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Bar Sport Gradinata: Lavrinovic è in un momento difficile

In Eurolega è mancata al benzina...

di Umberto de Santis

SIENA. Solo chi è di lunga militanza sportiva può capire il difficile momento della squadra e della tifoseria, i giovani sono abituati alla Mens Sana pigliatutto e il momento è da prendere con le molle altrimenti la trasferta di Montegranararo può diventare invece di una partita una disfatta annunciata. Alla fine della gara di mercoledì, ce ne siamo dette di tutti i colori fra di noi, ma la considerazione più importante è forse che il Real ha vinto giocando con tre playmaker. Lavrinovic è in un momento difficile e qualche mugugno ci sarà in chi ha giocato poco o niente, ma ora bisogna stringere i denti per non rovinare il giocattolo. 

  

Zisis: ha confermato una statura di playmaker che ha convinto anche i più scettici. alla fine non ne poteva più.

Hairston: una buona prestazione che ci fa rimpiangere i molti mesi di inattività.

Carraretto: il migliore, in rapporto ai minuti giocati.  

Rakovic: messo un pò in disparte nei giochi d’attacco, ma la fisicità delle merengues lo allontanava dal canestro.

Lavrinovic: in rapporto alla condizione fisica ha fatto anche troppo, ma nel finale era come giocare in quattro e mezzo (se si può dire).

Kaukenas: tante cose ne hanno limitato l’apporto in attacco, il solito punto di riferimento collettivo, nelle due aree.

Ress: mercoledì gli è toccato guardare, inusuale quest’anno. 

Jaric: migliora ancora, ma si è dimostrato una scommessa per il futuro, non per il presente.  

Akindele: il giocatore che non t’aspetti, invece, conduce le danze negli ultimi minuti di dominio biancoverde.

Stonerook: il collante della squadra cede anche lui nel finale, ma l’età avanza impietosa in questo basket che corre a duecento all’ora. Non ha nelle gambe trentacinque minuti di autonomia a quel livello. 

Aradori: spettatore non pagante.

Moss: complessivamente il migliore, anche perchè utilizzato meno di trenta minuti. sarà un caso, ma ha trascorso in panchina gran parte del secondo tempo.
Pianigiani: quando si perde, la prima responsabilità è del capo, ma demordere in conferenza stampa speriamo sia solo uno sfogo tattico, ci sono ancora partite da giocare. La scelta di concentrarsi sul pressing (5/18 il conto delle palle perse) lasciando loro il dominio ai rimbalzi (24/41) ha pagato per tre quarti di gara. Perdere per perdere, a posteriori, si poteva giocare quando avevi il +18 con Ress e Aradori e far rifiatare i “vecchietti”. Nulla è scontato nel basket. Ora la sfida è fare una gara importante a Belgrado: chissà sulla ruota di Madrid cosa potrebbe uscire fuori la prossima settimana. 
 Ora andiamo a Montegranaro a giocare una partita psicologicamente difficile contro una squadra in buona condizione che sicuramente tra le mura amiche cercherà di farci uno sgambetto che vale la soddisfazione dei tifosi per tutto l’anno.
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