Conferenza stampa del nuovo tecnico della squadra turca
di Umberto De Santis
SIENA. Sala stampa. S’era detto ora arriva l’allenatore ospite… e si è presentato Pianigiani. Ma non è tutto come al solito anche per i giornalisti che seguono da vicino la Mens Sana. Vivo, attento, appena polemico contro le notizie diffuse, spesso fantasiose; un moto perpetuo che comincia una nuova avventura là dove ha appena concluso la vecchia. Domenica in Federazione e lunedì a Siena ad allenare il Fenerbahce, domani si vola via, sul Bosforo, già visto ma non ben assaporato in questa frenetica estate azzurra.
Si ricomincia da dove si era finito, nel giorno dell’addio: Hai studiato La panchina giusta? “Qui a Siena il primo allenamento nostro… mi sono cambiato negli spogliatoi degli ospiti, che quasi non conoscevo. Bello, una serie di giorni speciali, bello essere avversario in una giornata così felice. Non sarà una partita vera a propria, siamo un gruppo di persone che sta insieme da due giorni, dobbiamo aspettare gli altri. Dopo cominceremo con un camp forzato per farci trovare pronti a ottobre. Per la partita di stasera pensiamo che, avendo davanti la Supercoppa (22 settembre, ndr) la Mens Sana farà un gran partita e sarà per noi il miglior test per lavorare”.
Stasera tra campo e tribuna, ci saranno nove giocatori da te lanciati che hanno raggiunto successi e ingaggi importanti. “Ragazzi eccezionali, tra gli altri Sato aveva diversi contatti ma ha preferito tornare con me, è una cosa importante, per aver costruito valori umani e non solo tecnici”.
Nazionale: otto su otto. Te lo aspettavi? “Credo nessuno se lo aspettasse in Europa e nemmeno io. Viste le difficoltà di tanti, Serbia e Turchia in testa? E con la Turchia sono state due gare vinte per poco, perderle sarebbe stato arrivare secondi, comunque un ottimo risultato. Noi non abbiamo vinto ancora nulla. Quello che i ragazzi hanno messo in campo è la voglia di competere, la voglia di far bene con la maglia azzurra, la voglia di superare i limiti, gli errori, cercando di alzare la testa con grande fatica. Si sono meritati tutto, e con loro lo staff della Nazionale, eccellente come qualità e capacità emotiva”.
Naturalmente, in particolare viene da chiedergli: che Hackett ci consegni? “Pochi fronzoli, tanto impegno, è uno che gioca per vincere e fa tutto quello che gli chiede un allenatore, di disponibilità totale, quindi un giocatore di sostanza. Ma il concetto è la trasformazione del ruolo della Nazionale, non più punto di arrivo per giocatori affermati nei club. La Nazionale è diventata fondamentale per la crescita dei giovani, per dare esperienza: oggi è un punto di partenza per intere generazioni. Quattro mesi, da maggio a settembre, con la maglia azzurra è un momento di crescita che pochi possono fare: ritmo pregara, gara, riunioni tecniche in continuazione; ben vengano. Insieme al concetto di allargare la famiglia azzurra, con più manifestazioni per imparare un mondo particolare che nei club, eccetto i due-tre più importanti, non possono conoscere”. Dalla Turchia come vedi il prossimo campionato italiano. “Un campionato diverso, diviso forse in due tronconi, con team con meno mezzi rispetto ad altri campionati e altre squadre belle solide. Nei momenti di crisi come questo vedo che è l’ora di avere delle idee, e penso si vedranno squadre fantasiose con nuovi giocatori che saliranno all’attenzione e verrà fuori qualcosa di buono. Un campionato interessante, qualche volta squilibrato, ma sempre bello”.
Nuovo ciclo Mens Sana. “Presto per dare giudizi, con i cambiamenti radicali nel roster. Si parte però da un medoto collaudato, che Luca Banchi conosce benissimo, una garanzia di miglioramento dei giocatori. Squadra intrigante, con molte possibilità di ruoli e di rotazioni, ottimi presupposti perchè la gente di Siena possa amare questa squadra, con Luca sempre pronto a sperimentare”.
E il Fenerbahce in Turchia “ Aspettative ci sono dovunque perché il Fenerbahce è un club di 20 milioni di tifosi uscito lo scorso anno al primo turno dei playoff, che vuole competere nel campionato turco dove ci sono molti investimenti per vincere, c’è molta voglia di fare le cose al top per molti team. Siamo molto molto contenti di questa squadra: abbiamo tenuto l’ossatura turca e preso stranieri interessanti, già conosciuti dall’allenatore e questo potrebbe aiutare per la chimica di squadra; per ora siamo solo un gruppo che deve lavorare insieme per diventare un team. Il grande rischio è l’Eurolega: girone molto complesso con tre squadre top e due mine vaganti come l’Olimpia Lubiana e chi uscirà dal turno di qualificazione; una o due squadre top potrebbero uscire già a dicembre dalla competizione”.