SOVICILLE. Da AUSA, Associazione per un uso Sociale di Ampugnano, riceviamo e pubblichiamo.
“Già dal resoconto dell’ audizione del 9 Aprile delle commissioni Ambiente e Sviluppo economico in seduta congiunta, dove sono stati sentiti il sindaco di Sovicille e il comitato “AmpugnaNO”, contrario al progetto di Enac, era emersa con chiarezza la posizione di Fratelli d’Italia per bocca del vicepresidente della quarta commissione Claudio Gemelli. Infatti, Gemelli ha osservato tra l’altro: “che questi investimenti sull’aeroporto debbano essere visti come risorse non assegnabili ad altre infrastrutture territoriali, perché finalizzate all’aeroportualità, nella logica di collegare città di piccole e medie dimensioni con aeroporti lontani dai grandi circuiti. Queste risorse – ha aggiunto Gemelli – non potrebbero essere investite altrimenti su questo territorio e potrebbero invece andare a sostenerne altri. L’aeroporto non viene ampliato, ci sarebbe un utilizzo di massimo 8 aerei piccoli giornalieri, sarebbe miope perdere questa occasione”.
Sulla stessa linea Fratelli d’Italia di Siena che hanno sentito il bisogno di intervenire sul tema Ampugnano dopo un silenzio di mesi per commentare quanto emerso in commissione regionale.
Per Fratelli d’Italia dunque ciò che conta non è la valutazione sulla bontà e fattibilità del progetto di ENAC che non è dato conoscere, perché, a quanto pare, per ora è solo nella mente del neo confermato presidente Di Palma. Per loro, è sufficiente che per Ampugnano siano stati annunciati 4 voli giornalieri di aerotaxi da e per Roma Urbe, assieme ad un investimento di 34 milioni di euro e 300 milioni per tutti gli aeroporti gestiti da ENAC Servizi, per giungere alla conclusione che l’opinione del sindaco di Sovicille e della sua popolazione, contraria alla “valorizzazione” di Ampugnano, non hanno alcun valore.
Ancora un volta continuano a raccontare il ritornello che gli investimenti di ENAC sul nostro territorio non possono essere dirottati sulle strade e ferrovie, di cui Siena avrebbe effettivamente bisogno, e senza porsi il problema che comunque sono soldi pubblici,che non meritano di essere sperperati. Perché, prima di sposare i propositi di ENAC di portare avanti il fantomatico progetto della così detta Regional Air Mobility, che non riguarda solo Ampugnano, ma anche tutti gli aeroporti affidati ad Enac Servizi, non si domandano se quel progetto sia fattibile anche dal punto di vista economico? Perché loro, che si professano paladini della legalità non si domandano come mai ENAC, i cui compiti sono quelli di vigilanza e controllo, vuole gestire questi aeroporti in dispregio al suo stesso Statuto? Perché, non potendo gestire direttamente questi aeroporti, ENAC lo fa attraverso la propria società in-house Enac Servizi con un conflitto di interessi messo in luce anche nelle interrogazioni parlamentari dell’On. Franceschelli e dell’On Zaratti?
Perché, invece di negare che si tratterebbe di un aeroporto per pochi privilegiati, rispondono che non lo sarà perché il costo dei biglietti sarebbe alla portata di tutti (150 € andata e ritorno per Roma)?
Perché non si domandano come sia possibile che i voli possano costare così poco?
La risposta è molto semplice: ENAC, per abbassare i costi dei biglietti, conta anche sull’intervento finanziario della Regione, quindi dei contribuenti, ed ha inoltre stabilito che gli aerotaxi non dovranno pagare la tassa cosiddetta ambientale, che prevede un costo di 100 € a persona a tratta. Per fare questo gli aerotaxi saranno considerati come voli di linea, soggetti a tutt’altra tassazione.
In buona sostanza ENAC pur di raggiungere i suoi scopi è capace di tutto: gli aeroporti di Aviazione Generale potranno, a sua discrezione, fare anche voli di linea.
Noi sapevamo, forse sbagliando, che gli aerotaxi si chiamano così perché effettuano voli a domanda e non schedulati e viceversa quando un aeroporto effettua voli di linea o charter viene classificato come aeroporto commerciale, soggetto a tutt’altre norme cui devono sottostare i gestori. Ad ENAC sono evidentemente abituati a fare di disfare a proprio uso e consumo nel silenzio più assoluto di chi dovrebbe vigilare sui suoi comportamenti”.




