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Pagliarese: il ritorno di un grande vino

di Andrea Pagliantini

CHIANTI. La terra è la stessa, ma non ci sono più le viti anziane allevate a capo e razzolo, mescolate fra loro nella formula ricasoliana, sostituite da nuovi cloni di sangiovese portati a fare strutturalmente meno uva, come non c’è più il clima da cui sono uscite tutta una serie di annate, tutta una serie di grandissime bottiglie di Pagliarese.
Un nome storico che scalda il cuore a chi sa di vino, non più in uso da oltre venti anni, cioè da quando Felsina rilevò vigne, cantina, marchi di questa pregevole storia.
L’uva di Pagliarese finiva nell’ottimo Chianti Classico di Felsina, con l’intenzione, un domani, di rispolverare le vecchie etichette, il vecchio marchio, il fascino che quel vino e quel nome destavano.
Con l’annata 2015, dopo varie prove di vinificazione per capire meglio cosa potevano dare i nuovi impianti, torna nelle bottiglie la prima annata di Pagliarese nell’era moderna, con la stessa etichetta di allora e, cosa più difficile e complessa, con la stessa piacevolezza di beva tipica di quella terra che la presenza di Felsina ha affinato e non stravolto.
Questo 2015 è un taglio di 90% sangiovese, 5% canaiolo, 5% mammolo, che avvolge naso e palato di fragranze fruttate, buccia d’arancia e viola, sorretto da una viva spina acida che piacerebbe sicuramente anche a un palato fino come Giulio Gambelli.
E’ chiaro e certo che queste prime 30.000 bottiglie prenderanno il volo celermente dai magazzini della cantina.
Il Pagliarese Chianti Classico 2015 sarà presentato all’Anteprima Chianti Classico alla Stazione Leopolda di Firenze e al prossimo Vinitaly.