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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Donna chiama Donna: "Sottolineare che era una prostituta era necessario?"

L'associazione ritorna sull'assassinio della giovane in via di Vallerozzi

SIENA. Nel mese dedicato alle donne,  l’Associazione Donna chiama Donna, dopo lo sconvolgente fatto di sangue della scorsa settimana in Via Vallerozzi dove è stata uccisa una giovane donna sudamericana, interviene ribadendo, con un documento relativo al modo in cui la notizia è stata trattata nella stampa locale, l’atteggiamento contraddittorio dei maggiori quotidiani locali.

“Carissime. Pochi giorni fa a Siena è stata uccisa una giovane donna. Siena è sempre stata una città fin troppo tranquilla, e in questo momento in cui tutte le certezze sembrano cadere (MPS, università, ospedale, Novartis, comune..) un crimine così grave fa mancare la terra sotto i piedi.

Entrambi i giornali cittadini hanno dato la notizia con grande risalto. La Nazione ha scritto nella civetta che è stata uccisa una donna. Il Corriere di Siena ha scritto: PROSTITUTA UCCISA. Era proprio necessario scrivere che era una prostituta?”

 

“L’hanno ammazzata. Non merita un po’ di rispetto anche lei? – prosegue la lettera arrivata alla nostra redazione – In ogni articolo e titolo il Corriere ribadisce che era una prostituta. Ieri la civetta recitava : ‘la madre disperata ‘Non conoscevo la sua doppia vita ‘ ‘. Come se la madre fosse disperata perché aveva una ‘doppia vita’, non perché l’hanno ammazzata.  Ogni volta che qualcuno muore i giornali fanno a gara per cantarne gli elogi: di Lucelly Molina Camargo hanno detto solo che era una puttana. 
Aveva 32 anni, aveva un bambino, era arrivata in Italia da 10 giorni, ma questo non interessa a nessuno. Soprattutto era una prostituta. Era proprio necessario ? Perché?Di certo non era un grande scoop giornalistico (lo ha scritto anche La Nazione, con un po’ più di pudore).Forse per alcuni giornalisti è meno grave ammazzare una prostituta? E’ più accettabile? Chi si prostituisce non si deve preoccupare?
Crediamo che anche questa povera donna abbia diritto a un po’ più di rispetto e di “simpatia”. La nostra associazione esprime il disagio e lo sdegno per come è stata trattata questa tragedia e chiede rispetto per tutte le donne uccise al di là della nazionalità, religione e categoria sociale di appartenenza.

 

Ass.ne DONNA CHIAMA DONNA

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