Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

Morto Kim Jong primo tifoso di Michael Jordan

Il dittatore aveva la collezione delle partite dell

di Enrico Campana

SIENA. Potenza del messaggio, anche i dittatori hanno un cuore che batte per lo sport. In particolare Kin Yong Il aveva un debole per Jordan e la guerra nucleare, e   all’uomo che minacciava il mondo con l’atomica forse  un giorno verrà attribuita la favola che per amore del basket non ha ordito la mano crudele. Mano che  tuttavia calò  pesantemente  per quella che considerava una  vergogna  nazionale quale l’eliminazione dai mondiali di calcio in Sud Africa. Ordinò infatti i lavori forzati e l’espulsione dal Partito dei Lavoratori, col reato di  disobbedienza al regime,  per il  CT della squadra  che  per espiare le sue colpe ha dovuto unirsi a una squadra addetta alla  realizzazione di una strada. Talmente adirato per quella  sconfitta, nonostante il  girone fosse difficile, con Brasile, Portogallo e Costa d’Avorio, Kim Jong Il  risparmiò la stessa pena  ai giocatori, gli eredi di quella formazione che in un mondiale di tanti anni prima riuscì a battere l’Italia di Fabbri,  anche se al rientro in patria, la comitiva fu costretta a subire per 6 ore gli insulti dei tifosi inferociti.  Un modo estremo, da tifoso, per far capire la sua passione per lo sport quale componente di un orgoglio nazionale.

Kin Jong Il , sempre effigiato con gli occhialoni neri, il ciuffo cotonato, la tuta d’ordinanza, il viso segnato da una smorfia, è morto a 69 anni. Verrà ricordato come il dittatore nordcoreano che ha tenuto sotto il tallone il suo paese, chiuso le frontiere e minacciato più volte di scatenare una guerra nucleare. Era malato da anni è stato stroncato da un ictus durante un viaggio in treno. L’ultimo  comunista ligio alle vecchie regole del potere era ammalato, ma trovata consolazione  e passione per  lo sport, soprattutto il  basket.

Quando nel 2000 Madeleine Albright, segretario di Stato Americano visitò la Corea del Nord, riuscì a rompere il gelo diplomatico regalandogli  un pallone da basket firmato da Michael Jordan. Scontrandosi con i suoi ideali politici,  Kim Jong  Il ha amato la NBA e soprattutto di Jordan del quale diceva di avere  la collezione dei filmati di tutte le sue partite. Probabilmente lo associava all’idea di un’esplosione atomica, per fortuna ha sfogato questi istinti davanti al videoregistratore..  Il Telegraph ha parlato di questo aneddoto, peccato che Michael Jordan sia stato sempre sordo agli inviti di  Kim Jong  probabilmente per vedute politiche all’opposto della forma di potere con la quale ha retto il potere per tanti anni. In ogni caso,  si racconta che abbia instillato anche questa passione al figlio.  Non so se conosca il campionato italiano o sappia dei successi della Monte dei Paschi, ma certamente questa nota potrà essere utile per invitarlo a Siena. Non si sa mai, specie di questi tempi.

encampana@alice.it

RIPRODUZIONE RISERVATA

[banner_mobile]