Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
Skyscraper 1
Skyscraper 1
Skyscraper 2
Skyscraper 2

FdI: “Toscana sud-est merita attenzione ma adesso l’Asl è anche senza guida” 

Intervento sulla sanità dei consiglieri Enrico Tucci, Gabriele Veneri e Luca Minucci

FIRENZE. “La Toscana sud est per dimensioni è l’area più vasta, con una superficie superiore a metà della regione, compresa tra montagna e mare, e merita maggiore attenzione per i suoi ospedali e per la sua sanità territoriale. Il direttore Marco Torre ha avuto modo di lavorare per poco più di un anno, giusto il tempo di capire come muoversi ed è poi stato spostato a Firenze. Il metodo scelto dal presidente Giani, per scegliere il nuovo direttore generale della sanità regionale, è stato un blitz che ha portato via Torre lasciando l’azienda senza una guida stabile. I cittadini senesi, aretini e grossetani hanno diritto ad avere risposte certe ed efficienti in termini sanitari, non sono cittadini di serie B.” A dirlo sono i consiglieri regionali Fratelli d’Italia Enrico Tucci, vicepresidente della Commissione Sanità, Gabriele Veneri e Luca Minucci.
 
“Mentre siamo in attesa della nomina di un nuovo direttore, occorre però essere chiari: i residenti della Toscana sud est hanno “fame” di sanità pubblica, che sia sempre più vicina ai territori. Negli ospedali della provincia di Siena, Grosseto e Arezzo abbiamo toccato con mano disservizi, carenze strutturali, di personale e di strumentazioni tecnologiche all’altezza, nonostante il grande valore dei nostri medici e infermieri – sottolineano Enrico Tucci, Gabriele Veneri e Luca Minucci -. Abbiamo ospedali con pochi medici e infermieri che, in taluni casi, si trovano anche a coprire, magari, i servizi delle nuove case di comunità. Il percorso di crescita e di sviluppo di questi territori, per consolidarsi, ha bisogno di investimenti e assunzioni. Ma siamo in un momento dove occorre fare, al contrario, una vera spending review, mettendo sotto controllo i costi delle Asl che stanno esplodendo – dicono i tre consiglieri regionali di FdI -. Il deficit della sanità toscana è fuori controllo e adesso serve un’operazione verità sui conti. Nei primi sei mesi il deficit ha già superato quello dell’intero 2025: siamo davanti a un disavanzo tendenziale di oltre 600 milioni di euro. È la dimostrazione che in questi mesi non c’è stata alcuna consapevolezza della gravità della situazione che noi denunciamo fin dalla campagna elettorale dello scorso settembre. Invece, la Regione ha perso mesi preziosi prorogando fino al 31 agosto 2026 l’incarico del direttore generale del Dipartimento Sanità, Federico Gelli. Abbiamo sentito l’assessore Monia Monni parlare di provvedimenti importanti per rimettere in ordine i conti senza aumentare la tassazione. In bocca al lupo, vogliamo vedere proprio come farà. Con l’enorme buco di bilancio dei primi sei mesi, e alla luce dell’indebitamento ormai ai limiti della Regione, come messo nero su bianco dalla Corte dei Conti, si rischia che ci sia un allungamento ulteriore delle liste di attesa, con la conseguente rinuncia alle cure ed un ricorso maggiore alla sanità privata.
 
Un’offerta sanitaria, quella della Toscana del sud, che oltre ad essere carente sconta un clamoroso gap infrastrutturale: senza strade, o comunque con collegamenti sempre più difficoltosi, spostarsi dalla montagna, ma anche dalla collina, verso i principali presidi sanitari diventa una quotidiana odissea. Basti pensare alle donne che hanno partorito in ambulanza perché all’ospedale di Bibbiena non esiste più la maternità e, viste anche le condizioni precarie della Sr71, arrivare al San Donato di Arezzo si rivela una roulette russa. Per non parlare degli ospedali della montagna grossetana: a Castel Del Piano e Pitigliano si contano soprattutto i servizi tagliati che quelli ancora operativi. Ad Abbadia San Salvatore i reparti di chirurgia e radiologia sono in grande difficoltà, e la ricerca di medici è vana.”.
[banner_mobile]