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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Forte di due vittorie consecutive San Giobbe affronta Piombino

CHIUSI. Due vittorie consecutive, prestazioni convincenti e una fiducia che cresce insieme alla qualità del gioco. San Giobbe si prepara alla sfida casalinga contro Piombino, in programma domenica 8 novembre alle ore 18 al PalaPania di Chiusi, con la consapevolezza di aver compiuto passi importanti nelle ultime settimane. I successi contro Quarrata e Fabriano hanno confermato i progressi del gruppo biancorosso, ma per coach Giampaolo Di Lorenzo il momento positivo non deve distogliere l’attenzione da un campionato nel quale ogni partita rappresenta un nuovo banco di prova proprio a partire dalla sfida di domenica contro i gialloblù.

Il tecnico riparte proprio dalle sensazioni che accompagnano la squadra alla vigilia del settimo impegno stagionale, che sarà arbitrato dai signori Luca Leggiero di San Tammaro, Emanuela Tommasi di Veroli e Emanuele Bombace di San Giuliano in Campania, tra entusiasmo per quanto costruito e lucidità nell’individuare gli aspetti ancora da migliorare.

«Ci presentiamo a questa partita con entusiasmo e con una maggiore consapevolezza di quello che siamo in questo momento, dei nostri punti di forza ma anche delle tante cose sulle quali dobbiamo ancora lavorare. Sappiamo che il campionato è difficile e che non ci si può mai sedere. Siamo già arrivati alla settima giornata e sembra ieri che eravamo qui a parlare della partita contro Ravenna. Il tempo passa, le giornate scorrono e per chi fa sport, che sia un allenatore o un giocatore, il giorno più bello resta sempre quello della partita. Non vediamo l’ora di scendere nuovamente in campo».

«Piombino, come tante squadre di questo campionato, ha giocatori importanti. Ci sono elementi che hanno calcato anche parquet di categoria superiore e diversi giocatori con tanti punti nelle mani. Parliamo di esterni capaci di realizzare venti punti con grande naturalezza, quindi di una formazione con un potenziale offensivo davvero significativo. Come succede a molte squadre in questa fase della stagione, può attraversare momenti di difficoltà e alternare situazioni positive e negative, anche all’interno della stessa partita».

«Sicuramente anche per loro sarà una partita importante. Vincere su un campo come quello di Chiusi potrebbe permettere a Piombino di ritrovare ulteriore fiducia e rilanciarsi. Noi, però, siamo carichi e pronti. È stata la prima settimana nella quale abbiamo dovuto fare i conti con qualche acciacco, ma domenica dovremmo esserci tutti. Mi auguro soprattutto che affrontiamo questa partita come una sfida contro noi stessi».

«Nella pallacanestro il passato non conta, conta quello che fai in quel momento, in quel giorno, e quanto sei pronto ad affrontare la partita. La vittoria di Fabriano ormai è andata. Adesso abbiamo davanti un altro esame, contro una squadra che presenta caratteristiche diverse sia in attacco che in difesa. Dobbiamo farci trovare pronti».

«È una squadra che è stata rinnovata quasi completamente, con un allenatore nuovo, e naturalmente serve tempo per trovare la giusta chimica. Quando hai tanti giocatori capaci di segnare, devi anche costruire gli equilibri e capire come distribuire le responsabilità all’interno della stessa partita. Credo che sia soprattutto una questione di equilibrio. È una squadra ben allenata, che può diventare molto solida. In questo momento è difficile definire qualsiasi formazione come un prodotto già finito: tutti stanno ancora cercando la propria identità e, attraverso il lavoro quotidiano, le cose possono cambiare anche in pochissimo tempo».

«Non voglio dire quali penso possano essere i loro punti deboli, quelli preferisco tenerli per me. Tutte le squadre hanno pregi e difetti, ma in questo momento vedo soprattutto le potenzialità di Piombino, ed è su quelle che dobbiamo prestare maggiore attenzione».

«È tutto collegato. I risultati che riusciamo a ottenere, ma anche i miglioramenti individuali che vediamo nei giocatori indipendentemente dalle vittorie o dalle sconfitte, nascono dalla qualità del lavoro che c’è dietro. Quando parlo di squadra invisibile mi riferisco alla società, allo staff, allo staff medico e a tutte le persone che ci permettono di lavorare in un certo modo. A questo si aggiunge la disponibilità dei ragazzi, che arrivano in palestra anche tre quarti d’ora o un’ora prima dell’allenamento per fare qualcosa in più, oppure rimangono dopo la fine della seduta. C’è tanta passione e tanta energia che ci trasmettiamo reciprocamente. Abbiamo giocatori esperti come Lisandro, Nicolò e Dario, che rappresentano ottimi esempi per tutti. Non sono atleti che vengono in palestra semplicemente a timbrare il cartellino, pensando di essere ormai arrivati. Anzi, spesso sono proprio quelli che lavorano e tirano di più, perché sentono la responsabilità di dare l’esempio. L’obiettivo di ciascuno deve essere quello di ottenere un piccolo miglioramento settimana dopo settimana, a livello individuale, sapendo che poi tutto questo si riflette sulla squadra. È un discorso che va anche oltre il risultato della singola partita».

«Vedo grande disciplina e grande attenzione. Mi sento tranquillo perché so di avere alle spalle una società e uno staff tecnico che lavorano in una determinata maniera. Paradossalmente, forse questo è il primo anno nel quale mi ritrovo a fare un po’ meno rispetto a tante altre stagioni, proprio perché sento di avere le spalle coperte».

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