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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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"Vigneti: una difesa, non un pericolo per il territorio"

Tamburini, presidente del Consorzio 2 Alto Valdarno, prende posizione sul Pit

AREZZO. «I vigneti e gli oliveti non sono un danno per il territorio e non creano dissesto idrogeologico, piuttosto c’è da domandarsi che sarebbe la Toscana, e in particolare un territorio come quello di nostra competenza, tra Arezzo e Firenze e Siena, senza i suoi vigneti e oliveti». Paolo  nel dibattito che in questi giorni vede contrapposti Regione Toscana e il suo piano paesaggistico da una parte, mondo agricolo dall’altra.

Il ruolo di tutela idrica dei vigneti. «Quasi sempre le sistemazioni adottate, i sistemi drenanti realizzati, la manutenzione costante del reticolo idraulico interno od adiacente al vigneto, i sistemi di conduzione e lavorazione, la copertura vegetale, le lavorazioni agronomiche, l’azione meccanica di “trattenimento” svolta dagli apparati radicali, favoriscono l’assorbimento dell’acqua nel terreno,  rallentano il deflusso , ne assicurano una regolare regimazione e deflusso in zone collinari spesso molto sensibili sotto il profilo idrogeologico». «Oltre all’aspetto economico del sistema vino, i vigneti rappresentano un elemento importante e fondamentale nell’assetto idrogeologico dei territori. I vigneti caratterizzano i nostri paesaggi, sono una delle più importanti immagini ed elementi qualificanti della Toscana».

Grande attenzione alle regimazioni. Ovviamente non c’è mai da accontentarsi e migliorare è sempre possibile. «L’importante per quanto riguarda la regimazione idrica è di interrompere il deflusso per lunghi tratti dell’acqua con scoline che seguano con giuste pendenze le curve di livello. Ma questo i nostri agricoltori lo sanno bene, da sempre».

Il paesaggio da sempre frutto dell’opera dell’uomo. Dunque i vigneti non si possono criminalizzare, né tanto meno pensare di congelare la loro crescita. «Territorio e paesaggio non sono elementi statici ma fortemente influenzati dalle attività antropiche che si sono succedute negli anni. Quello che oggi appare e che caratterizza la Toscana è una sintesi complessa della componente geomorfologica, climatica, biocenotica, delle attività e realizzazioni strutturali ed infrastrutturali, delle piantagioni, coltivazioni e sistemazioni idraulico agrarie e forestali che sono state fatte».

Addio agricoltura senza vigneti. Pensare ad una Toscana senza vigneti non ha senso. «Intere colline e territori che sarebbero automaticamente marginalizzati, abbandonati, coperti di spinaie, rovi, senza alcuna regimazione idrica aumenterebbe in queste zone il rischio idrogeologico con ripercussioni negative dirette e gravi danni a valle».

Collaborazione con le aziende agricole. E proprio nell’ottica di migliorare la manutenzione idrogeologica del territorio agricolo, «il Consorzio 2 Alto Valdarno sta sviluppando rapporti con le aziende agricole e forestali  delle diverse zone in cui opera affidando loro, ove possibile, l’esecuzione degli interventi di manutenzione ordinaria, sviluppando  utili sinergie con le imprese agricole per migliorare il presidio del territorio  e la prontezza degli interventi».

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