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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Usa e Ue contro le agenzie di rating. Tonfo dei bancari

Basta con l'oligopolio che condiziona il mercato

BRUXELLES. La agenzie di rating condizionano troppo il mercato con le loro valutazioni non sempre realistiche. L’ultimo colpo è quello del declassamento a livello di “spazzatura” dei titoli di stato portoghesi, che ha dato una bella botta ai bancari, tutti in calo alla Borsa di Milano.

Unicredit ha perso il 7,06%, Banca Mps il 6,22%, Banco Popolare il 5,07%, Ubi Banca il 6,58%, Intesa Sanpaolo il4,4%. Pesante anche Fondiaria – Sai (-8,91%) alla vigilia della riunione del consiglio dell’Antitrust che dovrà decidere in merito alle condizioni legate all’ingresso di UniCredit nella società assicurativa. In deciso ribasso Parmalat (-2,78%).

 

«In assenza di fatti nuovi sull’economia portoghese che potrebbero giustificare la nuova valutazione, le decisioni di ieri di un’agenzia di rating non danno maggiore chiarezza, anzi aggiungono un elemento speculativo alla situazione», ha affermato con forza da Strasburgo il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso.

«Con tutto il rispetto per quella specifica agenzia di rating le nostre istituzioni conoscono un po’ meglio il Portogallo», ha sottolineato. E da Bruxelles il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn, ha rincarato la dose: «La decisione di Moody’s sul Portogallo, che ci risulta particolarmente sgradita ed eccessiva, è basata su uno scenario ipotetico e non sull’analisi economica che la Ue e le altre istituzioni fanno puntualmente», ha detto.

Drastico il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che chiede di «rompere l’oligopolio» delle tre agenzie Usa di rating e «metter fine al loro dominio» sui mercati.  
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