Mille punti non sono soltanto una cifra. Sono la somma di partite, allenamenti, sacrifici, vittorie e momenti condivisi
CHIUSI. Il lungo argentino celebra il prestigioso traguardo raggiunto con la maglia della San Giobbe: «Ho giocato in oltre venti squadre, ma questa è la prima volta che rimango per tre stagioni consecutive. È un motivo di grande orgoglio». Tra ricordi, lavoro quotidiano e spirito di gruppo, il racconto di un giocatore diventato un punto di riferimento per i Bulls.
Mille punti non sono soltanto una cifra. Sono la somma di partite, allenamenti, sacrifici, vittorie e momenti condivisi. Per Lisandro Rasio, il traguardo raggiunto con la maglia dell’Umana San Giobbe Basket ha un significato che va ben oltre il dato statistico. Racconta un percorso sportivo, ma soprattutto un legame costruito nel tempo con una società, una città e un gruppo di persone che, stagione dopo stagione, sono diventati parte importante della sua carriera.
Il lungo argentino, premiato al PalaPania in occasione della vittoria contro Lucca, ha raccontato le emozioni legate ai 1.000 punti in biancorosso, ripercorrendo alcuni dei momenti più significativi della sua esperienza con la San Giobbe.
«Per me è un grandissimo orgoglio, soprattutto perché questo traguardo arriva qui. Sono alla mia terza stagione qui e, dopo aver girato tantissimo durante la carriera, è qualcosa di davvero speciale. Ho giocato in più di venti, forse venticinque squadre, ma questa è la prima volta che rimango nello stesso posto per tre stagioni consecutive. Credo che questo dica molto di come mi sento qui».
Una continuità tutt’altro che scontata nel mondo della pallacanestro, dove cambiamenti di squadra, città e abitudini rappresentano spesso una costante nella vita degli atleti. A Chiusi, Rasio ha trovato un ambiente nel quale lavorare con serenità ed esprimersi, dentro e fuori dal campo.
«Qui sto bene, mi sento tranquillo. Posso lavorare e fare le cose che mi piacciono, sia in campo sia fuori. Arrivare a mille punti con questa maglia significa scrivere una parte importante della mia carriera e della mia storia. Per me è davvero una soddisfazione enorme».
Quando gli viene chiesto di scegliere un canestro particolarmente significativo tra i tanti realizzati, Rasio preferisce allargare lo sguardo ai ricordi collettivi. Più che una singola giocata, nella sua memoria rimangono alcune vittorie e l’atmosfera vissuta insieme ai compagni e ai sostenitori.
«Non c’è un canestro preciso al quale penso. Mi vengono in mente piuttosto alcune grandi partite che abbiamo giocato, come le vittorie in casa dello scorso anno contro Caserta e contro la Gema Montecatini. Abbiamo affrontato squadre molto forti e ricordo un pubblico bellissimo, che ci ha dato una grande mano».
Proprio il rapporto con i tifosi rappresenta uno degli aspetti ai quali il giocatore argentino attribuisce maggiore valore. Un legame cresciuto progressivamente, di pari passo con la sua permanenza in biancorosso.
«Poco alla volta i tifosi si sentono sempre più parte di noi e noi ci sentiamo parte di loro. Penso che questa sia una cosa molto bella e che faccia davvero piacere a tutti».
Sul parquet, intanto, Rasio continua a essere uno dei riferimenti della formazione biancorossa. Dopo una stagione passata vissuta da protagonista, anche il nuovo campionato lo ha visto partire con prestazioni di alto livello, confermate dall’ennesima doppia doppia realizzata contro Lucca.
Dietro la continuità del rendimento, però, non ci sono formule segrete. Per l’argentino, il segreto è racchiuso soprattutto nella cura del proprio corpo e nella costanza del lavoro quotidiano.
«Penso che la cosa più importante sia lavorare ed essere sempre pronti. Durante l’estate in Argentina, ho lavorato bene insieme a mio padre e ad alcuni amici. Allenarsi tutti i giorni, rispettare il proprio corpo, riposare e mangiare bene sono tutte cose che, prima o poi, ripagano».
L’esperienza accumulata nel corso della carriera ha cambiato inevitabilmente anche il suo modo di affrontare la preparazione, senza però intaccare la voglia di migliorarsi.
«Ormai sono un giocatore esperto, con una carriera molto lunga alle spalle. Ogni anno costa un pochino più fatica rispetto a prima, ma continuo a lavorare tutti i giorni per arrivare nelle migliori condizioni possibili alle partite. C’è sempre qualcosa che si può fare meglio, qualcosa da migliorare. È questa la mentalità con cui affronto ogni allenamento».
I mille punti sono arrivati all’esordio contro Ravenna. Una partita dal risultato amaro alla quale la squadra ha subito risposto con due successi consecutivi contro Avellino e Lucca. Vittorie che hanno subito dato fiducia al gruppo e che, secondo Rasio, sono anche il risultato di un’intesa costruita lontano dal parquet.
Tra gli episodi raccontati dal lungo argentino c’è una grigliata organizzata insieme ai compagni nella settimana precedente alla partita contro Lucca. Un momento semplice, ma significativo per rafforzare i rapporti all’interno della squadra.
«La settimana scorsa abbiamo organizzato una grigliata tutti insieme. Credo che la cosa importante non fosse tanto mangiare carne, ma trovare una scusa per stare insieme, passare un bel momento e condividere qualcosa fuori dal campo. Sono occasioni importanti per una squadra».
Un aspetto che, nella visione di Rasio, si riflette anche sulla qualità del lavoro e sulle prestazioni durante le partite.
«Penso che anche questi momenti, insieme a tutto il lavoro che facciamo in allenamento, ci abbiano aiutato a disputare una grande partita domenica».
Il traguardo dei 1.000 punti diventa così una tappa di un percorso ancora aperto. Dopo tre stagioni consecutive in biancorosso, Lisandro Rasio continua a guardare avanti con la stessa determinazione che lo ha accompagnato durante tutta la carriera.
E se i numeri raccontano la sua importanza sul campo, sono soprattutto le sue parole a spiegare quanto la San Giobbe e Chiusi siano diventate speciali per lui. In una pallacanestro nella quale cambiare maglia è spesso la normalità, trovare un luogo in cui sentirsi bene, lavorare con serenità e costruire un rapporto autentico con le persone rappresenta un risultato altrettanto prezioso.
Mille punti con la San Giobbe, dunque. Ma anche tre stagioni, tanti ricordi condivisi e un legame che continua a crescere.
«Vogliamo fare bene anche nella prossima partita a Roma contro la Luiss», conclude Rasio.
Perché, dopo aver raggiunto quota 1000, la voglia di continuare a scrivere pagine di storia è più forte che mai.


