di Augusto Mattioli
SIENA. Insolito episodio, tutto in chiave paliesca nel corso della presentazione del drappellone. Non appena è stato presentato si è sentita nitidamente un’invettiva nei confronti del pittore Ali Hassoun con un “speriamo tu moia te”.
Un’isolata azione di qualche kamikaze leghista? Niente di tutto questo.
A contestare un ragazzo del Drago che vedendo ai piedi del guerriero la figura di un demone ucciso lo ha scambiato per un drago. “Per me lo è”,si è giustificato anche se si è preso un mucchio di rimbrotti perché in quella sede ufficiale non sono cose che si fanno in maniera cosi plateale.
“Mi è venuto di dirlo tanto più che sono io che devo andare a prendere il cavallo alla tratta”. Poi si è presentato ad Alì Hassoun e si è scusato per la sua frase indubbiamente forte. Tutto si è concluso con un abbraccio tra i due.
Ma in fondo un dubbio nella mente al ragazzo deve essere rimasto.





















