Francesco Frati in Costa Rica ha illustrato l'esperienza del National Biodiversity Future Center
SIENA. Il professor Francesco Frati del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Siena ha partecipato a San José in Costa Rica al workshop internazionale “Unlocking frontier tech adoption for sustainable agriculture” dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE- OECD) in collaborazione con il Ministerio de Ciencia, Innovaciòn, Tecnologia y Telecomunicaciones del Costa Rica (MICITT) e con il National Biodiversity Future Center (NBFC).
L’incontro ha riunito dal 10 al 12 marzo a San José agricoltori locali, associazioni di categoria, rappresentanti del mondo accademico e dei ministeri costaricani competenti per discutere il ruolo delle tecnologie di frontiera – tra cui intelligenza artificiale, Internet of Things, biotecnologie, robotica avanzata, telerilevamento e droni – nel miglioramento della produttività agricola, contribuendo, al tempo stesso, alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi naturali.
Il professor Francesco Frati è intervenuto, nell’ambito della sessione dedicata alle esperienze internazionali di diffusione delle tecnologie innovative in agricoltura, per illustrare l’esperienza del National Biodiversity Future Center, Il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità finanziato dal MUR attraverso i fondi dell’Unione Europea – NextGenerationEU.
Frati si è soffermato su alcune best practices sviluppate nelle attività scientifiche del Centro. In particolare, ha evidenziato come l’integrazione tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e politiche pubbliche possa favorire modelli agricoli più sostenibili e resilienti, contribuendo alla diffusione di soluzioni innovative capaci di coniugare produttività e monitoraggio e conservazione della biodiversità.
Nel corso della missione istituzionale a San José, il professor Frati è stato inoltre ricevuto dall’Ambasciatore d’Italia in Costa Rica, Alberto Colella, al quale ha presentato le attività del NBFC e l’impegno dell’Italia nel campo della conoscenza, della protezione e del restauro della biodiversità, sottolineando anche il contributo dell’Università di Siena nelle attività di ricerca e cooperazione internazionale su questi temi.




