SIENA. La recente presa di posizione dal titolo “A proposito di decoro e di rituale contradaiolo ……”, a firma del dottor Marcello Venturini, pubblicato nella Vostra testata, solleva questioni più che condivisibili; a tal punto che il sottoscritto anni fa si era permesso più volte di richiamare l’attenzione e manifestare, al tempo stesso, l’opportunità di tutelare con maggiore rigore le nostre tradizioni, stigmatizzando iniziative del tutto estemporanee attuate dalle singole Contrade.
Per chi desiderasse eventualmente approfondire la materia, può trovare ancora alcuni miei scritti tra le pubblicazioni de Il Cittadino on line, scritti in cui erano stati affrontati con specifiche argomentazioni temi quali, tra gli altri, l’impropria esposizione delle bandiere nel territorio dei rioni, il discutibile utilizzo delle stesse sulle colonne dei Terzi di Città, lo scorretto affaccio sempre delle bandiere su Piazza de Il Campo, il divieto di apporre bacheche sempre su Piazza de Il Campo da parte delle Contrade confinanti, il prolungarsi di attività gastronomiche oltre i termini concordati dal Magistrato delle Contrade, eccetera.
Per quanto di rispettiva competenza, mi ero permesso di formalizzare al riguardo reiterate lettere non solo alle varie testate giornalistiche locali, ma soprattutto all’Amministrazione Comunale, allo stesso Magistrato delle Contrade, al Comitato Amici del Palio ed al Consorzio Tutela del Palio.
Di questa corrispondenza dispongo e faccio ovviamente tesoro di una copiosa documentazione, che fino ad oggi è purtroppo rimasta – come suol dirsi – lettera morta e quindi ho preferito abbandonare ogni ulteriore iniziativa.
Ma al di là dell’aver richiamato tali considerazioni e – come già detto – apprezzando e condividendo in pieno l’intervento del dottor Marcello Venturini, se non erro ex Onorando Priore della Contrada della Torre e quindi persona di assoluta competenza e riconosciuta esperienza, mi pongo però delle inevitabili domande, che – forse – visto l’andazzo, rimarranno prive di risposta.
Ammesso e non concesso che sia avvertita l’esigenza di rivisitare il Rituale Contradaiolo, secondo le indicazioni che sono state suggerite in tempi più o meno recenti, qualora una Contrada non osservi con scrupolo le norme – come peraltro già si rileva nell’attualità per diversi ed evidenti comportamenti – quale Organismo dovrebbe poi assumersi il compito di far rispettare le disposizioni e quali eventuali sanzioni con il relativo peso potrebbero mai essere comminate, se ogni Contrada rimane poi insensibile ed indifferente a certi dettami e, mio malgrado, ritenersi legittimata a fare un po’ come torna più comodo e come del resto accade nella realtà dei fatti?
Intanto godiamoci almeno una Santa Pasqua con la speranza e l’augurio che possa restituire pace e serenità a tutti.
Paolo Piochi