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Morganti (Io Cambio): "Dati Irpet: la decapitazione sistema economico pratese"

"Rossi è abituato ai Laogai, per questo esclude lo schiavismo a Prato"

FIRENZE. «I dati mostrati dall’Irpet, sul ruolo economico della comunità cinese a Prato, dimostrano che nella nostra città c’è un vero problema che ha portato alla decapitazione del sistema economico pratese: dalle migliaia di aziende chiuse alla disoccupazione, al minor introito fiscale, alle conseguenze maggiori di carico fiscale per chi le tasse le paga veramente fino all’aumento del numero di famiglie che vivono sotto il livello di sopravvivenza. Per non parlare dell’aumento delle spese sanitarie visto che i cittadini cinesi clandestini accedono gratuitamente alle cure mediche». È il commento di Claudio Morganti, europarlamentare di ‘Io Cambio’, dopo la statistica dell’Irpet presentata oggi a Palazzo Buonamici a Prato.

Secondo Morganti, però, «i dati dell’Irpet sono solo una statistica e come tale vanno presi, visto che fare una ricerca veritiera sulla comunità cinese e il loro ruolo economico a Prato è difficile quanto vincere alla lotteria». L’europarlamentare commenta anche le parole del Governatore della Toscana, Enrico Rossi, che ha paragonato Prato all’emergenza umanitaria di Lampedusa, escludendo che si possa parlare di schiavismo all’interno delle aziende cinesi. «È normale – spiega l’esponente di Io Cambio – che Rossi non accetti di parlare di schiavismo all’interno dei capannoni orientali visto che è abituato ai Laogai cinesi dove tutt’oggi uomini, donne e bambini sono costretti al lavoro forzato in condizioni disumane. Fortunatamente a Prato non siamo ancora arrivati a questi livelli, ma poco ci manca. Giudico improprio anche il paragone con Lampedusa visto che sull’isola l’emergenza si risolve smistando i migranti in altre città del Paese. Metterei la firma se fosse così anche per Prato… Se si potesse smistare l’illegalità – ironizza Morganti – in altre parti d’Italia, la recapiterei nella zona pisana dove risiede il Governatore dato che la comunità cinese gli sta tanto a cuore».

Infine, Morganti giudica le dichiarazioni del console cinese che si è detto disposto a collaborare come «le solite parole al vento dato che negli anni dalle istituzioni cinesi non abbiamo visto alcun atto concreto per una situazione come quella pratese, più voluta che combattuta».

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