"Indebolisce un presidio nella tutela dei diritti dei lavoratori"
SIENA. Da Cgil Siena roceviamo e pubblichiamo.
“Esprimiamo forte preoccupazione rispetto all’ipotesi di abolire la figura della Consigliera di Parità. Non si tratta semplicemente di eliminare un incarico istituzionale, ma di indebolire un presidio nella tutela dei diritti dei lavoratori contro le discriminazioni nel mondo del lavoro.
La Consigliera di Parità svolge da anni un ruolo fondamentale nel promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne nei luoghi di lavoro. È una figura di garanzia che interviene nei casi di discriminazione di genere, sostiene le vittime, promuove azioni legali quando necessario e collabora con istituzioni, imprese e sindacati per costruire ambienti lavorativi più equi e inclusivi. In un contesto in cui il divario salariale, le difficoltà di accesso al lavoro e la penalizzazione delle carriere femminili sono ancora realtà concrete, indebolire questi strumenti significa fare un passo indietro.
La Consigliera di Parità rappresenta spesso il primo punto di riferimento per chi subisce discriminazioni legate alla maternità, al genere o alla conciliazione tra lavoro e vita familiare. Senza questo presidio istituzionale, molte situazioni rischierebbero di rimanere invisibili e irrisolte.
Non va dimenticato, inoltre, che la presenza della Consigliera di Parità non ha solo una funzione di intervento nei casi critici, ma anche un importante ruolo culturale e preventivo. Attraverso attività di monitoraggio, formazione e sensibilizzazione, contribuisce a diffondere una cultura del rispetto e delle pari opportunità, elemento indispensabile per lo sviluppo di una società moderna e democratica.
Eliminare questa figura, dunque, non rappresenterebbe una semplificazione amministrativa, ma un arretramento sul piano dei diritti. In un Paese che ancora fatica a raggiungere una reale parità di genere nel lavoro, la risposta non può essere quella di smantellare gli strumenti di tutela, ma semmai di rafforzarli.
Per questo l’abolizione della Consigliera di Parità sarebbe una scelta inaccettabile: significherebbe ridurre la capacità delle istituzioni di contrastare le discriminazioni e mandare un messaggio sbagliato a chi ogni giorno si batte per un lavoro più giusto e dignitoso per tutt”i.




