricordo di quel giorno speciale, che raccontavano I Luoghi della Fede in Toscana.

Il progetto era, e sarebbe sempre, bellissimo, infatti è stato abbandonato a sé stesso; i cartelli, con le informazioni in due lingue, fuori dalle chiese si accartocciano e sono segnati dal tempo e dai temporali: le loro condizioni parlano male di noi al turista, colto o incolto che sia.

Caro Arcivescovo Silvano, ora che ha raggiunto il mio Editore, provi a parlargliene e – con mezzi soprannaturali – cerchi – cercate! – dal Luogo della Fede in cui siete trapassati, di ispirare un po’ di buonsenso a noi che siamo, per ora, rimasti in Toscana.

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