Visite alle cantine di design con particolare attenzione all'eco-sostenibilità
TOSCANA. Torna “Architetto in cantina”, l’evento collettivo e diffuso che lega paesaggio, arte e cultura enologica. A condurre le visite guidate delle cantine di design saranno gli architetti, in alcuni casi proprio coloro che hanno firmato i progetti.
Degustare i vini là dove sono prodotti non solo è un’esperienza unica, ma arricchisce la conoscenza del territorio e, in questo caso, il senso del bello. Gli antichi Greci ricorrevano al concetto di “kalokagathia” per sostenere la complementarità tra “bello” e “buono” che, nel caso di Toscana Wine Architecture, sono strettamente interconnessi, legati a doppio nodo da un filo verde: quello della sostenibilità.
Veri e propri templi del vino, progettati dai grandi maestri dell’architettura contemporanea tra cui Mario Botta, Renzo Piano e Tobia Scarpa, oltre a essere perfettamente integrati con il paesaggio circostante, ne diventano un elemento imprescindibile di tutela nel momento in cui limitano al massimo il proprio impatto sull’ambiente.
Un percorso tra i luoghi e i territori storici di produzione, in una delle regioni più vocate alla viticoltura, dedicato in maniera più mirata alla struttura e alle scelte architettoniche. Ogni cantina declina il percorso in maniera personalizzata e secondo il proprio stile: elementi comuni e costanti sono la visita guidata a cura di un architetto, la presentazione della rete di Toscana Wine Architecture, la degustazione dei vini e una particolare attenzione nel descrivere le pratiche “green” adottate in azienda che, oltre che sull’ambiente, grazie al basso impatto ambientale e al risparmio energetico; si riflettono anche nel calice, favorendo la massima espressione del carattere del territorio. Dalla vinificazione ‘per gravità’ che asseconda il movimento naturale della produzione, riducendo il consumo di energia e di pressione e una lavorazione delle uve meno traumatica, che preserva l’equilibro del vino e l’estrazione di tannini; al mantenimento della temperatura ideale per l’affinamento in modo completamente naturale, sfruttando la termoregolazione delle rocce presenti nel sottosuolo o dell’acqua sorgiva, dall’utilizzo di materiali naturali, al recupero delle acque piovane, dall’utilizzo di energie rinnovabili ai giardini verticali, arricchimento estetico ebeneficio energetico: l’eco-sostenibilità si riflette su ogni passaggio produttivo del nettare di bacco. Vigneto, territorio e cantina si integrano e si evolvono in simbiosi con la natura quasi fossero una suggestiva installazione di land art.
Dietro ogni scelta architettonica è sottesa non soltanto un’attenzione estetica, ma una scelta etica legata al rispetto dell’ambiente e dell’uomo che ci lavora. Anche il vino non è frutto solo della terra e della sapienza dell’uomo, ma anche della cultura che lo ha prodotto. Per questo l’ambiente, inteso nel senso più ampio del termine, è così importante.