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Finale basket: i numeri della stagione di Roma e Siena

Il roster senese ha un campionato in più nelle gambe

di Umberto De Santis

SIENA. 7-2 e 1-3. Sono i numeri di due situazioni che hanno molto in comune, se riferite alla Mens Sana di Luca Banchi. E che, avendo avuto esiti differenti, dimostrano che nel gruppo c’è stato un miglioramento nel carattere, nella concentrazione, nella determinazione. Quando la Top 16 di Euroleague viaggiava appunto sul 7-2, sette vittorie e due sconfitte, c’era un clima di grande euforia e tra i tifosi c’erano discussioni su quale posizione convenisse mantenere dietro l’irraggiungibile Barcellona, visto che il CSKA arrancava tra la seconda e la terza piazza nell’altro girone … Poi cinque sconfitte di fila hanno ricacciato indietro il sogno dei quarti di finale arrancando in una crisi fisica, atletica e psicologica non rimediabile. L’uscita dai giochi europei ha permesso di cercare e trovare, in un mese di fila senza più impegni infrasettimanali, le giuste motivazioni per il finale di stagione, nonostante il quinto posto in campionato, che significa la perdita del fattore campo in quasi tutte le eliminatorie della post season. La sfida impossibile contro l’EA7 Milano, la gran favorita alla vittoria finale che era dalle pessime Final Eight casalinghe che lavorava solo per questo obiettivo, arrivava giusto a puntino. Il prolungamento, poi delle gare fino all’ultimo ha fatto maturare la consapevolezza che si poteva andare avanti, fino alla vittoria in gara 7 nella situazione più sfavorevole possibile.

Per vincere contro la Cimberio, prima classificata in stagione, occorreva vincere a Varese, situazione uguale alla precedente. Di buona lena il lavoro si era quasi fatto, in casa si sono presi altri due vantaggi.  1-3, dunque e tre possibilità per andare in finale. La sconfitta interna in gara 6 ha avuto un significato psicologico simile al 72-70 subito in casa Besiktas: i giocatori si sono ritrovati spalle al muro. “Sul 1-3 non ho mai avuto la percezione che questa serie fosse finita” ha detto Banchi nel commentare dopo la sentenza finale del 69-82; la rimonta di Vitucci & C. è stata autentica, come autentica è stata la forza mensanina di non sbracare nell’ultimo step. Momento in cui la Lenovo Cantù si è liquefatta al cospetto dei martelli capitolini tutto d’un tratto a un passo dal traguardo. Una ritrovata sicurezza psicologica in aggiunta al recupero fisico dei migliori momenti in Top 16, che danno alla Montepaschi un leggero vantaggio rispetto all’Acea nei pronostici.

Completamente opposto il cammino dell’Acea Roma. Una società che a luglio neanche doveva iscriversi al campionato, con un budget ridottissimo, ma con tanto entusiasmo e scelte felici da parte della conduzione tecnica. A partire dalla riconferma di un autentico campione come Luigi Datome. Un cammino in continua crescita che ha raggiunto l’apice proprio a Siena nella 7° di ritorno (70-94, con 21 Taylor e 16 Datome). Cui è seguita la flessione di aprile con tre sconfitte consecutive (Cimberio, Sidigas, Banco di Sardegna) che lungi da ridimensionare la squadra, è stata seguita dal trittico finale che ha lanciato la Virtus al terzo posto solitario: 20 vittorie e 10 sconfitte. Poi ll crescendo rossiniano con le sette sfide prima con Reggio Emilia poi con Cantù.

46-74. Sono i numeri della partite giocate dalla due formazioni quest’anno. 46 partite giocate da Roma (30 campionato, 14 playoff, 2 Coppa Italia). Marco Calvani è al miglior risultato in carriera, saranno in campo Datome e D’Ercole, ex della Mens Sana. Dove entrambi hanno già vinto due volte lo scudetto. Luigi Datome nel 2004 (1,3p in 13 presenze, all’età di 17 anni) in piena era Recalcati e nel  2007 (2,1p in 16 presenze), primo anno di Pianigiani. Lorenzo D’Ercole, invece, è stato presente nelle edizioni 2007 e 2010. 74 (72 nei vari campionati compresa Euroleague + 2 tournée NBA) partite giocate da Siena, una infinità, una stagione regolare di campionato in più dell’Acea.

Luca Banchi è alla prima finale scudetto della carriera come coach, dopo sei consecutive come vice. Ha inoltre il record stagionale di giocare la terza finale (dopo Supercoppa e Coppa Italia) della stagione 2012-13. Carraretto corre per il 7° titolo, come solo Dino Meneghin e Riccardo Pittis; Tomas Ress per il 6°, come l’ex capitano Stonerook. Eze lotta per il 5°, David Moss per il 3°. Attenzione ai protagonisti che saranno tutti alla caccia del primo tricolore italiano in carriera: Goss, Taylor, Lawal, Hackett, Kangur, Sanikidze. Poi c’è Bobby Brown, che il titolo lo ha già vinto in Germania con l’Alba Berlino nel 2008: dalle sue prestazioni altalenanti passano molte delle possibilità scudetto. Alle finali le due squadre sono arrivate entrambe vincendo gara 7 nei turni precedenti, ma mentre le due vittorie della Virtus sono casalinghe, quelle della Mens Sana sono state ottenute in trasferta.

Biglietti

Il diritto di prelazione per gara 3 e gara 4 di Finale scudetto, in programma sabato 15 (20.15)  e lunedì 17 giugno (20.45) scadrà martedì (11 giugno), alle 19. Da mercoledì (12 giugno) saranno messi in vendita i tagliandi non confermati. La biglietteria svolgerà il seguente orario: tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (domenica 10-13), i giorni delle gare dalle 10 alle 13 e dalle 16 fino al termine della partita.

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