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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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La risalita del basket senese tra suggelli, suggerimenti e suggestioni

di Augusto Mattioli

SIENA. Ha vinto la squadra che all’inizio del campionato di serie C veniva indicata come la favorita. Il Costone ce l’ha fatta, ma che fatica! Ha dovuto andare alla bella dei play off per poter battere nel derby tutto senese la Mens Sana, squadra costruita con pochi mezzi finanziari, che è  cresciuta fino ad essere protagonista fino al termine del campionato.Grazie ad uno staff tecnico, guidato da Paolo Betti, che ha saputo formare una vera squadra.

Un risultato importante è stato ottenuto: il ritorno  di quel pubblico che la drammatica crisi della Mens Sana degli anni d’oro aveva fatto allontanare. Ora quel palasport pieno, grazie anche a quei tifosi che hanno sempre seguito i biancoverdi, è  da considerare una ricchezza anche economica per la società e per l’intero movimento del basket senese, comprendendo la Virtus già in B interregionale e l’appena promosso Costone, senza dimenticare la provincia dove la pallacanestro è presente. Compresa Chiusi, che sta lottando per la permanenza in A2.

E allora quale futuro per questo sport che tanto attrae? Il Cittadino ha cercato di stimolare un dibattito tra chi segue questo sport, chiedendo che portasse delle idee e considerazioni. Queste hanno ruotato in particolare sul tema delle risorse finanziarie, che oggi è più difficili trovare, ma non impossibile. Basterebbero idee e progetti seri e concreti, che invoglino gli investitori, perché oggi costruire squadre competitive anche per la B interregionale costa già molto. Figuriamoci per le serie superiori.

C’è chi sostiene anche che sarebbe opportuna una unione tra le maggiori società per creare una squadra forte e competitiva. Ma negli i interventi nel dibattito del Cittadino questa opzione non riscuote consensi.
Però, la collaborazione per la valorizzazione del marchio Siena dopo la crisi passata può essere una via da seguire. Sui modi si deve discutere senza preclusioni,  particolarismi né atteggiamenti di superiorità, che in passato non sono mancati.
I responsabili delle società inizino davvero a rifletterci. Anche a fronte di ipotetici ripescaggi…
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